Sull’orlo del baratro: quando attacchi a riordinare la, di lui, cassetta degli attrezzi

Sì, l’ho appena fatto, sono in un completo stato di trance per quello che è appena successo, più o meno come se mi fossi fumata 3 canne di prima mattina.

E’ che a un certo punto, alla fine dell’ottavo mese di gravidanza, ti rendi conto che andare in ufficio inizia a essere complicato, e tralasciando il fatto che è proprio la legge che te lo vieta, ti convinci che sì rimanere a casa è la soluzione migliore.
In fondo ti senti stanca, guidare di corsa e trovare parcheggio sempre più difficile (anche perché o lo trovi a spina, o la metti in doppia fila davanti ai cassonetti, oppure rinunci perché girarsi per fare manovra non è più possibile).
E allora via, da lunedì a casa.
La prima settimana se ne va così, con un ricovero di 7 giorni del nano all’ospedale e allora oltre a riempirti di rughe e perdere i capelli, non hai neanche il tempo di respirare e di pensare.

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