Impressioni di viaggio

Ho preso un pò di appunti in queste 2 settimane in giro e quello che rileggo ora mentre scrivo mi ricorda quante cose si possono vedere e fare in 2 settimane, quanto il bioritmo ( il mio) sia diverso da quello che seguo quando sono a casa.

Così,  ecco i primi spunti.

La cambogia vale il viaggio, la fatica, la distanza.
Siem Reap non è solo templi, è una città bellissima, a misura d’uomo, o meglio, di turista felice.
Un agglomerato di varia natura di alberghi/pensioni/resort che ti sorprende con vecchi edifici coloniali, meravigliosi ristoranti di bambù, ma soprattutto un popolo appena svegliato da un inferno.
Un popolo che sorride.

Sorride alla vita. Nonostante le difficoltà e la grandissima povertà che ancora c’è.

E pur si muove…è tutto in divenire, c’è speranza negli occhi, c’è gente che si dà da fare, ci sono amici che costruiscono il loro futuro e creano futuro anche per chi ha visto anni orrendi.

C’è un meraviglioso ristorante italiano, dove non c’è posto per “pizza pasta e mandolino” ma solo per i sapori di casa, quelli veri. C’è chi si dà da fare per chi deve ancora crescere, e lo fa davvero.

C’è l’amarezza di non aver trascorso qualche giorno in più.
E la certezza che torneremo presto.

E poi c’è il mare delle isole andamane, che è blu, nero, verde e azzurro proprio come ti insegnano a colorarlo da piccolo.

C’è una piccola isola che accoglie turisti, ma che non ha ancora negozi da turisti.
C’è una piccola isola che non ha strade ne illuminazione notturna, ma ha bar, grigliate in spiaggia un sacco di capanne senza acqua calda e due soli bellissimi piccoli resort con tante comodità.

C’è un isola che ancora non ha cumuli e cumuli di spazzatura, che ha ancora una bassissima stagione su cui persone come me possono contare.
Una piccola isola dove arrivare è un’avventura se ti imbatti in un monsone.
Dove i collegamenti non sono garantiti.
E dove un ex art director di San Fransisco con il marito avvocato hanno aperto questo. Meraviglioso.

E poi ci sono le barche che fino a 10 anni fa andavano a remi.
E le isole del parco naturale messe a disposizione di chi vuole vedere i pesci.

Ci sono giorni di calma, giorni di monsoni e di pioggia.
C’è un pò di pace e un libro comprato usato per 3 dollari.
C’è una partita a Uno e pasti fuori orario.
C’è un piccolo microcosmo che ci ricorda quando il mondo sia bello, e vario.

E poi con orgoglio posso dire che anche qui c’è un Carletto, per la verità si tratta di vari Carletto (80% degli expat), che fanno cose belle e anche buone.

Più o meno – dipende dal caldo che fa

E’ che l’italiano medio in vacanza nel sud est asiatico si trova a suo agio.
Perché se tutto il mondo è paese, anche qui combatte con piccoli furti, contrattazioni sui prezzi e sòle di ogni genere.
E si sa, noi ci si adatta bene, ci siamo abituati, e qui, che la bugia e la truffa sono istituzionalizzate, ci sentiamo addirittura più sicuri che a casa.
E già, perché mica ti viene il dubbio che una cosa sia vera o falsa o che un prezzo sia gonfiato, qui, ne hai la matematica certezza.
Dove ogni cosa è più o meno come quella originale, e ha più o meno le stesse funzioni.
Dove mangi  più o meno con 2 dollari al giorno, che poi al massimo sono 3 o 4.
Qui dove c’è il mercato del falso più grande del mondo
( MBK FYI)
Dove il piano dell’elettronica contraffatta è esattamente sotto quello dei negozi autorizzati, i trucchi Mac sono anche meglio di quelli originali perché in Corea li fanno più o meno meglio.

Ed è qui, in questo caldo umido torrido e confuso mondo che dopo qualche giorno ho colto di nuovo dopo tanto tempo una ferrea logica nell’applicazione delle “unità di misura”.
E sì, perché un conto è se arrotondo per difetto il prezzo di una cena o di un prodotto mentendo un pò, un conto è se mento sulla distanza che qualcuno deve percorrere a piedi.
E allora esagero. Perché con le distanze non si scherza. Non si fa, è maleducazione, una cattiveria.

Così ecco il teorema: Più o meno dipende da quanto caldo fa. Più la temperatura è alta più la distanza si allunga. Più la temperatura scende, più i tempi di percorrenza si accorciano. Primo perché puoi camminare più in fretta e poi perché anche fosse qualche minuti in più, che male fa?