Le ultime dal mondo reale AKA sono riuscita a far qualcosa di nuovo

Sarò breve e concisa, vista la lunghezza degli ultimi post.

LIBRI E FILM

LIBRO – Diario di una cameriera di Octave Mirbeau – publicato nel 1900 – super femminile – che le 50 sfumature di grigio in confronto impallidiscono.

Serie TV – 1992 – tra up and down – racconta comunque un periodo storiche che per questioni anagrafiche non ho vissuto (a 12 anni ero in altre faccende affaccendate) nè studiato… c’è da dire che la voce e la parlata di TEA FALCO mi urtano il sistema nervoso (mica colpa sua povera) per cui spesso mi viene da cambiar canale

FILM

La Famiglia Belier – La Famiglia Belier – La famiglia Belier Continua a leggere “Le ultime dal mondo reale AKA sono riuscita a far qualcosa di nuovo”

Vorrei ma non posso.

Che uno pensa, ho un blog, ci scrivo quello voglio, tutto quello che voglio.
E invece, mi rendo conto che ho un sacco, ma proprio un sacco di post nelle bozze, che ho scritto di getto, e che alla fine non ho pubblicato.
Così, quando l’altra settimana la mia amica Giorgia mi ha scritto “ma ci sono un sacco di parolacce nel tuo blog” io le ho risposto: “è mio, posso scriverne quante mi pare”.
Sì le parolacce sì, ma su alcuni argomenti, o alcune cose, che varrebbe davvero la pena di trattare, mi tocca darmi un freno. Purtroppo.
E dico purtroppo perché ci sono giorni in  cui mi capitano conversazioni assurde che varrebbe la pena di trascrivere.
Ma poi, ma poi, quel poco di buon senso che mi resta nel voler mantenere dei rapporti civili con le persone che mi circondano mi obbligano a soprassedere.
I soggetti in questione ci resterebbero troppo male nel sapere qual’è la mia reale opinone.

Così vorrei tanto raccontarvi di Cocca…ve ne avevo parlato tempo fà qui.
E vorrei raccontarvi quanto le sue perle di saggezza mi stiano incredibilmente “spaccando” le giornate…in tipo: silenzio, fermo immagine, stagioni che passano, balle di fieno e solo un pensiero       “non ci credo che l’ha detto”.
Ma dovrei allora dirvi un altro paio di cose per farvi anche solo un pò immergere nel mondo di Cocca.

Figlia di un altro tempo, nel suo caso, proprio di un altro mondo.
Un mondo fatto di grandi industrie, un altro paese, e un altro stile di vita.
Una donna che ha vissuto almeno 3 epoche diverse.
Cocca ha perso la sua numerosa famiglia, la sua vita da sogno, e ha poi sposato un italiano, squattrinato, antipatico ma senza ombra di dubbio geniale, di quelli che poi, ci fanno una mostra, ci scrivono un libro.
Cocca ha visto passare davanti a lei i favolosi anni ’60, ma non ha potuto partecipare, seduta intorno a un tavolo da caffé con siffatti intellettuali che tutto capivano tranne che il mondo che li circondava.
Cocca è stata una delle prime a rivedere ANGKOR WAT dopo la riapertura al pubblico, e ha visto il mondo tante volte in anni diversi.
Cocca tiene ancora oggi, un circolo letterario a casa sua. Che poi lo chiami semplicemente un caffé con gli amici non importa. Lei ha, nel suo salotto, schiere e schiere di geni che la intrattengono, che le vanno a far visita.
Ora, voi, siete mai andati a FAR VISITA a qualcuno che non fosse nonna o zia?
Ecco, nel salotto di Cocca, invece la gente (che non sono parenti, e non sono amici) va a farle vista. Tipo, c’è a Roma il regista che ha girato il tal film straniero? Che non conosce Cocca, e quindi le va a far visita, tramite amici di amici che lo portano da lei.
Ecco allora con quadro così, quanto vorrei dirvi, le frasi inappropriate che Cocca dice a me, che resto lì, di stucco, incredule e penso? Ma sto parlando con uno scaricatore di porto?
Ma non posso, Cocca ci resterebbe male.

Come ad esempio, se scrivessi cosa ho pensato quando ho letto che: L’isola di Budelli è in vendita.
Se scrivessi che negli ultimi 10 giorni questa è l’unica vera notizia che mi ha colpito?
E se per esempio vi dicessi che l’Huffington, ci ha anche messo un sondaggio sotto alla notizia.
L’avete visto?

