mamma che più mamma non si può: crisi di nervi

Di quelle che fanno sì che tu voglia uccidere l’impiegato delle poste che va a prendere il caffé proprio quando tocca a te, e questa volta glielo dici, non è che lo pensi soltanto.
Di quelle che stai attraversando un ponte di Roma in corsia preferenziale, e lì piantati ci sono gli ausiliari del traffico che alzano la penna e il blocco per prenderti la targa…e tu che non fai più in tempo ad inchiodare e cambiare direzione, non puoi far altro che alzare il dito medio con tutta l’energia che hai.
Di quelle che ti chiedi per quale incredibile assurdo motivo continui ad andare in ufficio tutte le mattine.
Di quelle che, in fondo lo sai che è solo la mancanza di sonno e che l’unico colpevole è il nano da giardino che corre per il corridoio di casa tua, scorrendo le dite sulla parete che era bianca, e che ora a 60cm di altezza ha lunghe strisciate marroni.
Che pensandoci bene, se fosse costante, alla fine del calvario (quando se ne andrà di casa) potrei avere un bellissimo corridoio a strisce bianche e marroni.
E allora, senza infamia e senza lode, ho deciso che chissenefrega se mi dai dell’isterica, in fondo è quello che sono.
Così, ho tutto il diritto di inveire contro chiunque guidi una smart e pensa di avere un motorino.
Posso insultare l’ennesima auto blu parcheggiata in tripla fila davanti all’ufficio.
Posso fregare il posto all’ennesimo uomo in abito blu che stava parcheggiando la sua inutile moto.
Posso chiedere il caffè con scortesia al barista, che mi risponde ancora più scortese (bravo).
E rispondere “strozzati” a tutti quelli che mi dicono che sono un pò sbattuta.
Insomma , una scena madre.
L’ho già detto. Se si chiama così un motivo ci sarà.

mamma che più mamma non si può: lamentele vendesi

E’ lunedì, che già di per se…
E ho un mal di denti che la metà basterebbe…
Il we è stato un brutto ritorno alla realtà:
nano che cammina dentro un appartamento e non più al mare o in campagna o in vacanza
Niente programmi
Parchi stracolmi di nani urlanti
Frigo miseramente vuoto

Insomma c’ho male dappertutto.
E poi, e poi mi sono vestita troppo pesante e ora sono qui in ufficio a sudare…
E mi è appena arrivata una mail per una riunione straordinaria alle 18.00.

E ho perso le chiavi del motorino.

E poi, e poi la Polverini che chiede scusa a tutti i cittadini…no Polverini le tue scuse sai dove te le puoi mettere? Non le voglio le tue scuse, voglio che sparisci, voglio che finisci a fare la raccolta dei pomodori in sudamerica. Con le tue scuse non ci faccio niente.

E poi, poi Matteo Renzi, che riempie da giorni le pagine dei giornali.
Tutti scrivono, pro o contro, ma intanto scrivono, quello che mi chiedo è: ma perché scrivete “Matteo”?
Siete tutti suoi amici?
O siccome è ggggiovane gli date del tu.
Io non la capisco questa cosa qui.
E poi va beh…non ho ancora neanche capito Matteo Renzi…ma questa è una diatriba tutta familiare (nel senso tra me e LUI).

E adesso è arrivata la mail numero 167 (non scherzo) e sono solo le 5…

Mammia i denti…

Lamentele del lunedì vendesi 🙂