Lettera a Walt 

Caro Walt,

Ho appena finito di fare la doccia e di mangiare qualcosa che davvero potesse tirarmi sù il morale dopo una giornata all’inferno. Prezzo del biglietto (del treno) andata e ritorno 15 euro.

Walt, te lo dico, devi fare qualcosa per fermare questo scempio che disonora non solo il tuo nome, ma che ti sta portando dritto dritto nella top 5 delle persone maledette da ogni genitore che varca la soglia di Disneyland Paris.

Ora, io lo capisco che i tuoi scagnozzi a Napoli proprio proprio non potevano scendere a compromessi per costruire il tuo parco europeo,  ma Walt tra Napoli e Parigi c’è mezza Europa di mezzo!

Però diciamocelo a Napoli intanto non avresti visto nessuno vestito da sci con Moonboot pelosi e giacche fluo che ti assicuro, nel parco stonato parecchio con i  colori pastello delle tue guidelines.

Nessuno a Napoli avrebbe mai è poi mai servito quella merda di cibo e quello schifo di gelato e quella orrenda accozzaglia di pasticceria. Vogliamo parlare della bellezza dei tuoi visitatori con in mano un supplì o un trancio di pizza fritta? Dei friarielli? Un cartoccio di mare? Va beh sorvoliamo.

A Napoli poi sono abbastanza certa che oltre alla fila normale e al Fast Pass (uno solo per diamine) in qualche modo avremmo inventato un biglietto ultra mega top che dava diritto a saltare tutte le file del mondo

Inoltre come in ogni posto civile che si rispetti dei bagarini avrebbero venduto a caro prezzo l’ingresso dal retro per le attraction. E i genitori avrebbero potuto vantarsi di aver trovato quello più bravo e addirittura scambiarsi i numeri di cellulare sottobanco.

Nessuna delle tue storie è politically corretto Walt!  E senza un Paperon de Paperoni che sorpassa tutti e un Gastone che botta di c… becca il mega Pass , ma che Disneyland è?

A nessun bambino per di più  sarebbe mai stata vietata nessuna attrazione per una stupida questione di cm. Ma che è? “A creatura ti pare che poteva restare fuori dalle space mountains”?

E poi vogliamo parlare della gestione dell’imprevisto alle montagne russe che oggi ha generato 2 ore ripeto 2 ore di fila? Ma che ne sanno i francesi della gestione dell ‘emergenza?  I francesi che come risposta alle invettive di chi stava in fila da ore e si è visto cacciato via, hanno improvvisato solo un semplice vaffanculo, per di più in francese perché 2 parole di inglese mai, va contro i loro i princìpi nazionalisti.

A Napoli una cosa così non sarebbe mai successa e lo sai anche tu… come minimo la fila sarebbe stata allietata da venditori ambulanti dei tuoi gadget o con una bisca improvvisata con tanto di melanzana alla parmigiana offerta dalla signora di turno. Ricorda … anni e anni di code sulla Salerno Reggio Calabria ci hanno reso più forti e più creativi.

Walt vogliamo parlare della parata di oggi? Walt!!! Per diamine; i ballerini intirizziti, bianchi come cadaveri, semi morti. E i carri? Ma vuoi mettere con quelli che avremmo potuto fare noi? Te lo ricordi si cosa facciamo a carnevale Walt?

Mi fermo qui Walt , non posso affrontare anche l’annosa faccenda di posti lasciati vuoti su navi volanti e macchinine scontro per l’ incapacità a stipare il turista in luoghi angusti (e noi lo sai siamo i re in questo), o sulla totale mancanza di controllo del personale che lavora al parco.

Per chiudere Walt te lo dico, qualcosa in tuo potere devi fare, perchè sappi che avanti così, il giorno del giudizio prima ancora che Dio si pronunci su di noi, saremo noi a giudicare te: colpevole.

Colpevole di aver creato l’ inferno in terra e ti metteremo in fila, per sempre, al freddo, sotto la pioggia , insieme ai francesi che non parlano una parola sola della tua lingua.

Con affetto, una mamma morta

Violante

Resoconto AKA Turchia la resa dei conti

Intorno a me ora, solo silenzio.
In lontananza rumore di macchine, di barche e di mare. Davanti il blu.

Intorno a me ora, solo silenzio.
Sono viva, sopravvissuta, mio malgrado alla prova fatidica.
In viaggio con l’accollo.
In Turchia con da 0 a 12 per un totale di 3 minorenni, che per comodità chiameremo adesso 0 -12 ABC (in ordine di età crescente).
Non saprei da cosa iniziare, potrei dire che:
La Turchia é un posto meraviglioso, da girare molto più che 10 giorni.
La Turchia è un posto dove si mangia meravigliosamente bene.
La Turchia ha tutto quello che serve per la riuscita di un viaggio itinerante.
Ma mi limiterò in questo primo capitolo a dire che:
Io combatto strenuamente quelli che “lenostrevacanzesonosempreperfette” ed è per questo che vi dico che LUI il primo giorno a Istanbul dopo aver fatto il giro delle attrazioni turistiche e essersi caricato 12 kg di rottura di palle lagnosa sulle spalle per le ripide strade di galata sembrava avesse corso la maratona di NY o meglio ancora che qualcuno gli avesse tirato una secchiata d’acqua in faccia. È io pensavo morisse.
Potrei aggiungere la ricerca spasmodica del ristorante X poi trovarlo chiuso
La macchina fotografica lanciata giù per le montagne della cappadocia da 0 -12 A
I piedi strascicati le facce appese e le lagne di 0-12 B e C
Il milione di volte che ho sentito la frase ” papaaaaa ma cheeee facciamoooo adesso?…” Quel papá strascicato annoiato che ti verrebbe da appiccicarli al muro e lasciarli li tutti e tre a morire di fame.

Ma quanto sopra, ne sono certa, é stato lo scotto da pagare per:
Una cena spettacolare al MIKLA di ISTANBUL
Un bagno in acque turco/greche pensando di avere una chiappa in Europa e una in Asia
La soddisfazione di vedere 0-12 A fare, all’ennesimo Aereo preso, i controlli di sicurezza da solo.
Le mongolfiere a Goreme
Un’ altra cena spettacolare a KAS
La faccia di 0-12 ABC sul trattore in mezzo al nulla della cappadocia.

Mi sarei persa il gusto delle baked potatoes appena fatte in piazza, e la consistenza dei miei nuovi parei turchi.
Mi sarei persa tutti gli attacchi di nervi arrivati a fine giornata, e la voglia di ricominciare da capo la mattina successiva.
Avrei perso l’occasione di guidare una Fiat Dobló senza freni, di viaggiare come pezzenti 15 ore per poi arrivare alla meta senza luce senza lettino, senza più forze.

E la faccia felice del nano in mezzo alle onde alte 3 volte lui o con kebab in mano.
E la mia faccia esausta, e la mia panza fastidiosamente in mezzo.

La resa dei conti quindi vede una schiacciante vittoria del comparto 0 – 12 verso quello adulto.
Una solenne promessa di non ripete l’esperienza prima dei prossimi 15 anni, e senza ombra di dubbio una soddisfazione incredibile per essere riusciti a tornare tutti, vivi, stremati e contenti.
Intorno a me ora, solo silenzio. É iniziata la vera vacanza. LUI ed IO reduci ma soprattutto felici, perché nessun minorenne é qui.