Turista sì Turista no

Forse dovrei partire dalle basi.
Dalla mia base.
Quello che appunto dicevo ieri. Un conto è il viaggio, un conto è la vacanza.
Non ho scoperto l’acqua calda, c’è un’infinita antologia sull’argomento.
C’è la beat generation come testimonianza reale.

Ma vale sempre la pena dare la propria versione, la propria interpretazione.
A volte viaggio, a volte vado in vacanza.
Non sono di quelle che deve per forza dimostrare di essere stata nel posto più nascosto, di aver evitato le “trappole da turisti”, di aver fatto giri alternativi.
Faccio un passo indietro, in difesa di chi va in vacanza – che assume agli occhi di molti accezione negativa. La vacanza è una condizione sacrosanta, è una scelta divina. Se vai a Parigi per la prima volta e non visiti la Tour effeil perché è da turista, sei un c…one. Tutto ciò che è turistico, lo è diventato, in effetti.
E poi non c’è niente di più bello che starsene seduti davati al “monumento” della propria città e “vedere l’effetto che fa” cit. su chi lo scorge la prima volta.

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Post-it

Informazioni di Servizio: la nuova grafica minimal si è resa necessaria per ricordare a me stessa che un maggior ordine potrebbe in taluni casi non vanificare l’intenso lavoro di ricerca (si fa per dire) che la massiccia mole di informazioni a voi proposta, richiede. 
Si ricorda altresì ai gentilissimi lettori che è disponibile la sottoscrizione come follower del blog e la possibilità di commenti anche in area pubblica. Ringrazio in ogni caso per la massiccia corrispondenza in privato, soprattutto il lunedì, se malauguratamente non pubblico niente. Non c’è bisogno che mi ricordiate che è lunedì. Informano anche me quando riparte la settimana.
Grazie


Ho preso appunti, mentre facevo finta di lavorare intensamente.
Ho preso appunti, mentre viaggiavo in treno verso Bologna, e anche al ritorno.
Ho preso appunti, mentre ero in riunione, mentre leggevo un libro, mentre guardavo un film.
Avrei voluto prendere appunti mentre giocavo a RUZZLE, ma sono talmente una pippa che se avessi fatto anche quello avrei perso ancora più miseramente di quanto perdo attualmente (siamo su un massimo di 20 parole trovate di cui la metà sono di 2 lettere).
Ho preso appunti, e poi, li ho persi.
Ho perso i miei post it, appiccicati su 50 euro, e ovviamente sono più incazzata per i 50 euro.

E il bello è che li ho persi mentre andavo a litigare con l’amministratore di condominio (ma questa è un’altra storia), con su scritto tutti i commenti e, appunto, gli appunti del caso.
Così, niente commenti ma solo ciò che la mia piccola testolina ha recuperato nei cassetti della memoria:

GUIDE TURISTICHE


In pratica, leggi le interviste e in base alle risposte decidi se i tizi sono o non sono le tue anime gemelle locali, e così ti componi la tua guida.
Le città stanno aumentando, le tipe sono due geni e le cose consigliate, davvero non male.
Io ho appena preso NY in vista di una visita imminente.
Trovate tutto qui sul sito.

Specifica su Lisbona e dintorni, senza ombra di dubbio, perfetti. 
Testato e amato. Andate e amateli.
CONCERTI

La mia personale lista: 
Chemical Brothers – Roma 13 aprile
Green Day – Roma 05 Giugno
Muse – Roma 6 luglio
Robbie Williams – Milano 31 luglio (non ci andrò mai)


LIBRO

The Indipendent – Tracy Chevalier

COLONA SONORA DELLA SETTIMANA



post al femminile – io lui e loro + Ambra

Io abbarbicata in cima alla scala con un senso di ansia e panico negli occhi.
Lui, ante aperte e un sorriso sornione come ogni anno.
Loro piegati, anzi stropicciati, appallottolati e impilati.
Oggetto del desiderio la figura professionale che non potrò mai permettermi, quella di cui vi parlavo qui.

Così eccoci arrivati anche quest’anno, che sono tre sere che tento di affrontare la faccenda e poi rinuncio. Solo che sono giorni che qui fanno 26 gradi alle 2…

Non so se mi spiego. E io giro ancora con stivale e calzettone.
Roba da dicembre inoltrato.

E’ che il cambio di stagione è un qualcosa che non è possibile spiegare.
E’ uno shock di anno in anno.
Partiamo dal presupposto base. Nessuna donna, mai nella storia, avrà un armadio con “qualcosa da mettersi”. Noi senza ombra di dubbio davanti ad un armadio gonfio che manco la faraona ripiena, esclameremo sempre la stessa identica frase. E mò che mi metto?

Ora questo principio base regola inevitabilmente tutto il resto.
Tirare giù (o su dipende da come è organizzato l’armadio) i vestiti estivi ci pone crudelmente davanti a questa amara realtà. Pile e pile di gonne, pantaloni camicie maglie golf passeranno dalle nostre mani e verranno lanciate giù. E ad ogni passaggio ci sentiremo sempre più tristi, sempre più affrante dall’inevitabile evidenza che sì, quel capo lì, in effetti, non c’è.

Ma tutto ciò non è niente in confronto al vero e proprio problema:
questi pantaloni qui, ma quanto sono stretti?
Non sono miei, è impossibile che io sia mai stata così magra da entrare in questo misero pezzo di stoffa.

E quindi dicevo, eccomi qui che fisso l’armadio inebetita, e dietro di me seduti con la faccia in su che fissano il mio sedere un cane e un nano.

Certo perché quest’anno c’è il livello successivo di difficoltà: trema, sposta, impila, piangi e INTRATTIENI.

Quindi ricapitalondo: sono sulla scala, vedo pile e pile di vestiti, mi si annebbia la vista, ho 4 occhi puntati addosso che mi fissano e lì nascosta tra gli stracci la vedo:
maglietta Onix acrilico misto plastica e elastene anni ’90 blu elettrica, taglia s (S da bambina) comprata in pieno tunnel “Non è la Rai”, la afferro aggiungendoci una colorita esclamazione (va beh dai tanto il nano ancora non capisce) e tirandola via le vedo…
Set completo di mise adolescenziali (quando ero un pò “rotonda” ma non me ne rendevo conto e quindi me ne fregavo andando in giro nuda) nascoste, giustamente, in fondo in fondo all’armadio.
Non resisto e in equilibrio inizio a canticchiare, sculettare e ammiccare, i 4 occhi sembrano interessati alla faccenda così perdo ogni freno inibitore e inizio a cantare a squarciagola, con addosso la maglietta Onix.
Faccio di peggio e alla fine scendo dalla scala e la metto.

E nel momento esatto che parte il ritornello…il nano scoppia a piangere i vestiti impilati crollano per terra e io mi rendo conto che sto ballando in mutande davanti alle finestre dello studio legale X.

PS:
No, non l’ho fatto il cambio, ho consolato il nano che piangeva per colpa di Ambra, ho appallottolato ciò che era caduto buttandolo in un angolo ho chiuso tutto e vestita con stivale e calzettone anche oggi sto qui a morir di caldo…