Il mio grosso, grasso, fine settimana in famiglia

Levate il matrimonio e sostituitelo con un compleanno.
Spostate la location in terre di Siena e il risultato sarà esattamente lo stesso.
Quelle tavolate, che ormai non ci si entra più, e quel rumore assordante di sottofondo che non smette mai.
Perché di base, le riunioni di famiglia, son tutte uguali, son tutte una gran fatica, fisica e mentale.
Fisica perché mangi come se non ci fosse un domani, e lo sai mentre riempi il piatto per la terza volta che poi dalla poltrona non ti alzerai mai più.
Lo sai che nessun caffé e/o digestivo ti daranno la possibilità di deambulare a fine pasto.

Fatica mentale, perché in ogni famiglia che si rispetti, a tavola, ognuno parla tra se e se.
Tutti parlano, nessuno ascolta.
E poi succede quel fenomeno paranormale per cui a un certo punto le conversazioni che prima viaggiavano da sole, si incrociano, si amalgamano e hai come l’impressione che davvero, tutto il tavolo stia parlando dello stesso argomento, e che ci sia qualcuno che ascolta.
Nessuna frase, poi,  viaggia leggera, ma sempre interrotta da un mi passi il vino…mi dai l’oliera… no guarda tu hai preso già due volte il secondo…amore perfavore controlla che nano di 1/2 /3 anni non si stia schiantando dal gradino/non stia giocando con la stufa a gas/ non stia tentando di infilare il gatto nel camino…fate uscire i 7 cani dalla stanza…
E di fatto quello che fai è seguire l’andamento sulla base delle parole chiave:
Vacanze di Natale, Ti ricordi quella volta che (non importa quale sia il ricordo basta che sorridi e dici sìììì che ricordi), ma tu come fai a…
Poi la senti la parola su cui devi solo affondare il naso nel piatto e riempirti il boccone per non dover dire la tua…varia a seconda del momento storico e della tua età, ma lo sai anche se hai 4 anni che quello è il momento clou…quest’anno è stata Primarie…
Panico tra gli astanti, perché c’è sempre qualcuno che l’argomento (politica/attualità) lo tira fuori, tra chi si infervora e tenta un discorso serio, chi provocatoriamente passa da un luogo comune all’altro, e chi (a turno e senza schema fisso) gioca al ruolo della voce controcorrente.
E lì si scatena in una bonaria rissa di voci, di toni infervorati.
Grazie a Dio, il tutto, nel mio caso si placa al suono di “cantucci e vin santo” e torta con le candeline.
E le tue orecchie per un attimo respirano.
Questa volta l’occasione erano i 99 anni della capo famiglia in carica.
E quando arriva il suo breve discorso, è l’unico momento in cui tutti fanno silenzio e ascoltano davvero.
E’ un attimo, e poi tutto ripiomba in quel caos organizzato che solo chi ha una famiglia molto molto molto numerosa riesce a capire.
Sono passate 24 ore 4 pasti 2 notti 2 pomeriggi 30 pannolini un milione di parole e quando metti piede a casa e finalmente, il nano è a letto, ti accorgi che i bei ricordi sono fatti in gran parte di rumore e caos…da “ricordare” in religioso silenzio però 😉

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