Le due domande fondamentali erano se la cifra la dovesse sborsare un privato, o se dovesse comprarla lo stato per salvaguardare un patrimonio di tutti.
3 milioni costa l’isola.
E se scrivessi come la penso…tipo che:
1 – a tutti quelli che hanno votato per l’acquisto da parte dello stato vorrei dire…ma non è che sti 3 milioni si potrebbero spendere per qualcos’altro? Tipo che ne so, un marciapiede dritto? o più semplice ancora, un paio di spazzini in più? (eh lo so, sono in fase isterica per la sporcizia in città scusate)
2 – ma voi quando ci siete andati a budelli? Su, dite la verità…era Agosto, e la sabbia rosa, manco l’avete vista, eravate talmente in tanti, talmente spiaccicati, talmente appiccicati l’uno all’altro che non avete proprio visto un granello, e magari, c’avete anche lasciato un paio di mozziconi di sigaretta..o no?
E allora non è meglio che se la goda 1 solo o 2 o tre un posto bello così?

Ecco se vi rivelassi che la penso così, ci restereste male. Non è molto corretto no?
E allora vorrei ma non posso dirvelo.

Come vorrei dirvi quanto il “ristorante del momento” romano, il Porto Fluviale, s’è preso un bel 5 scarso ieri sera nella recensione in tempo reale del quartetto femminile (me compresa) che caratterizza le mie cene con amiche.
Un bel ristorante…che rientra nella categoria “Vorrei ma non posso”.
Vorrei dirvi che: dentro sembra di stare al Pastificio San Lorenzo, ma più grande e diviso come Gusto.
Vorrei dirvi che il cibo (zona trattoria) niente di che, che hanno tirato su una cosa enorme che non riescono a gestire.
Vedrete camerieri confusi, su quale tavolo avesse pagato o meno.
A noi poi, sono arrivate solo 3/4 delle cose che avevamo ordinato.
Nel menu hanno messo i quarti di porzione, ma solo se fai a metà di una mezza porzione con qualcuno al tavolo, e allora mi spieghi che senso ha?
… a favore del posto…il conto che ci hanno portato era giusto…ovvero non c’erano le cose che avevamo ordinato e che non sono mai arrivate…
Ma se ve lo dico poi, magari, quelli del Porto Fluviale, ci restano male, allora anche questa recensione è meglio che non la pubblico. Resta in bozze.

E quindi, per concludere, vorrei dirvi un sacco di cose, ma l’unica cosa certa degli ultimi 10 giorni è che, come si suol dire al circolo della crusca: Ci sono rimasta sotto…. A Freaks…vi prego se non sapete cosè…cliccate qui e non ditelo a nessuno…che non lo sapevate.
Quindi comprenderete che: sono confusa, e se avete letto fino a qui, grazie.
Di cuore.

Vado Vedo e Vi Dico – Rosti

Giusto qualche giorno fa ho letto un pezzo a dir poco fantastico su Roma Est.
Valerio Mattioli in sostanza esplode contro quella malaugurata tendenza tutta Italiana a spacciare la M…per la cioccolata, per dirla alla francese insomma.
Il succo del discorso, ma leggetevi l’articolo per favore perché è illuminante, è che la zona di Roma Est che al momento tutti indicando come cuore pulsante della città che si rinnova, è stata ed è ancora (non so se lo sarà per sempre) un gran cagata.
Anche se ci vengono i radical chic, anche se ve la spacciano tutti come molto più “vera”.
La vera verità è solo che, le case costano meno.

Il caso vuole però, e qui io e l’autore ci discostiamo un pò…il caso vuole dicevo, che proprio a Roma est, che per l’amor di Dio è come dire Siena come dimensione, a Roma Est c’è il Pigneto.
E il caso vuole che proprio al pigneto ha aperto uno dei nuovi ristoranti romani.
Ecco, lo sappiamo tutti che qui nella capite le cose si muovono con una lentezza incredibile.
Ed è proprio per questo che l’apertura di un nuovo ristorante, per di più aperto dagli stessi proprietari di Primo, è una specie di evento di rara portata.
Primo, che rappresenta un’istituzione da che ne ho memoria.

