Playlist di luglio

Playlist di luglio

Scrivo dal telefono di ritorno da Milano e ascolto musica pop italiana contando le balle di fieno che passano.

La mia “Playlist” immaginaria :

Mi piacciono gli incontri fugaci tra amiche organizzati all’ ultim’ora dove in 2 ore riassumi gli ultimi 6 mesi. E i minuti sono così pochi che di base, il rospo, lo devi sputare subito,  senza premessa. Senza filtri.

Mi piacciono i giorni in cui sono Viola e non Mamma. Mi piacciono anche i giorni in cui sono Amore Mio e non Viola.

Mi piace la musica ad un volume assordante.

Mi piacciono i matrimoni dove qualcosa va terribilemente storto e quel qualcosa diventa il ricordo più bello del matrimonio.

Non mi piacciono gli uomini con la barba che come diceva mia nonna hanno sempre qualcosa da nascondere e poi diciamocelo…la barba puzza.

Mi piacciono le persone basiche,  quelle che “prendono un pezzetto di terra lo dividono in 4 e seminano cose diverse in ogni quadrato”.

Ho scoperto che Dio ha smesso di distribuire l’autoironia , peccato,  a me piaceva un sacco.

Mi piace andare in moto senza casco e in macchina senza cintura e guidare veloce, e fumare dentro i locali e dormire truccata.

Mi piace bere ma non ubriacarmi,  mi piace fare tardi,  ma non vedere l’alba.

Mi piace mangiare, mangiare tantissimo che poi mi sento male. Mi tira la pancia.

Non mi piace fare sport anche se poi rosico perché non sono magra e tonica…

Mi piacciono i miei amici pochi ma buoni.

Mi piacciono le feste di compleanno ma io non festeggio da sempre.

Mi piaciono le canzoni di Vasco e Tiziano, e mi piacciono i tormentoni estivi.

Mi piace Roma che arranca, Roma sporca e e bistrattata perché il disastro sta spingendo i Romani a osare e ne stanno uscendo cose fichissime, e mi piace essere tra i pochi a pensarla così .

Mi piace guardare le facce ebeti che guardano lo scintillio di questi tempi incantate, mentre dietro di loro … l’apocalisse.

Mi piace chi non ha certezze, chi non è organizzato,  chi non dà il meglio di sé.

Non mi piacciono i prepotenti gli iperattivi i detentori di certezze,  i “denigratori professionisti” che fanno gli splendidi sulle debolezze altrui .

Mi piacciono le case un poco scrostante, i servizi di piatti spaiati.

Mi piacciono le piogge estive,  i vestiti scoloriti,  i costumi slabbrati,  i piedi scalzi con lo smalto rovinato.

Mi piace il mercurio cromo sulle braccia dei miei figli.

Mi piacciono i sorrisi a mille denti e gli abbracci fortissimi tra sudati perché fa caldo.

Mi piace la caducità dell essere umano. Mi piacciono gli uomini improvvisamente eleganti.

Mi piacciono i giochi di parole. Mi piace leggere il dizionario.

Mi piace il signore di fronte a me in treno che mi ha offerto metà della sua frittata di patate dicendo “vuole favorire”.

Mi piace questo luglio di aspettative che verranno probabilmente disattese e aspetto di essere su un’ isola greca dove ci sono solo Bretoni romorosi  e capre, per essere bambina ancora una volta, come tutte le estati passate.

La lista delle cose che ho visto/vedrò…forse

Come si suol dire nel linguaggio a me più vicino…
Sto n’attimo mpicciata sti ggiorni…
Vi caccio quindi una lista asettica di cosa ho visto, cosa vorrei vedere, cosa non vedrò per mancanza di tempo.
Così magari lo fate voi:

Oggi e domani al MaXXi c’è Techcrunch – incontro di startup e aziende digitali – Non riuscirò mai ad andare. Per info cliccate qui

Se non ci andate sappiate che c’era Michela Nosé. Che sta sbancando con questo sito qui: Locloc.
Affitti qualsiasi cosa, anche le borse.

Leonardo da Vinci a Venezia fino al 1 dicembre per info cliccate qui – Altra cosa che non riuscirò a fare.

