Navigando a vista

Quando Lui si rompe un unghia e chiede assistenza come se stesse per subire l’amputazione del dito incriminato, ma questa è un vecchio, veritiero e banalissimo cliché del sesso maschile.
Quando il nano è pieno di piaghe manco lo avessi picchiato con frustino, e nessuno sa perché.

E qui un meritatissimo e personalissimo sfogo contro la categoria dei medici, tutti.
Perché sì a volte è anche bello fare di tutta l’erba un fascio.
Il punto è: se non sai che pesci prendere dimmelo.
Dimmelo mica mi arrabbio, ce l’ho un quoziente abbastanza alto da capire che la tua non è una scienza esatta, che un neonato non parla quindi vai un pò a casaccio.
No perché se tu te ne stai lì e rimuginare facendo finta di sapere quello che fai…io ti becco.
Io per lavoro vendo fumo! Io vendo il ghiaccio alle esquimesi cocco!
Quindi è inutile che appena fatta la spesa per 20 giorni…mi dici di cambiare tutta l’alimentazione, di buttare tutti i detersivi, di lavare e stirare il cane, di metterlo o non metterlo al sole, di controllare se lo pizzica qualcosa, di cambiare il latte, di ricomprare tutti i vestiti, di pensare ai miei malanni da piccola.
Dimmi: “Non lo so che è. Tocca che andiamo per tentativi”
Ma soprattutto dimmelo dandomi del lei, come faccio io, che non lo faccio per deferenza caro dottore, lo faccio perché chi cacchio ti conosce e perché manteniamo le distanze.
E aggiungo, smettila di riempirti la bocca con paroloni tecnici per farti bello tanto poi devi fare comunque la fatica di spiegarmi. Aiutati che Dio ti aiuta.
Parola di lupetto che non è uno sfogo da madre isterica, è proprio la categoria che mi dà ai nervi.

Navigando a vista mentre il capo ti dice che la situazione è pesantissima e che c’è una crisi pazzesca.
Ma va? Incredibile non se ne era accorto nessuno.
Navigando a vista quando vai ad uno spettacolo di beneficenza – e solo di beneficenza poteva essere una cosa così – e scopri che a Roma certi posti come L’Archetto restano buoni ed economici come quando avevi 15 anni. Love it 🙂

E navigando a vista come sempre si inciampa anche in cose meravigliosamente inutili come queste.

C’è in varie versioni e vari classici si tratta di stikers fatti da Oakdene Designs more info e prodotti cliccando qui.

E poi navigate a vista e fate un giro sul sito che li ospita, piccoli designer e dettagli al limite del kitsch.
Impossibile non comprare qualcosa.
http://www.notonthehighstreet.com/

Elogio dello shopping/shipping on line

“Signora…”
“Sì?”
“C’è un pacco per lei!”
“uuuuuu graziiiieee!”

Oggi pacchetto piccolo.

Perché dietro tutte le noiose azioni di marketing e tutte le strategie dello shopping on line c’è una sola e grande verità.
Se compri on line torni un pò bambino.
Prima di tutto: lo shipping è variabile e non puoi mai sapere che giorno arriverà l’amato oggetto.
Così improvvisamente, una giornata andata storta ti regala quei meravigliosi attimi di infanzia.
L’effetto sorpresa, prima di tutto.
E poi tutto ciò che viene spedito, è impacchettato.
Poco importa che l’involucro sia marrone e acciaccato.
E’ una scatola, da scartare, come un regalo.
Non avrà carte colorate, non avrà nastri, ma fa sempre un bellissimo rumore, e con tutto quello scotch… ci vuole un’eternità per aprirlo. Così ci si accanisce sul pacchetto che fa anche un pò da antistress e da paliativo.
E poi apri, finalmente, e la maggior parte delle volte è più bello di come lo immaginavi.
E certo, sta lì la bellezza, perchè puoi anche averlo visto in foto, ma non l’hai mai visto dal vero, mica l’hai provato, toccato, maneggiato, qualunque cosa essa sia.
L’hai solo vista lì, dietro lo schermo.

Gli ippopotami dal vivo sono tutta un’altra cosa…per dire.

E mentre apri il pacchetto, nessuno ti chiede la carta di credito, nessuno ti elenca le sue qualità ne ti dice con voce stridula che è proprio una cosa perfetta per te.
Idiota! aka insulto alla commessa che ti chiede con insistenza se può aiutarti.

Tu sei lì con il tuo pacco e potrai provare che ne so, il vestito, lontano da luci al neon bianche messe lì apposta per evidenziare ogni centimetro di cellulite.
E le scarpe che avevi visto perfette per quel paio di pantaloni? Le provi proprio con quelli.

Niente misure da prendere per i mobili, ce li metti, vedi come ci stanno, se non ti piacciono li rimandi indietro.

E poi non c’è che dire quello che trovi in più nelle scatole! Biglietti di ringraziamento scritti a mano, moduli meravigliosi per il refund.

Ma la vera grande meraviglia è che in tutto questo turbinio di emozioni, tra carte cartine, prove davanti allo specchio o spostamenti di mobili vari… quanto hai pagato, non te lo ricordi più.

E allora l’unica cosa che ti chiedi è: chissà se ce l’hanno ancora anche in verde?

PS:
A proposito di sorprese ecco un’idea meravigliosa.
In attesa che inizino a farlo anche in Italia.
Se gli rompete le scatole anche voi forse si decidono.
Clicca Qui

Vengo anch’io. No tu no.

