Digressioni infra lavoro: #bufaleweb

Apro FB in questo preciso istante e i primi due post che vedo sono questi due qui sotto:

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Adesso, secondo voi, dopo una due giorni malata a casa, ma comunque attaccata al computer…perchè ovviamente è negli unici due giorni che sei malata che in ufficio si scatena l’inferno…

Dicevo secondo voi come mi dovrei sentire? Insomma va bene tutto, va bene i sederi cellulitici delle star per farmi sentire Madonna anche se non ho neanche un unghia come le sue; va bene i buchi sui capelli delle povere malcapitate modelle che devono cambiare look ogni tre per due, ma adesso levarmi anche il gusto del sano e sacrosanto senso di colpa verso il cibo /liquido che ingrassa no.

Insomma! secondo voi se questa bufala qui su fosse vera, che cosa succederebbe?

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One week

Quante cose si imparano in una settimana?
Potrei tranquillamente dire che questi sette giorni sono passati come l’acqua sotto i ponti (di Roma nello specifico), senza nessun accenno a qual si voglia mutamento.
Invece se mi fermo un attimo mi rendo conto che, non è vero.
E’ successa una cosa assolutamente degna di nota (sempre in termini relativistici).
La mia lista, la mia lista del lunedì, la mia sempre eterna e sempre lunga lista del lunedì… è stata spuntata tutta.
Per chi non riuscisse a comprende l’importanza e la “drammaticità” di questo evento.
Vi prego leggete qui.
Insomma, è venerdì, e io sono seduta alla mia scrivania, senza poter trascrivere la lista delle cose NON fatte sulla pagina del lunedì. Pazzesco. E drammatico. Devo essermi completamente rincoglionita.
Sono diventata una desperate housewive in tutto e per tutto.

La teoria della casalinga disperata è indissolubilmente confermata da fatti ancora più gravi:

  • Sono andata in palestra con regolarità
  • Ho fatto la ceretta.
  • Ho finito tutto il lavoro della settimana anche in ufficio. Cazzo.

In poche parole, sono completamente alla frutta.
Se non fosse per il fatto che anche oggi indosso mutande della nonna prese alla cieca, calzino da uomo (il SUO) che mi fa da parigina e che ha lo “spazio” del tallone a metà caviglia e occhiaia di ordinanza, mi sarei già buttata dalla finestra consapevole di aver raggiunto il massimo della tristezza nella sua essenza più “romana”:
bionda, mamma, con figlio, lavoratrice, prefettamente vestita e truccata, super informata, super perfettamente rompicoglioni.

Invece grazie a dio la mutanda de pora nonna mi salva da questo destino misero e nefasto.
Ma per quanto ancora? Boh.

Nel frattempo mi sono accorta anche che:

  • Mi piace un sacco andare al Sorpasso ma più per l’aperitivo/magmanoselanacosetta cit, che per cena.
  • Il libro “A volte ritorno” di John Niven è la mia nuova lettura a caso preferita*.
  • C’è una nuova app per servizio di autista (autistalpostodeltaxi) che non solo è fica perché ti localizza e ti dice qual’è l’autista più vicino, ma costa poco poco più di un normale taxi e si chiama Uber per info cliccate qui.
E poi a chiudere… un fenomeno che ogni anno si ripete immancabile con l’arrivo della bella stagione.
Le giornate si allungano, i golf più spessi e pesanti vengono accatastati nell’angolo più remoto dell’armadio di tutti noi, insieme a cappelli e sciarpe di lana, e inesorabilmente senza speranza che tutto ciò cambi…arrivano anche le partecipazioni di nozze.
Ma perché? Perché la gente ci tiene così tanto a sposarsi proprio quando tu vorresti andare al mare?
Ma il matrimonio a ottobre vi fa schifo? o a Marzo, insomma in un mese morto.
A ottobre non succede mai niente, ci starebbe bene una bella festa no? Anche un we fuori se vi sposate a Canicattì…saremmo tutti contenti, di riempire uno di questi periodi…e non mi venite a dire che il matrimonio d’estate è più bello…
No d’estate si suda, fa caldo, è faticoso.
In primavera invece siamo bianchi pallidi ma costretti a scoprirci, magari anche flaccidi, 
E a settembre, a settembre è inutile che ci provate, anche se fate finta che è ancora estate…al 90% piove…e passerete la giornata con l’ansia che inizi a piovere.
No eh…va beh, c’ho provato.

* Dicesi “lettura a caso” quella pratica che prevede la lettura casuale di spezzoni di un libro già letto (preferibilmente 2 volte). La pratica è più popolare per libri di non ampissima foliazione e che abbiano una trama semplice ma molte chiavi di lettura.

Aperitivi, mailing list, Maria

Nell’epoca del digitale ogni gruppo di amiche che si rispetti ha una mailing list per l’aperitivo.
Così già il lunedì mattina inizia l’esilarante scambio di mail tra donne che cercano di darsi appuntamento il giorno x.
Prerogativa principale è far combaciare gli incastri di madri, mogli, donne in carriera, architetti, medici.
E oggi, lunedì 25 giugno alle ore 18.00 sono a quota 25 mail per l’aperitivo del mercoledì.
Dicevo, il fine ultimo sarebbe quello di darsi appuntamento, in realtà la prerogativa principale è sollazzare le singole componenti con aneddoti e prese in giro di varia natura.
Così scatta la polemica sul posto scelto che è o troppo grande, o troppo piccolo, o troppo mondano, o sempre lo stesso.

Un coro di sì e di no, decretano il giorno x e poi immancabilmente la chicca.
La mia chicca di oggi si chiama Mery, Maria per la verità.
La ragazza ogni tanto appare alle nostre reunion, e spesso accade che alle 9 di sera già si trascini tra i tavoli, smetta di conversare e non ci diletti più. Sta str…za
Con sommo rammarico di Giorgia, Mery, ingrata, non fa mai la fila per noi al bar, non ordina drink, ma sa fare un mojito eccellente.
Mery è quella che trapiantata in Germania per qualche mese, s’è persa nei boschi perché voleva fare una passeggiata.
Mary ha un sarcasmo incredibile e passa da ferre regole animiste, alla ricerca dell’io e del proprio carma.
A seconda del momento.
Mery e la mamma e la nonna hanno conversazioni meravigliose che sfiorano l’assurdo.
Mery che veramente ingrata dopo le 9 ha sonno.
Mery, ha 6 anni e Giorgia “la mamma” mercoledì con gran disappunto ci comunica che non può venire…”perché sta pizza di ragazzina alle 9 c’ha già sonno e caracolla sui tavolini del bar di turno”.
LOL