Poi, sempre per la serie alla faccia della crisi, se siete tra i pochi che non si sono ancora iscritti: Dalani.
Trovate prezzi niente male 😉 Ho praticamente ical intasato dai messaggi di promemoria…provare per credere.

Il libro che vorrei leggere: Come ti vorrei di Anna Mittone – non fatevi ingannare dal titolo fuorviante

Quello che comprerò sicuramente – Storie di Irene di Erri De Luca

Questi 3 erano i libri da leggere a settembre:
Le cose che non ho… Non mi è piaciuto – fintamente profondo…anche no.
E gli ippopotami si sono lessati delle loro vasche – FICHISSIMO, aspetto il film in uscita il 17 ottobre
Wonder – sono ferma a pagina 10…non ce la faccio.

Infine roba da mamme: se viaggiate con prole questo qui non è male per niente momsontherun

Buon weekend!

One week

Quante cose si imparano in una settimana?
Potrei tranquillamente dire che questi sette giorni sono passati come l’acqua sotto i ponti (di Roma nello specifico), senza nessun accenno a qual si voglia mutamento.
Invece se mi fermo un attimo mi rendo conto che, non è vero.
E’ successa una cosa assolutamente degna di nota (sempre in termini relativistici).
La mia lista, la mia lista del lunedì, la mia sempre eterna e sempre lunga lista del lunedì… è stata spuntata tutta.
Per chi non riuscisse a comprende l’importanza e la “drammaticità” di questo evento.
Vi prego leggete qui.
Insomma, è venerdì, e io sono seduta alla mia scrivania, senza poter trascrivere la lista delle cose NON fatte sulla pagina del lunedì. Pazzesco. E drammatico. Devo essermi completamente rincoglionita.
Sono diventata una desperate housewive in tutto e per tutto.

La teoria della casalinga disperata è indissolubilmente confermata da fatti ancora più gravi:

  • Sono andata in palestra con regolarità
  • Ho fatto la ceretta.
  • Ho finito tutto il lavoro della settimana anche in ufficio. Cazzo.

In poche parole, sono completamente alla frutta.
Se non fosse per il fatto che anche oggi indosso mutande della nonna prese alla cieca, calzino da uomo (il SUO) che mi fa da parigina e che ha lo “spazio” del tallone a metà caviglia e occhiaia di ordinanza, mi sarei già buttata dalla finestra consapevole di aver raggiunto il massimo della tristezza nella sua essenza più “romana”:
bionda, mamma, con figlio, lavoratrice, prefettamente vestita e truccata, super informata, super perfettamente rompicoglioni.

Invece grazie a dio la mutanda de pora nonna mi salva da questo destino misero e nefasto.
Ma per quanto ancora? Boh.

Nel frattempo mi sono accorta anche che:

  • Mi piace un sacco andare al Sorpasso ma più per l’aperitivo/magmanoselanacosetta cit, che per cena.
  • Il libro “A volte ritorno” di John Niven è la mia nuova lettura a caso preferita*.
  • C’è una nuova app per servizio di autista (autistalpostodeltaxi) che non solo è fica perché ti localizza e ti dice qual’è l’autista più vicino, ma costa poco poco più di un normale taxi e si chiama Uber per info cliccate qui.
E poi a chiudere… un fenomeno che ogni anno si ripete immancabile con l’arrivo della bella stagione.
Le giornate si allungano, i golf più spessi e pesanti vengono accatastati nell’angolo più remoto dell’armadio di tutti noi, insieme a cappelli e sciarpe di lana, e inesorabilmente senza speranza che tutto ciò cambi…arrivano anche le partecipazioni di nozze.
Ma perché? Perché la gente ci tiene così tanto a sposarsi proprio quando tu vorresti andare al mare?
Ma il matrimonio a ottobre vi fa schifo? o a Marzo, insomma in un mese morto.
A ottobre non succede mai niente, ci starebbe bene una bella festa no? Anche un we fuori se vi sposate a Canicattì…saremmo tutti contenti, di riempire uno di questi periodi…e non mi venite a dire che il matrimonio d’estate è più bello…
No d’estate si suda, fa caldo, è faticoso.
In primavera invece siamo bianchi pallidi ma costretti a scoprirci, magari anche flaccidi, 
E a settembre, a settembre è inutile che ci provate, anche se fate finta che è ancora estate…al 90% piove…e passerete la giornata con l’ansia che inizi a piovere.
No eh…va beh, c’ho provato.

