Di bianco vestita

I miei coetanei si sposano, si sposano a raffica. Cadono come mosche, anche i più indefessi, anche quelli che ci avresti messo la mano sul fuoco che non avrebbero ceduto.

Sono sommersa da foto bucoliche, bianche, blu, verdi.
Di auto d’epoca, di vestiti estivi.
La gente si sposa ancora. Ci crede ancora, magari qualcuno lo fa perché dopo mille anni di “fidanzamento” era arrivato il momento.
Oppure per i figli, o per far smettere lei di parlarne.
O per fare una festa (che se mai fosse sarebbe il mio motivo quindi lo ritengo super valido).
Fatto sta che anche quest’anno, la gente si sposta.
E tralasciando per una volta la facile ironia sull’argomento, posso dirmi incredibilmente sorpresa della faccenda.
Una generazione, la mia, dove chi non ha i genitori divorziati, chi non ha famiglie doppie o triple, chi non riceve tripli regali di natale e compleanno in una perenne (meravigliosa) lotta alla conquista dei “figli non tuoi”. Una generazione in perenne lotta (dichiarata o meno) con la moglie del padre e il marito della madre (non mentite nessuno li ama, al massimo, li si sopporta)
Insomma chi ha mamma e papà e nonna e nessuno di acquisito, diciamocelo, è un una mosca rara.
E nonostante questo, nonostante evidenti e perenni fallimenti davanti agli occhi, i trentenni si sposano.
In un atto di fede (senza dubbio) e coraggio (o incoscienza) decidono volontariamente, di andare al patibolo. E mi sorprendo anche io, nel 2013, a commentare il “vestito della sposa” la riuscita o meno dell’evento.
A voler vedere i due ignari esseri umani che escono dalla chiesa, che tagliano la torta, che ballano, e sorridono, bellissimi e per grazia divina mai sudati nonostante la stagione, ma scomposti, nonostante i barili di alcol, mai stanchi nonostante le 20 ore in piedi.
Non mi resta che ricordare che non c’è matrimonio senza:
una testimone cozza/mal vestita/siliconata – le spose le mettono lì per far sì che loro risultino ancora più belle, sono sicura.
un testimone molesto/fuori luogo/single – messo senza dubbio lì a testimoniare cosa si sta abbandonando, ma nel disperato tentativo di mantenere una via di fuga dopo il misfatto.
una nonna/zia sorda, con un filo perle, con un vago senso di cosa stia succedendo.
l’amica della sposa che piange come se fosse a un funerale
l’amico che fa il discorso in onore di se stesso, nella speranza di un rimorchio per la serata
Anche questo lunedì FB mi aggiorna sui matrimoni del we.
Lei meravigliosa pettinatura anni ’20 sembra aver azzeccato tutto.
E sorride, felice, di bianco vestita. 
Incredibile.
Per notizie relativi al successivo capitolo viaggio di nozze cliccate qui

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