Facebook – istruzioni per l’uso

Io ancora mi stupisco, ma c’è gente, no specifico, ci sono 30enni che non sanno prenotare un biglietto on line. Ci sono 30 enni che vanno ancora in agenzia di viaggi o che cercando su google cliccano sugli annunci invece che sui risultati di ricerca.
E questa categoria di persone ha ovviamente un account facebook che è praticamente inattivo.
Sono di quelli che devi chiamare al telefono per invitarli, o anche solo per avere notizie.
E queste persone, che mi stupiscono, io le perdono…io le ammiro perché al contrario di me perennemente on line, sono sicura, vivano meglio…

E poi ci sono quelli che invece sanno benissimo come funziona, lo usano lo sfruttano il web.
Fanno liste di nozze on line, comprano viaggi, hanno FB twitter G+, insomma hanno tutti i benefici che dal web possono ottenere, ma non rispettano una regola sacrosanta che vale per FB ma in generale per il web.
La chiamerei la reciprocità, o la condivisione, o lo scambio, o chiamatelo come vi pare.
Insomma sto parlando di chi sta lì con lo spioncino aperto a guardar fuori ma ha la porta ben serrata.
Parlo di chi è nella lista degli amici e ha la bacheca completamente bianca, bloccata, vuota.
E intanto i commenti, le visite, i tag su quella degli altri si sprecano.

Allora, testina di cavolo, le cose sono due…o siamo “amici” o non siamo “amici”…se non siamo amici, non ti cerco neanche…se siamo amici sblocca quella bacheca del cavolo. Non è che ci volessi fare chissaché, giusto giusto gli auguri di compleanno.

Così visto che ti comporti come uno che non sa quali sono le civili regole di convivenza on line…
Amici non lo siamo più (on-line) siamo amici da birra e sms, come i tanti amici 30 anni che manco un biglietto aereo sanno prenotare.

Perché anche on-line l’etichetta esiste.

Vengo anch’io. No tu no.

Dichiaro ufficialmente che questo è un post di rivincita.
Sì, la rivincita verso tutti quelli che non so come e non sò perché vanno sempre in vacanza fuori stagione (ovvero non a luglio e agosto) mentre gli altri se ne stanno mesti mesti dietro la scrivania a guardare le loro foto. La rivincita verso quelli appena tornati da chissà dove, che grazie a giornate di pioggia appena passate hanno già perso tintarella e mood vacanziero.

La rivincita verso quelli che se la ghignavano pensando che “con un figlio non parti più eh”.
Tiè eccomi qui invece.
A 3 giorni dalla partenza.

Due settimane di vacanza, della serie faccio quello che voglio quando voglio e come voglio.
Al solito, il bagaglio a mano contiene solo vestiti metti sporca e abbandona e lo ammetto a questo giro ho dato il meglio di me nella scelta dei capi.
Si parte da mutande adolescenziali roba da morire di vergogna solo a vederle passando per perizzomi di varia natura quando la forza di gravità non si era ancora accanita su di me.
Da non dimenticare 2 cose che spero non tornino mai più di moda: pantaloni pinocchietto che manco Giselle se li può permettere ( io invece sì ed è per questo che ne ho trovati 3 paia nell’armadio) e magliette con manica copri spalla (che o sei tisica o inevitabilemente fa effetto insalamata).
Comunque, post di rivincita, pre vacanza, che non ha niente a che vedere con quello POST vacanza.
Della serie se al momento siete incastrati in forsennati ritmi di lavoro, per le prossime settimane “evitatemi”.

Detto questo giusto ieri parlavo con LUI della quantità di cose meravigliose che sto trovando on line.
Devo essere incappata in un girone fortunato di link…perché ci avete mai fatto caso come alcuni giorni mentre navigate beccate solo cose noiose e orrende? E invece ogni tanto magicamente becchi l’annello giusto, e certo perchè giustamente i blog/siti fichi si linkano tra loro tipo cricca snobbistica, mica segnalano mai una cosa non dico brutta, un pò…ni.

Insomma dicevo, sono giorni che ho beccato il girone giusto (argomento trattato design per grandi e piccoli, preferibilmente nord europeo) eccovi quindi qualche spunto:

Come vivere senza due oggetti del genere a casa? Li trovate qui. Con una serie infinita di altri oggetti, come nella migliore delle tradizioni scadinavi.