* Dicesi “lettura a caso” quella pratica che prevede la lettura casuale di spezzoni di un libro già letto (preferibilmente 2 volte). La pratica è più popolare per libri di non ampissima foliazione e che abbiano una trama semplice ma molte chiavi di lettura.

Mercoledìdellamadonna

E niente, mi rendo conto che domani farò la donna cannone.
Guardo l’agenda, e non riesco a proprio a capire come sia possibile che abbia presto tutti questi impegni in  un solo giorno:

8.30 vaccini. Sì che ve devo dì all’età mia ancora ho dei vaccini da fare…l’ho scoperto grazia al nano malefico, e domani ho uno dei richiami…alla ASL, di mattina, alle 8, con tutte le vecchine che devono fare il vaccino antinfluenzale e tutti i pischelli di mer… che invece si fanno le vaccinazioni internazionali perché partono per 1, 2, 3 mesi per vattelappesca esotico e fichissimo

10.00 appuntamento di lavoro distanza dalla asl…20 minuti (in motorino). Tempo previsto 1 ora.

11.00 conference call con Milano, dall’ufficio. tempo previsto 30 minuti

11.30 appuntamento di lavoro (n’altro), distanza dall’ufficio 10 minuti. tempo di permanenza 2 ore (e qui viene il bello)

13.00 ceretta (perché era l’unico buco che c’era e non posso continuare ad andare avanti così)

14.00 mangio con mamma che è partita il 29 di dicembre ed è giusto appunto tornata ora da un difficoltoso e quanto mai impegnativo viaggio in india. E che fai dopo quasi un mese che non la vedi le dici di no?

15.30 viene l’idraulico a casa (che doveva venire la settimana scorsa, ma poi si è ammalato e domani alle 15.30 era l’unico buco possibile e che fai gli dici di no che rischi di non poter più far la doccia da un momento all’altro?

Ecco e dopo questo…saranno le 16.00 tornerò in ufficio…magari lavoro pure un pò.
Ma continuo a chiedermi come mai io abbia incastrato tutto ciò in un solo giorno.
E soprattutto, cosa salto?
—- fatevi due risate da qui – https://twitter.com/violantev

Le liste, l’arte del rimandare, e…

E’ una delle cose che riesco a far meglio.
Rimandare.
Ho delle liste infinite.
E sono diventate liste, e infinite, perché si sono accumulate.
Scorrendo l’agenda, vedo che già mesi fa le prime tre voci della lista erano lì, scritte, piantate in stampatello ogni lunedì.
Perché la lista si scrive sulla pagina del lunedì.
Come il peso (rigorosamente in codice) sulla pagina del lunedì.
La pagina dei buoni propositi.
Quella dove in teoria, inizierai la dieta, andrai in palestra, e appunto, spunterai almeno 4 voci della tua lista.
Non è così, non lo farai neanche oggi, lunedì 15 ottobre 2012.
Io per essere sicura, oggi, ho addirittura mollato a casa la vespa, e sono venuta in ufficio a piedi.
E a piedi, mica posso fare niente…
Ho la certezza, oggi, che nessuna delle mie voci verrà cancellata.
E’ rassicurante.




Ne ho una che invece mi mette un’ansia incredibile.
E’ una cartella di Equitalia, perché adesso nei cedolini che ti lasciano nella cassetta della posta…c’è scritto anche cosa devi andare a ritirare.

Sono passata da varie fasi:
UNO: incazzatura incredibile con lancio di fogliettino incriminato, invettiva contro con lo Stato Italiano nel suo complesso.
Odio furastico per tutti dipendenti di Equitalia, verso alla Minetti (perché nelle incazzature bisogna sempre essere aggiornati) con qualche manciata di qualunquismo buttatta qui è la (rubano tutti e io devo anche pagare le cartelle).
DUE: Sgomento. Il ritiro della cartella deve essere effettuato…a 40 minuti di macchina da casa mia!
Se non stessimo a Roma, andrei a ritirarla in un’altra provincia.
TRE: incazzatura per la questione del punto 2 (e ci sta tutta)
QUATTRO: inserimento nella lista al numero 34 e rassegnazione.

