Chi troppo in alto sale, cade repente…precipitevolissimevolmente

In ogni famiglia che rispetti ognuno recita il proprio ruolo. E così il figlio “delinquente” resta tale anche quando con 3 figli 45 anni e un matrimonio di 10 anni esce in giacca e cravatta la mattina per andare a lavorare in Banca.

Non importa chi tu sia diventato nella vita, non importa cosa tu abbia fatto. A casa tu sei e resti quello che eri a 4 anni. Così mi immagino i genitori di Zuckenberg che si incazzano dandogli del Coglione Nerd quando li va a trovare il giorno del ringraziamento. E solo perché, per sbaglio, ha rovesciato un bicchiere di coca sul tavolo della cucina. Probabilmente avrà dei cugini più grandi che l’hanno sempre preso in giro, schiaffeggiato, battuto a pallacanestro, umiliato per la sua pelle bianca e l’aspetto un po’ molliccio.

E adesso che lui è quello che è, per loro, lui resta il nerd pappamolla e floscio.

La famiglia ti obbliga a rimanere quello che eri, ti fa specchiare e vedere quello che a volte non vuoi. Ti mette davanti al fatto che per quanto tu possa sforzarti dì evolvere e crearti un percorso decoroso, rispettoso, dignitoso, la vera verità è che resti un uomo qualunque, in un mondo qualunque che nulla può, contro e/o per, le grandi cose della vita.

……….. e adesso la parte divertente.

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Il mio grosso, grasso, fine settimana in famiglia

Levate il matrimonio e sostituitelo con un compleanno.
Spostate la location in terre di Siena e il risultato sarà esattamente lo stesso.
Quelle tavolate, che ormai non ci si entra più, e quel rumore assordante di sottofondo che non smette mai.
Perché di base, le riunioni di famiglia, son tutte uguali, son tutte una gran fatica, fisica e mentale.
Fisica perché mangi come se non ci fosse un domani, e lo sai mentre riempi il piatto per la terza volta che poi dalla poltrona non ti alzerai mai più.
Lo sai che nessun caffé e/o digestivo ti daranno la possibilità di deambulare a fine pasto.

Fatica mentale, perché in ogni famiglia che si rispetti, a tavola, ognuno parla tra se e se.
Tutti parlano, nessuno ascolta.
E poi succede quel fenomeno paranormale per cui a un certo punto le conversazioni che prima viaggiavano da sole, si incrociano, si amalgamano e hai come l’impressione che davvero, tutto il tavolo stia parlando dello stesso argomento, e che ci sia qualcuno che ascolta.
Nessuna frase, poi,  viaggia leggera, ma sempre interrotta da un mi passi il vino…mi dai l’oliera… no guarda tu hai preso già due volte il secondo…amore perfavore controlla che nano di 1/2 /3 anni non si stia schiantando dal gradino/non stia giocando con la stufa a gas/ non stia tentando di infilare il gatto nel camino…fate uscire i 7 cani dalla stanza…
E di fatto quello che fai è seguire l’andamento sulla base delle parole chiave:
Vacanze di Natale, Ti ricordi quella volta che (non importa quale sia il ricordo basta che sorridi e dici sìììì che ricordi), ma tu come fai a…
Poi la senti la parola su cui devi solo affondare il naso nel piatto e riempirti il boccone per non dover dire la tua…varia a seconda del momento storico e della tua età, ma lo sai anche se hai 4 anni che quello è il momento clou…quest’anno è stata Primarie…
Panico tra gli astanti, perché c’è sempre qualcuno che l’argomento (politica/attualità) lo tira fuori, tra chi si infervora e tenta un discorso serio, chi provocatoriamente passa da un luogo comune all’altro, e chi (a turno e senza schema fisso) gioca al ruolo della voce controcorrente.
E lì si scatena in una bonaria rissa di voci, di toni infervorati.
Grazie a Dio, il tutto, nel mio caso si placa al suono di “cantucci e vin santo” e torta con le candeline.
E le tue orecchie per un attimo respirano.
Questa volta l’occasione erano i 99 anni della capo famiglia in carica.
E quando arriva il suo breve discorso, è l’unico momento in cui tutti fanno silenzio e ascoltano davvero.
E’ un attimo, e poi tutto ripiomba in quel caos organizzato che solo chi ha una famiglia molto molto molto numerosa riesce a capire.
Sono passate 24 ore 4 pasti 2 notti 2 pomeriggi 30 pannolini un milione di parole e quando metti piede a casa e finalmente, il nano è a letto, ti accorgi che i bei ricordi sono fatti in gran parte di rumore e caos…da “ricordare” in religioso silenzio però 😉

No news good news

E io non lo nego, da brava figlia, i miei li ho sempre criticati.
E questo non va bene, e quello che mi hai fatto a 12 anni, e il trauma che mi hai fatto colà e ti rendi conto che tu sei così rigido e invece i genitori di Asia no…e insomma, chi più ne ha più ne metta.

