Nonna Manni – L’eccezione che conferma la "mia" regola

Se ben vi ricordate ho più volte dichiarato il mio fanatismo per lo shopping on- line.

Ne ho parlato qui.
Ci sono cose però che fanno uscire anche me di casa per comprare qualcosa.
Nonna Manni, è stata una di queste eccezioni.

L’antefatto:

A Maaaa, e basta co’ sti vestiti da sfigata…
Ma amore sei bellissima!
Mamma, ho 10 anni per gamba è aprile e me ne vado in giro con un cacchio di vestito a punto smock in fresco lana (fresco un par di palle) e per di più è a scacchi!!! 

Sono passati più di 15 anni e ancora oggi, a ogni discussione che si rispetti io chiudo sempre con:
“Mamma lascia stare m’hai mandato in giro vestita come una sfigata fino a 15 anni, con quelli colli che me parevo Heidi”.
Mia madre porterà questa colpa nella tomba e anche a 50 anni le rinfaccerò l’orribile esperienza che mi ha fatto fare per anni.
Sì lo confesso io ero (in effetti non so se ne sono uscita forse no) lo stereotipo perfetto della sfigata.
Capelli ricci, pettinati con foga ogni mattina finché non diventavano completamente elettrici, roba che Sally Spectra mi faceva un baffo.
Vestiti…ma che ve lo dico a fare…
E poi tutto il contorno che comprendeva ovviamente :
tutti fanno questo – io no.
Tutte vanno lì – io no. (Il cinema eh…mica un rave)
Insomma fate mente locale, trovate la faccia della pora sfigata delle medie e avrete un quadro esatto della situazione.

Tra le varie torture ignobili a cui ero sottoposta – no, non sto parlando dei libri sotto alle braccia per imparare a mangiare composta (lo so sembra una fiction brasiliana ma me so beccatata anche quelli) –
una era la cosa più odiosa di tutte.
Mia madre pronunciava la seguente frase: Ti sta tutto piccolo, andiamo a comprare qualcosa.
E io tremavo, mi veniva il conato di vomito e volevo morire.
Lo shopping Romano (sto parlando di fine anni 80 inizio 90) avevo poche alternative.
C’era la Rinascente, Benetton, alcune cosette sparse, quei 2/3 negozi bon ton francesi…e poi c’erano…

Le De Mattei

A vederla oggi, in realtà le due donne avevano messo su un business incredibile anticipando di anni le tendenze.
Nella pratica però, ogni bambino e bambina, che entrava nel loro appartamento al 1° piano…voleva morì.
Di fatto, in particolari periodo dell’anno (credo) il salotto di casa si trasformava in showroom dove a destra e sinistra erano appesi vestiti di campionario di ogni tipo.
Lo scopo era: scegli il modello che ti piace e loro te lo rifacevano della tua taglia e con la stoffa che preferivi.
La questione non era l’idea…ma i modelli.
Gonne di velluto verde o bordeaux a petalo – che ogni volta che ti sedevi stavi in mutande, anzi in collant calato – a vista.
Gonne a pieghe, punto smock come se piovesse e il pezzo preferito di mia madre vestiti e camice con colli che sembravano bavaglini da quanto erano larghi.
Un capitolo a parte meriterebbero le maniche a sbuffo…ahhh quelle sì che erano il massimo.
Praticamente per ottenere quell’effetto la parte sotto l’ascella era talmente stretta e con l’elastico sega  pelle, che dopo 10 minuti, non solo puzzavi come un elefante in piena stagione secca, ma rimanevi sfregiato per mesi.
Le fantasie delle stoffe poi, roba da rabbrividire, partivano da un classico disegno a quadri sui toni del rosso, per arrivare a un azzurrro spento e salmone con fantasia che richiamava le tende e i broccati de casa.
Il momento topico era il giro per l’appartamento (gremito di mamme isteriche e figli disperati) in mutande perché la sarta doveva prendere le misure…che finche eri entro gli 8 anni…pure pure…ma poi, la gogna sociale era dietro la porta.

E insomma, sottoposta a questa tortura per anni, ho giurato a me stessa che mai avrei fatto questo ai miei figli, che sarebbero sempre stati vestiti con abiti già pronti, di brand noti, mai da provare ( a costo di sbagliare taglia)  e soprattutto casual…

Il tempo passa i figli arrivano, e il principio è rimasto invariato.
Ma senza dir niente a mai madre ieri sono andata da Nonna Manni.
E mi son sentita in colpa per tutto il tempo.
Ma la differenza in questo caso è notevole.
Il principio è lo stesso, vestiti di campionario per maschi e femmine da provare e eventualemente da far rifare come vuoi tu.
Punti a favore:
Le taglie sono da 0 a 6 anni. e Così ho scongiurato l’effetto ti vesto come se avessi 4 anni ma ne hai 11
I tagli e le stoffe adeguate ai tempi correnti.
I prezzi sono assolutamente competitivi rispetto anche ai vestiti di massa (massimo 50 euro).
Camilla e Ilaria sono molto molto molto moderne
E il nano non ha ben capito dove l’avevo portato.

Nonna Manni sarà attiva per un mese e per tutte le info cercatele sul loro gruppo facebook qui.
E qui sotto alcune delle cose che ho visto ieri.
Ma vi prego, non ditelo a mia madre.

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