Poi oggi che è lunedì, ho rifatto la lista, e la cartella, come è ovvio, sta scalando le posizioni, perché il tempo passa…e la cartella va pagata…inutile girarci intorno.
Oggi l’ho messa al numero 20, per natale, credo, andrò a prenderla.

La lista comprende anche voci di prima necessità, tipo: comprare latte.
Ah, io faccio parte della categoria che ci mette anche il verbo nella lista.
Se scrivessi solo “LATTE” non potrei dormirci la notte.
Latte che?
Che devo fare co sto latte?
Quindi sì, io ci metto il verbo.
Scritto malissimo che poi spesso neanche so che cosa che c’è scritto davvero.
Però la mia lista ha i verbi, all’infinito.
Al massimo posso raggruppare il tutto in categorie di verbi, tipo, che ne so, RITIRARE (e di seguito tutte le cose da ritirare, dalla tintoria alla posta).

Ovviamente il latte lo comprerò, lo so, stanotte, dopo la fine del film, dal drugstore sotto casa, aperto, grazia dio, h24.

Alla voce 39 della lista c’è da tempo una sigla magica: SOL (che sta per spendi, compra, on line)
Per chi non lo sapesse, ho tutta una serie di buoni motivi per cui, da tempo, non compro più niente “fisicamente” e faccio solo Shopping on line.

Queste le ultime cose scovate qui e lì:


Florian Schmid , crucco, che più crucco non si può, cuce sgabelli. Fichissimi.

Sempre sull’onda arreda la casa che non hai, ho iniziato a leggere le chicche che trova Ilaria Chiaratti.
Non amo particolarmente la categoria “archittetti, interior designer e tutti quelli che ti dicono cosa è bello e cosa no come se loro fossero illuminati”.
Ma a Ilaria/Ida, piacciono un sacco di cose che piacciono anche a me.

In fine per la categoria Mamma che più mamma non si può, libreria per nano (sempre per coloro che la crisi non la sentono).

E’ di Nonah e oltre al fatto che sono mobili super resistenti e fatti benissimo, sono mobili fatti con legno proveniente da foreste sostenibili. Che tanto male non ci fa.

lunedì

Ancora, di nuovo, sempre uguale, il lunedì.
Testa gonfia, noia.
La noia di una giornata sempre uguale in un posto sempre uguale con le stesse cose da fare.
Qualcuno direbbe routine, in poche parole narotturadipalleinvereconda (scusate).
A me la “routine” mi ammazza. Mi snerva, mi sfianca.
Mi colpisce così, in un lunedì qualsiasi e mi ricorda che:
no non volevo fare questo lavoro da piccola,
no non volevo vivere in città, né in Italia,
no non volevo affatto alzarmi tutti i giorni e fare sempre la stessa cosa.

Ma probabilmente questo è quello che NON vuole nessuno.
Uno nessuno e centomila.
Ho la testa gonfia, anzi in effetti no ho mal di testa.
Da tre giorni, e dormo male.
“Amore mi sa che hai ragione tu, belle le finestre nuove che bloccano ogni rumore, belle, peccato che senza spifferi non c’è più un filo d’aria in casa!”
Ho sonno, nonostante le 10 ore di sonno ho sonno.
E ho una pila di riviste da leggere sulla mia destra e una lista bella lunga di cose da fare sulla sinistra.
E non mi va
Vorrei stare al mare (con te) a non fare un cavolo.
Fregene andrebbe benissimo.
Spaghetto alle vongole e un goccio di bianco e un lettino per sdraiarci, vestiti.
Al mare fuori stagione.