E poi arriva il 2012, io sono madre da poco, c’è la crisi, e quindi le mie vacanze hanno contemplato, dopo ben 14 anni di assenza, un breve periodo prima con la mamma e compagno e amici loro poi con il papà e compagna e amici loro.
Rigorosamente a scrocco.

E intanto qui la prima nota positiva, perché lo sappiamo tutti, in vacanza con i genitori tanto male non si sta. Niente bettole, niente cibo scadente, niente spiagge affollate di turisti. Insomma se il prezzo da pagare è la loro presenza per qualche giorno (pochi giorni eh perché son sempre i tuoi genitori) il premio è garantito.

E insomma me ne sto zitta zitta prima con uno e poi con l’altra e assisto atterrita a scene da anteguerra.
Genitori (compagno/a o amici) isterici perché il figlio non ha prenotato la stanza a Milano a Agosto per il rientro e dovrà aspettare 7 ore in stazione centrale il treno, da solo.
Lui povero maschio alto 1.90 anni 26 che se lo incontri per strada la sera cambi marciapiede.
Mamme in tutti gli stati perché sono 6 ore che la figlia, in vacanza al mare con nonna zia cugini, non chiama per dire che sta bene.
E ancora, 9 telefonate quotidiane per dire che mamma, o papà, hanno fatto 7 bagni mangiato 5 volte fatto pipì 2, comprato un regalo, comprato un secondo regalo.
Continuano, sms, mms, foto, descrizione della spiaggia x, descrizione della baia y.
Commento delle 5 pagine di libro che hanno letto, contro commento.

E io resto sempre più senza parole, io che sono cresciuta con il mito del 18 anni, traguardo essenziale per arrivare a dire, parto in vacanza, vi chiamo quando torno!
Io, che a casa mia se qualcuno dei miei chiama più di 2 volte in una settimana la seconda volta rispondo nel panico dicendo: “che è successo!!!”
Attonita assisto a scene sempre più imbarazzanti.

E immagino questi poveri figli adulti, perché cazzo dopo i 22 anni sei adulto, dall’altra parte della cornetta che alzano gli occhi al cielo alla milionesima telefonata del genitore, loro poveracci in spiaggia che magari sbronzi dalla sera prima che tutto verrebbero fare tranne sentire la voce del genitore che elenca le attività quotidiane.

E invece:

Driiin
Pronto amore di papà dimmi
jshdgfjsgfbmnbcbbdkdkbb (non si capisce che dice)
Ma a che ora amore di papà?
kjdsgfshfjsbfmsdbvmnsbvmnb
E chi viene amore di papà?
jhsdgfjhabnbcdbfkjhdkjbFKDBKBASDBVMNSDBDVMSABFkjafksbfjahvfjlafsjldbfabmnbdjgfkòB
Ah ok.
Beh allora amore direi pantalone bianco, top blu elettrico quello con la schiena scoperta e sandalo basso. Ah amore mi raccomando portati un golf che se rientri all’alba poi fa fresco. Divertiti, poi chiamami quando sei lì così mi dici se ho scelto bene.
…………………………….

Ma che stiamo scherzando???????????
Mi state prendendo in giro????
Lui padre non solo viene chiamato per consiglio sul vestiario (figlia anni 24) ma sa anche cosa cazzo c’è nell’armadio della figlia!!!!!!!!!
No va beh.

E mentre riparto, verso le mie vacanze, lontana dai parenti, in silenzio ringrazio per la rigida educazione, e per avere due genitori che hanno una vita loro, e dopo che ci hanno cresciuto educato e sfamato, c’hanno buttato nella mischia e ci hanno detto: mo nuota, tanto sai come si fa.
Poi se vuoi farti 2 giorni di vacanza (ma solo 2 eh) mi fa piacere.

Poi stamattina l’sms:
“Ciao come va? tutto ok?”
(grazie a dio non c’è l’ombra di “amore di papa’” angelo mio etc etc)
Risposta della sottoscritta:
“Non farti rincoglionire da quei 4 vecchi 60 enni, se qualcosa non andava già lo sapevi.”
Controrisposta:
“No news good news.”

PS per una trattazione semiseria dell’argomento consiglio: ” Mamma mia” di Fabrizio Blini