E quindi senza troppi indugi, mollato nano, ricomposto la mia faccia che non so perché da qualche settimana è coperta di brufoli manco avessi 14 anni e indossato qualcosa di pulito…sono andata da Rosti.
Ovviamente prima di andare mi sono ampiamente documentata sulla nascita e sull’idea originale dei due fanciulli romani.
Ma quello che vi assicuro mi aveva colpito di più…era l’incredibile quantità di commenti negativi sul nuovo ristorante.
Ma come, finalmente succede qualcosa in questo settembre un pò morto…e me lo smontano così?
Eh no eh! Vado a vedere di persona.
Motorino, e già qui il primo scoglio, perché, come diceva giustamente Mattioli, se non hai un motivo valido per andarci a Roma Est, non sai manco come ci si arriva, ecco non è che ci passi.
E io come al solito, confonfendo la Tiburtina, con la Casilina, e la Prenestina…insomma c’ho messo giusto giusto quesi 20 minuti in più.
Considerato poi che da casa mia dovrebbero essere 15 minuti al massimo…fate un pò voi.
Finalmente arrivo al ristorante.

Dunque:
primo impatto, FAVOLOSO.
La location è fantastica, e quell’enorme giardino difronte con tanto di pista da bocce e giochi per bambini non male davvero.
L’arredamento interno, che fa molto industrial design de noartri è azzeccatissimo.
Tavoli conviviali, vecchi pavimenti banchi e neri uniti a luci ultra grandi e classicissime.
Mattoncini, perché ormai senza mattoncini che ristorante è.
Insomma ogni cosa al suo posto.

Ci sediamo, ordiniamo, e alla faccia delle mille critiche che ho trovato, mangiamo senza aspettare troppo, i piatti non arrivano freddi (un pò alla rinfusa questo sì) e la serata scorre veloce.

E poi la chicca:
vedo entrare nel grande giardino Lui e Lei vestiti in simil Smoking, girano tra i tavoli e consegnano…
Il menù della poesia.
Sfizi, I grandi Classici, Specialità estere etc etc
Alla fine con grande incertezza data la vasta scelta opto per:

Trilussa – la Cicala e la Formica – euro 3
E lì insieme al mio caffè di fine pasto mi godo un’interpretazione niente male dell’ormai dimenticato testo.
Meraviglioso.

Ricapitolando, il posto è bello, il cibo è buono, il servizio un pò lento ma confido che migliorerà con un taglio dei tavoli esterni causa inverno. Spesa media 20 euro a testa per la cena.
Ma è aperto dalle 9 della mattina 🙂

Un solo consiglio: se andate con bambini, se andate senza bambini, in generale se andate…sedetevi lontanissimo dalla zona giostre…a meno che non siate sordi;)

Salento tips

Prendete 3 notti, un aereo per Brindisi e un auto a noleggio.
Tra le mille scelte che avete ecco quello che ho fatto io.
Ho dormito a Gallipoli, dove trovate mille tipi di alloggio per ogni tasca.
Se potete il Relais Corte Palmieri.
Le immagini parlano da sole, e il tutto a prezzi super accessibili.
Un consiglio …trattate 🙂

E’ ovviamente nel centro storico. Ha una prima colazione fantastica, ma soprattutto ha un personale incredibile.
Potete lasciare a casa guide e o suggerimenti, vi consiglieranno cose fantastiche.

Spiagge da non tralasciare:
A sud andate al CocoLoco a Torre San Giovanni, fosse anche solo per la musica, alla faccia di Ibiza:)
E a nord di Gallipoli a Punta Prosciuto.

E poi per nessun motivo al mondo potete dimenticarvi di andare a mangiare all’Angolo Blu.

Have fun:)

Mercoledì – cena con le amiche

Terzo giorno di vacanza.
La casa verte in una meravigliosa condizione di delirio.
E’ tutto dove non deve essere, vestiti in cucina, piatti in bagno e posa ceneri stracolmi ovunque.
“Uno troiaio!” direbbe la mi nonna.
Fantastico…neanche avessi 14 anni e i genitori partiti in vacanza mi avessero lasciato da sola.
Mangiamo a qualsiasi ora, e soprattutto, facciamo un gran rumore.
Rumore con le pentole, tv a cannone, lancio di scarpe.

Quindi ieri, mercoledì, cena con le amiche.
Prima nota positiva: le tue amiche ti dicono che sei bella…la verità è che sei semplicemente, pulita (doccia di mezz’ora – e niente nano che ti sbava all’ultimo), truccata – altri 30 minuti, e hai Scelto – con la S maiuscola – che cacchio metterti.

