Lettera di compleanno – due mesi dopo

img_20161219_085350L’avevo iniziata in ritardo, la chiudo quando ormai non ha quasi più senso che venga pubblicata. Ma in fondo ero in ritardo anche su quella di tuo fratello, quindi eccomi qui, tutta per te.

Caro Nano 2 , con estremo ritardo Buon Compleanno. Siamo arrivati, a fatica sia tu che io, ai 3 anni.

Come se il tempo non stesse passando continui a svegliarmi di notte e a voler dormire con me. Come se il tempo non stesse passando continui a piangere e buttarti per terra per un nonnula; peccato che alzandoti imprechi in un italiano perfetto con tutti i congiuntivi al posto giusto e per di più, usando parole di cui tuo fratello grande ignora ancora il significato.

Come se il tempo non stesse passando ti comporti da nano malefico quale sei, anche se poi la tua mente volente o nolente è andata molto più veloce del previsto, quindi in effetti proprio tanto piccolo non sei.

Però te lo devi dire, è stato uno spasso, questa lotta continua dove tu vuoi vincere e io non te lo permetto. Sì, continuo a recitare la parte della cattiva con te, perché amore mio, qualcuno ti deve arginare e tenerti con i piedi per terra. Qualcuno che non molla il colpo deve starci. E tocca a me, anche se mi fa una fatica tremenda, anche se mi vien da ridere quando ti arrabbi e mi dici ” guardami negli occhi quando ti parlo”.

Sei il mago del ricatto morale, l’illusionista perfetto quando le lacrime appaiono e spariscono da un secondo all’altro.

Sei la croce di tutti, e un attimo dopo siamo draiati per terra a ridere, ma solo se non ci guardi. Ruffiano come pochi, calcolatore e infigardo e poi, in un attimo di distrazione ti lasci andare a gesti non calcolati. Un bacio un abbraccio buttato lì senza alcun senso, e quasi fosse una sconfitta ti ricomponi  al volo e torni ad essere lo stronzetto di sempre.

Ed è in quei momenti di distrazione che mi dici che “mi ami tantissimo” e fai le fusa, è in quei momenti che spieghi le cose che non so. E non le so davvero le cose che mi dici e chissà dove le impari. Ho il netto presentimento che la notte tu ti sieda davanti all tv a guardare le repliche di Piero Angela.

Sono stati 12 mesi di urla e strilli, di muri colorati, di maestre d’asilo affrante, di cane torturato di No, solo e soltanto no.

E poi c’è la tua battaglia personale in difesa di tuo fratello grande, quella è la grande novità degli utlimi mesi. Paladino della giustizia hai deciso di essere il suo difensore in ogni circostanza, sorpattutto quando non richiesto. Così ormai  mi è assolutamente vietato arrabbiarmi con nano 1 perché putualmente ti pianti davanti a me con occhi feroci e spingendomi via mi dici che : “non puoi, non puoi, non ti arrabbiare mamma, è mio fratello, non puoi”. Come se questo fatto della fratellanza fosse uno scudo alle mie “Urla Feroci”.

Non ho ancora capito quale sia l’accordo tra voi due, ma quello che mi piace è che nno mi è concesso in alcun modo farne parte. Io sono fuori dai giochi. E ammessa nel circolo se e solo se ho qualcosa di davvero speciale da offrire… che poi in quel caso fai il volta gabbana e lo molli dove sta il tanto amato FRATELLO.

Sono stati 12 mesi di vestiti usati, di scarpe grandi riciclate, di giochi rimediati, perché senza ombra di dubbio sono decisamente in debito con te. Di cose però, di tempo no, quello te lo devo dire me ne hai preso molto più del dovuto. A forza, ma alla fine hai ottenuto tutta la mia attenzione.

Ti scrivo oggi perché proprio stamattina al telefono mi hai detto che “non mi vuoi più bene, che sei arrabbiato con me e che la sù dove stai da una settimana si sta benissimo e non c’è  affatto bisogno che io venga a trovarti,” che non so mai se è un scherzo con un fondo di verità o viceversa.