Vita Virtuale aka misonounporotta

…è un pò che ci penso e so che non lo farò mai, ma davvero davvero in questa bellissima/complicatissima città un negozio per bambini che mi piace non c’è.
E vorrei ogni tanto poter passare in un posto accogliente, non troppo grande, ma non troppo piccolo a bermi un caffè a fare due chiacchere e poter comprare qualcosa di carino.
Che poi la definizione di carino è molto personale me ne rendo conto.
Ma io davvero non li posso vedere quei poveri bambini griffati da testa a piedi che sembrano dei piccoli uomini.
No anche no. Io sono per ad ognuno il suo tempo.
Per non parlare di quelle povere mamme costrette a comprare roba in stock perché tutto ciò che ha un minimo di “romanticheria” ha prezzi inavvicinabili.
E lo so che tutte queste cose on-line si trovano, le trovo anche io, le compro.
Ma vuoi mettere il gusto di starsene in un posto vero?
Sì sì il web è il presente, lo so lo so, sto qui che scrivo su un blog, mica dico il contrario.
Ma la vita virtuale mi ha un pò stufato.
Che va bene pagare tutte le bollette e le multe, ok fare la spesa, ok trovare biglietti per viaggi a due lire.
Ma perfavore, perfavore, almeno qualcosa lasciatemelo fare in piedi, e non seduta gobba (perché siamo tutti gobbi davanti al computer).
Roba che la settimana scorsa ho fatto la fila alla posta, così per dire.
E mentre la gente comunica (sempre on-line) che è stufa di sapere dettagli privati di ogni secondo della giornata di chiunque.
Mentre vedo che il web non è il futuro, ne il presente, ma il dato di fatto – della serie ormai c’è si usa per tutto andiamo oltre –  vorrei tanto tanto aprire un negozio di cose per bambini carine.
Vorrei quel seggiolone di cartone che ho visto vendono solo in Australia, e la scatola per i giochi con le ruote che si può spedire solo a Londra. E la valigia a forma di dinosauro, sì anche quella.
Vorrei poter sentire il profumo della biancheria che compro prima di “5 days delivery”.
E sfogliare i libri leggendo l’ultima pagina (sì io lo faccio) per vedere se hanno un lieto fine o no.
E quelle donne che fanno solo cuscini? Sarebbe bello sedercisi sopra. Anche prima di comprarli, sempre e rigorosamente on line. E allora penso, un negozio che dia vita a quello che grazie alla rete emerge di bello? sarebbe come tornare indietro? o no?
No non penso. Perché qui è un pò come il vecchio tema della globalizzazione. Tutti un pò uguali e grazie a dio tutti molto diversi.
Cerco un socio e gente che abbia voglia di vedere in un posto REALE tutto ciò che ora vive in rete 😉

2012

Che in fondo in fondo porta anche un pò sfiga l’anno nuovo.
E’ bisestile, è l’anno in cui in un modo o nell’altro saremo di sicuro al verde. In Italia, in Europa e pure un pò in america…
E un anno di merda…preceduto da un altro anno di merda…
E quindi cosa c’è di meglio se non ignorare la fine e l’inizio?
Perché a ben vedere forse è il caso che il capodanno sia dimenticato.
Io come un mr scrooge, che odio il natale e le feste, il capodanno lo detesto ancora di più.
Il capodanno che mi ricorda inesorabilmente un altro anno che è passato, è antipatico esattamente come il proprio compleanno.
Ma non è la faccenda dell’invecchiare, è proprio che il tempo ti scivola tra le mani e ti ricorda le cose che non hai ancora fatto, e quelle che non potrai fare più.
Ho una lista di cose da fare, anche per il 2012 come ce l’avevo per il 2011 (era più modesta quella dello scorso anno perché sapevo di essere incinta).
Quella nuova, di lista, è nella mia testa.
So già che non ne spunterò neanche la metà ma mi piace farla lo stesso, la lista, a inizio anno.
Così eccola qui la mia personalissima lista divisa per categorie e numeri:

VIAGGI – sempre e comunque al primo posto nella mia mente. I primi 2 già programmati il 3 è un desiderio
Cambogia
Grecia
Malesia

BUONI PROPOSITI
Perdere i 6 kg rimasti della gravidanza
Non cascare nell’armadio tutte le mattine ma cercare di avere cognizione di causa
Fare Shopping e comprare qualcosa di adatto alla mia età
Leggere di più
Vedere tutte le mostre del museo dietro casa
Usare più spesso il telefono per chiamare le amiche
Fare più mondanità

SPERANZE
Vincere al superenalotto (e io gioco eh)
Trovare un nuovo lavoro che mi entusiasmi
Godermi il nano
Che il mio Lui ritrovi spinta nel lavoro
Avere una casa nostra

E voi che liste fareste?
Buon anno anyway 🙂

PS ovviamente essendo rimasta inesorabilmente 20enne la lista viene rivista a settembre…sono una di quelle per cui l’anno inizia e finisca ancora con il ciclo scolastico…lo so da idioti…ma che ci vuoi fare?

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