E senza colpo ferire ho comprato anche questo, tanto vivo a Versailles che me frega a me se non so dove mettere questa meraviglia? Solo che le cose della Kidsonroof sono troppo belle!

More tips al mio ritorno…in fondo vado ad uno dei mercati più grandi dell’Asia 😉

Vita Virtuale aka misonounporotta

…è un pò che ci penso e so che non lo farò mai, ma davvero davvero in questa bellissima/complicatissima città un negozio per bambini che mi piace non c’è.
E vorrei ogni tanto poter passare in un posto accogliente, non troppo grande, ma non troppo piccolo a bermi un caffè a fare due chiacchere e poter comprare qualcosa di carino.
Che poi la definizione di carino è molto personale me ne rendo conto.
Ma io davvero non li posso vedere quei poveri bambini griffati da testa a piedi che sembrano dei piccoli uomini.
No anche no. Io sono per ad ognuno il suo tempo.
Per non parlare di quelle povere mamme costrette a comprare roba in stock perché tutto ciò che ha un minimo di “romanticheria” ha prezzi inavvicinabili.
E lo so che tutte queste cose on-line si trovano, le trovo anche io, le compro.
Ma vuoi mettere il gusto di starsene in un posto vero?
Sì sì il web è il presente, lo so lo so, sto qui che scrivo su un blog, mica dico il contrario.
Ma la vita virtuale mi ha un pò stufato.
Che va bene pagare tutte le bollette e le multe, ok fare la spesa, ok trovare biglietti per viaggi a due lire.
Ma perfavore, perfavore, almeno qualcosa lasciatemelo fare in piedi, e non seduta gobba (perché siamo tutti gobbi davanti al computer).
Roba che la settimana scorsa ho fatto la fila alla posta, così per dire.
E mentre la gente comunica (sempre on-line) che è stufa di sapere dettagli privati di ogni secondo della giornata di chiunque.
Mentre vedo che il web non è il futuro, ne il presente, ma il dato di fatto – della serie ormai c’è si usa per tutto andiamo oltre –  vorrei tanto tanto aprire un negozio di cose per bambini carine.
Vorrei quel seggiolone di cartone che ho visto vendono solo in Australia, e la scatola per i giochi con le ruote che si può spedire solo a Londra. E la valigia a forma di dinosauro, sì anche quella.
Vorrei poter sentire il profumo della biancheria che compro prima di “5 days delivery”.
E sfogliare i libri leggendo l’ultima pagina (sì io lo faccio) per vedere se hanno un lieto fine o no.
E quelle donne che fanno solo cuscini? Sarebbe bello sedercisi sopra. Anche prima di comprarli, sempre e rigorosamente on line. E allora penso, un negozio che dia vita a quello che grazie alla rete emerge di bello? sarebbe come tornare indietro? o no?
No non penso. Perché qui è un pò come il vecchio tema della globalizzazione. Tutti un pò uguali e grazie a dio tutti molto diversi.
Cerco un socio e gente che abbia voglia di vedere in un posto REALE tutto ciò che ora vive in rete 😉

In giro per la rete.

Passare un intero pomeriggio a navigare, così senza meta ti offre spunti e considerazioni che non pensavi di avere.
così mi sono ricordata di quando io adori l’arredamento, di quanto poco ne sappia di design.
E gironzolando tra un blog e l’altro mi sono innamorata di questo.
E allora ho rieperto la mia cartella Blog e ho fatto un giro per i soliti noti che da un pò avevo dimenticato.
E tra i miei preferiti qui ho ritrovato uno spot meraviglioso di jeep.
E mi è un pò tornato il sorriso.
Nel frattempo continuo ad aspettare.
Un’agonia. Sono profondamente convinta dopo questi ormai 9 mesi che nessun uomo avrebbe mai la lucidità e forza mentale per affrontare un’attesa così estenuante.
E sì essere isteriche è una forma di tutela mentale per far sì che la tua testa non vada in pappa.
Aspetto. Fa caldo. Non devo mangiare.
Aspetto.