Dichiaro ufficialmente che questo è un post di rivincita.
Sì, la rivincita verso tutti quelli che non so come e non sò perché vanno sempre in vacanza fuori stagione (ovvero non a luglio e agosto) mentre gli altri se ne stanno mesti mesti dietro la scrivania a guardare le loro foto. La rivincita verso quelli appena tornati da chissà dove, che grazie a giornate di pioggia appena passate hanno già perso tintarella e mood vacanziero.

La rivincita verso quelli che se la ghignavano pensando che “con un figlio non parti più eh”.
Tiè eccomi qui invece.
A 3 giorni dalla partenza.

Due settimane di vacanza, della serie faccio quello che voglio quando voglio e come voglio.
Al solito, il bagaglio a mano contiene solo vestiti metti sporca e abbandona e lo ammetto a questo giro ho dato il meglio di me nella scelta dei capi.
Si parte da mutande adolescenziali roba da morire di vergogna solo a vederle passando per perizzomi di varia natura quando la forza di gravità non si era ancora accanita su di me.
Da non dimenticare 2 cose che spero non tornino mai più di moda: pantaloni pinocchietto che manco Giselle se li può permettere ( io invece sì ed è per questo che ne ho trovati 3 paia nell’armadio) e magliette con manica copri spalla (che o sei tisica o inevitabilemente fa effetto insalamata).
Comunque, post di rivincita, pre vacanza, che non ha niente a che vedere con quello POST vacanza.
Della serie se al momento siete incastrati in forsennati ritmi di lavoro, per le prossime settimane “evitatemi”.

Detto questo giusto ieri parlavo con LUI della quantità di cose meravigliose che sto trovando on line.
Devo essere incappata in un girone fortunato di link…perché ci avete mai fatto caso come alcuni giorni mentre navigate beccate solo cose noiose e orrende? E invece ogni tanto magicamente becchi l’annello giusto, e certo perchè giustamente i blog/siti fichi si linkano tra loro tipo cricca snobbistica, mica segnalano mai una cosa non dico brutta, un pò…ni.

Insomma dicevo, sono giorni che ho beccato il girone giusto (argomento trattato design per grandi e piccoli, preferibilmente nord europeo) eccovi quindi qualche spunto:

Come vivere senza due oggetti del genere a casa? Li trovate qui. Con una serie infinita di altri oggetti, come nella migliore delle tradizioni scadinavi.

E senza colpo ferire ho comprato anche questo, tanto vivo a Versailles che me frega a me se non so dove mettere questa meraviglia? Solo che le cose della Kidsonroof sono troppo belle!

More tips al mio ritorno…in fondo vado ad uno dei mercati più grandi dell’Asia 😉

Vita Virtuale aka misonounporotta

…è un pò che ci penso e so che non lo farò mai, ma davvero davvero in questa bellissima/complicatissima città un negozio per bambini che mi piace non c’è.
E vorrei ogni tanto poter passare in un posto accogliente, non troppo grande, ma non troppo piccolo a bermi un caffè a fare due chiacchere e poter comprare qualcosa di carino.
Che poi la definizione di carino è molto personale me ne rendo conto.
Ma io davvero non li posso vedere quei poveri bambini griffati da testa a piedi che sembrano dei piccoli uomini.
No anche no. Io sono per ad ognuno il suo tempo.
Per non parlare di quelle povere mamme costrette a comprare roba in stock perché tutto ciò che ha un minimo di “romanticheria” ha prezzi inavvicinabili.
E lo so che tutte queste cose on-line si trovano, le trovo anche io, le compro.
Ma vuoi mettere il gusto di starsene in un posto vero?
Sì sì il web è il presente, lo so lo so, sto qui che scrivo su un blog, mica dico il contrario.
Ma la vita virtuale mi ha un pò stufato.
Che va bene pagare tutte le bollette e le multe, ok fare la spesa, ok trovare biglietti per viaggi a due lire.
Ma perfavore, perfavore, almeno qualcosa lasciatemelo fare in piedi, e non seduta gobba (perché siamo tutti gobbi davanti al computer).
Roba che la settimana scorsa ho fatto la fila alla posta, così per dire.
E mentre la gente comunica (sempre on-line) che è stufa di sapere dettagli privati di ogni secondo della giornata di chiunque.
Mentre vedo che il web non è il futuro, ne il presente, ma il dato di fatto – della serie ormai c’è si usa per tutto andiamo oltre –  vorrei tanto tanto aprire un negozio di cose per bambini carine.
Vorrei quel seggiolone di cartone che ho visto vendono solo in Australia, e la scatola per i giochi con le ruote che si può spedire solo a Londra. E la valigia a forma di dinosauro, sì anche quella.
Vorrei poter sentire il profumo della biancheria che compro prima di “5 days delivery”.
E sfogliare i libri leggendo l’ultima pagina (sì io lo faccio) per vedere se hanno un lieto fine o no.
E quelle donne che fanno solo cuscini? Sarebbe bello sedercisi sopra. Anche prima di comprarli, sempre e rigorosamente on line. E allora penso, un negozio che dia vita a quello che grazie alla rete emerge di bello? sarebbe come tornare indietro? o no?
No non penso. Perché qui è un pò come il vecchio tema della globalizzazione. Tutti un pò uguali e grazie a dio tutti molto diversi.
Cerco un socio e gente che abbia voglia di vedere in un posto REALE tutto ciò che ora vive in rete 😉