Femminismo 3.0 capitolo secondo – #nonsolavoraregratis

#iononlavorogratisTra la lista dei gattini e il nuovo test “a che star somigli”, è notizia di ieri che a partire da questa settimana le donne che lavorano, lavorano gratis.

In pratica, a parità di ruolo e lavoro come ormai è noto gli uomini guadagnano 16,3% in più per ora lavorata rispetto alle donne. Questo fa sì che noi sceme lavoriamo gratuitamente 59 giorni all’anno.

E più mi sforzo di capire il senso di tutto questo, più mi rendo conto che sì il maschio schiavista che ti fa il colloquio chiedendoti come prima cosa se hai figli (e se non gli rispondi ti caccia) è uno stronzo; ma mai stronzo quanto noi donne, che siamo responsabili tanto quanto il lupo cattivo di tutto ciò.

Mai stronzo quanto chi dice sempre e comunque di sì, compreso lavoro extra e scarica barili che arrivano quasi sempre da colleghi maschi che “hanno il calcetto” il giovedì.

Mai stronzo quanto noi che magari saltiamo come pazze da una parte all’altra pur di non perderci nessun pezzo e poi inesorabilmente rimaniamo fuori dalla riunione dei grandi capi.

Mai stronzo quanto noi che sappiamo gestire la vita di bambini mariti parenti e colleghi, ma non siamo capaci di dare un senso a tutta questa fatica, troppo prese a dimagrire o a truccarci tra uno schiaffone lavorativo e l’altro.

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Inside Out e Il femminismo 3.0

Chiariamo subito, io sono una delle poche, credo a cui non è piaciuto. O forse semplicemente, non l’ho capito. Il film della Pixar che doveva rivoluzionare la vita di una nuova generazione di bambini, il nuovo Toy Story, nuovi personaggi epici…madecché. A proposito, complimenti al marketing perché hanno fatto un lavoro incredibile considerato il prodotto finale. Avevo delle aspettative enormi.

Il personaggio di Gioia altro non è che un bel mix di tutto quello che sia uomini che donne sani di mente odiano nella categoria donne. Una specie di velina urlante e squillante che manco negli anni 80 a Drive In. Trova tutto bello, tutto fantastico, tutto iuhuuu, oleee, uauuu, insomma la materializzazione in cartone di tutti i vostri incubi, la compagna di classe che sicuramente tutti voi avete avuto, quella vestita di tutto punto anche in gita alla fattoria, con il cerchietto che non le cade mai avanti, la treccia che non si disfa e quel sorriso bianchissimo che l’avresti appiccicata al muro.Continua a leggere…