Ti scrivo oggi per farti un milione di auguri, che il prossimo anno ci veda sempre in amorosa lotta, che il tempo smussi, solo un pò questo simpaticissimo carettere che hai, e che io sopravviva al prossimo anno con meno rughe nuove e più sorrisi.

Con amore mamma

Fenomenologia delle vacanze di merda

Finchè sei giovane e single o anche in due, le vacanze sono semplicemente vacanze. Possono andare più o meno bene, nel senso che possono essere più o meno divertenti, e in coppia puoi andare più o meno d’accordo. Ma sei pur sempre in vacanza , al massimo ti ammali un po’… spesso torni e ti lamenti di cosa è andato storto e parli di “vacanze di Merda”.

Il termine viene da te usato totalmente a sproposito, ma tu non ne sei consapevole, tu povero stupido 20enne spensierato… la vera verità invece è che solo dopo aver avuto figli, e solo dopo che loro ti avranno rovinato quasi tutte le vacanze con le malattie più rare o solo classiche influenze, e solo dopo molte e molte disdicevoli avventure nei pronto soccorso dei posti più assurdi del mondo (leggi cappadocia inoltrata tra rocce e baracche) solo dopo tutte queste esperienze, alla fine maturerai il vero significato della suddetta espressione.

Dicesi “vacanza di Merda” quella vacanza che suona più o meno così:

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Una domenica al parco avventura – #mammachepiùmamma

SABATO
IO:”pronto?”
EM: “Ciao siete a Roma?”
IO: “Sì”
EM: “senti nel pomeriggio porto i bambini al planetario bla bla bla… invece domani, non mi dire subito no come tuo solito perché pensi sia un inferno dantesco, volevo andare al parco avventura e fare un pic nic, un barbecue. Dice che il posto è super carino, vicino a Calcata. Andrei a fare la spesa oggi alle 6 e così portiamo i bambini un po’ fuori…bla bla bla”

Nella mia mente si apre il cassetto dei sensi di colpa. Io semplicemente ho un serio problema con queste cose “fatte per i bambini” tipo parco tematico (con fila inenarrabile e un sacco di nani – NON MIEI – che urlano). . Non ce l’ho, non ce la faccio, e puntualmente svicolo dalle organizzazioni varie, e puntualmente poi la domenica sera, mi sento in colpa.
Così questa volta, faccio i conti con il mostro nero della vergogna e valuto velocemente pro e contro:
Bambini che si arrampicano sugli alberi tutto il giorno = bambini distrutti alle ore 7.30 senza capricci per andare a dormire
Bambini che si fanno male = buone probabilità di finire con cerotti e lacrime
Bambini al parco avventura = un po’ di aria buona nel verde lontano dal caos dopo la settimana chiusi in classe

EM: “Che dici?”
IO: “ok dai, veniamo”

DOMENICA
Arriviamo in ritardo all’appuntamento per una serie infinita di contrattempi che non sto ad elencare. Nano 1 è assolutamente felice di passare la giornata con il suo cugino preferito e quindi non smette di parlare e di chiedere QUANTO MANCA, e DOVE SIAMO.

Che poi voi che gli rispondete a un bambino di 3 anni che vi chiede #DOVESIAMO? Io ormai ho la quasi certezza che Nano 1 farà il tassista perché colta impreparata la prima volta tempo fa ho iniziato a rispondere TECNICAMENTE dove eravamo: Siamo a Corso Francia; siamo al 33 esimo km dell’aurelia ne mancano 75 all’uscita esatta. Siamo a viale Mazzini arrivati alla piazza giriamo a destra e cerco parcheggio. Così adesso ogni volta che imbocchiamo una via conosciuta Nano 1 mi chiede con fierezza se per caso questa è… Via delle Milizie? Piazza Quadrata?

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