Seconda nota positiva: c’ho le amiche gnocche…di quelle che la gente si ferma per strada. Ognuna a modo suo, ma in effetti è piacevole fare da spettatore. Io non perché sia particolarmente cozza, ma semplicemente per una questione fisionomica, sono irrimorchiabile.
Che vi devo dire, saranno i colori chiari, sarà che c’ho la faccia antipatica ma a me, così, a cacio, non me s’è mai rimorchiato nessuno.
E’ che come diceva un amico anni fa:
“Tu c’hai un visore al led sulla fronte che dice : se ti avvicini ti ammazzo”
Sarà…
Comunque, le amiche gnocche (inteso anche come solari, sorridenti, gentili e poi ovviamente fisicamente gnocche) fanno sì che i camerieri siano molto gentili e molto pazienti quando ci metti 30 minuti secchi ad ordinare.
Ad ordinare gli antipasti…
E in qualche modo hai anche la certezza che nessuno ti sputerà nel piatto.

Terza nota positiva:
Il ristorante.
Divertente.
Lanificio a via di Pietralata aperto da novembre.
Arredato bene, e abbiamo mangiato e bevuto “non male”.
Qualche piatto era decisamente meglio, qualche altro non troppo originale.
Ma abbiamo riso, commentato ogni portata, manco fossimo le critiche del gambero rosso.

Tra le cose che ho mangiato, ecco cosa prenderei di nuovo:

I crudi di pesce sono buonissimi.
Il gazpacho.
Il filetto di tonno con pistacchi

Il filetto di vitello con contorno di melanzane unte e fritte e buonissime.

Come dolci:
Tiramisù di fragole con cantucci e la mattonella (vedi sotto)

Se solo avessero scelto un servizio di posate un pò meno alternativo…

E siamo rimasti in due a fare mapimmapò…

C’ho il blocco dello scrittore.
Lo so che è tecnicamente impossibile, non essendo una scrittrice, ma c’ho il blocco dello scrittore lo stesso.
Siamo in Italia no? Io per esempio potrei essere licenziata a breve.
Anche qui, tecnicamente impossibile, non essendo mai stata assunta.
Ma ci siamo capiti no? Che ve lo devo spiegare come funziona?
Ecco appunto.
Allora dicevo, il blocco dello scrittore…insomma avrei un sacco di cose da raccontare e per di più ho un sacco di cose nuove da consigliarvi.

Solo che ogni volta che inizio a scrivere mi rendo conto di quanto le lettere messe insieme che diventano parole e si trasformano in frasi, siano una palla mortale.
Mi autoannoio e allora cancello.
Se mi annoio da sola poveri voi, mi tirate gli accidenti a metà del secondo paragrafo.
Così mi sono messa a riflettere.
Il blocco dello scrittore come lo superano gli scrittori?
Immagini di letterati bronzi al bar, disperati e degagé fanno il paio con scribacchini vari contornati da “igeniste dentali”.
Ok e questa è l’immagine standard.
Perché l’alcol è il rifugio per quelli bravi, mentre le donne per quelli cattivi – il soggetto è sempre lo scrittore con il blocco dello scrittore.

Dunque quindi potrei uscire adesso e scolarmi una bottiglia di Rum, ma poi sai che acidità per due giorni?
E poi e poi oggi è venerdì, dovrei gestire la faccenda nano da sbronza…no no non è una riflessione responsabile è una riflessione utilitaristica. Alcol e nano no…non se pò fa. Lo scaravento giù dal dirupo al secondo “nge”…
E poi già mi vedo lui aggrappato a me che barcolla imparando a camminare e io che barcollo a presso a lui cercando di non cadere. Brutta idea.
Poteri andare con una donna…mmmm…no non ce la posso fare, dovrei pure pagarla, per vedere quello che già conosoco a memoria…no.

Ok ma io sempre qui col blocco dello scrittore sto, e sempre con la ferma convinzione di autoannoiarmi.
Suggerimenti?
E per chi è arrivato fino a qui.

Ecco un pò di news, in ordine sparso e senza alcun particolare commento.

Della serie Milano tiè strozzati tu e tutti i tuoi posti fighetti:
Da martedì c’è Mencraft – ne parlato bene un pò ovunque.
Qui e anche su Artribune.
Andate a vedere e sentire e bere.

Poi un paio di link nuovi per vestiti da nani super cool:

Les Bonnes Manieres perché non c’è niente da fare ma i francesi so più avanti su questo.
Waddler super sponsorizzato dalle Funky Mamas con una storia super fica, raccontata da loro benissimo. Inutile che lo faccio io.

In fine cibo. Buono.
Sul litorale Tosco/laziale se siete nei pressi di Pescia Romana/Capalbio andate a mangiare alla Dogana.
Vale la pena – more info qui.

Buon WE!