Digressioni infra lavoro: #bufaleweb

Apro FB in questo preciso istante e i primi due post che vedo sono questi due qui sotto:

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Adesso, secondo voi, dopo una due giorni malata a casa, ma comunque attaccata al computer…perchè ovviamente è negli unici due giorni che sei malata che in ufficio si scatena l’inferno…

Dicevo secondo voi come mi dovrei sentire? Insomma va bene tutto, va bene i sederi cellulitici delle star per farmi sentire Madonna anche se non ho neanche un unghia come le sue; va bene i buchi sui capelli delle povere malcapitate modelle che devono cambiare look ogni tre per due, ma adesso levarmi anche il gusto del sano e sacrosanto senso di colpa verso il cibo /liquido che ingrassa no.

Insomma! secondo voi se questa bufala qui su fosse vera, che cosa succederebbe?

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Amarcord estivo

Sono una di quelle per cui l’anno ricomincia a settembre, un pò per questioni anagrafiche (compio gli anni ad Agosto) un pò perché non voglio mollare l’idea del diario scolastico.

Così mi ritrovo a pensare alle estati passate, mentre prendo un treno notturno tornando da un weekend dove tutto sapeva di infanzia.
In un ciclo di vita continuo che in barba al tempo che passa, al mondo che cambia, alla tecnologia che avanza; alla faccia dei matrimoni, dei figli, dei traslochi, di città diverse, mi vede ancora sulla stessa spiaggia sotto lo stesso identico ombrellone, a cena nella stessa casa, e nella stessa piscina, dopo 30 anni, con le stesse facce.
Continuo a vederle senza rughe, con i denti storti e i costumi a un pezzo solo.
E ho come l’impressione che sì la vita vada avanti, ma ci sono persone e luoghi che messe insieme, compiono il miracolo della quadratura del cerchio. Anche se adesso sei grande, anche se la tua faccia da  bambina se l’è rubata il nano seduto accanto a te.

E mentre il treno lento, come ormai sembra non essere più niente, si ferma romanticamente ad ogni stazione che incontra, stazioni sempre uguali, se non fosse per le macchinette automatiche per fare i biglietti, uno zaino da 90 litri ti ricorda che una faccia da bambina vive lontano.
E in quel momento è seduta di nuovo accanto a te, su un misero regionale spagnolo che attraversa i paesi baschi, senza un posto dove andare a dormire, senza un programma preciso, con un lavandino come doccia, una felpa come letto e una fame blu.

Si riparte, piano, che più piano non si può, in ritardo, e mi ritrovo a sperare che il ritardo aumenti, per godermi due minuti in più di calma, due minuti in più del tempo che è stato.
Due minuti in più che sanno di un’ isola dove nessuno scende dal traghetto, dove Romeo si affaccia da una finestra bianca, dove non c’è supermercato, dove il vento soffia forte, dove non ci sono lettini, ombrelloni, un’isola che ha un retrogusto francese, un sapore di formaggio, e un ritmo immobile.
Dove le giornate sono tutte meravigliosamente uguali, dove i tuoi trent’anni passano così, senza battere ciglio e un bar in porto diventa casa.

Ultima stazione, un minuto per sperare che i prossimi trenta siano così: pieni di “stessa spiaggia stesso mare”, pieni di giallo dei girasoli rubati, e blu di un mare salatissimo, e di caldo umido dell’Asia, e dolore alle spalle dello zaino, e di facce sempre uguali e sempre diverse, e di vita, normale, uguale, diversa.

ROMA SAN PIETRO. Fine Corsa.

Indizi d’estate

Ecco non è che quest’anno sia proprio semplice semplice capire in che stagione siamo, ma è da qualche giorno che facendo un minimo di attenzione mi rendo conto che siamo entrati nella tanto amata stagione estiva.

Per cominciare la foliazione di CHI è aumentata, e questo, non potete negarlo è un chiaro segno della stagione.
Spuntano le prime foto di gente al mare, o che fa l’aperitivo, e nulla importa che la sera ci sono ancora 13 gradi e che l’acqua del mare è ad una temperatura polare.
Ogni mercoledì/giovedì iniziate a guardare il sito meteo.
La mattina quando mi guardo allo specchio oltre alle occhiaie mi dispero per la sempre più evidente cellulite ben distribuita su gambe e chiappe, ma nel mio caso la cosa è una presenza fissa da 15 anni, quindi che fa…
La città è meno piena e sopratutto, le tue amiche solo mamme (invidia profondissima) ti hanno chiamato per dirti che si sono trasferite al mare con i bambini.
E oggi, lunedì, ennesimo, che fa caldo, ma manco troppo, non ti resta che programmare una semisega in ufficio settimanale per accontentarti un meravigliosissimo pomeriggio in piscina con qualcuno dei pochi che come te è rimasto in città.
E poi, ineluttabilmente, la gente ha ricominciato a sposarsi, come ogni inizio estate.
E ad avere figli, non mi chiedete perché ma nascono molti più bambini d’estete.

Stamattina, ho fatto tardi in ufficio, non avevo messo la sveglia, e quando ho aperto gli occhi erano le 9.30, e lì, davvero mi sono resa conto che è estate. Sono in vacanza, a casa non c’è nessuno (grazie Emilia), il letto resterà sfatto per tutto il mese, e il frigo meravigliosamente vuoto.
E’ iniziata la vacanza secondo me, capitolo terzo.
Meraviglia.

Questo post è dedicato a Caterina e Alice.