Brevi considerazioni post Pasquali

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Natale con i tuoi… e Pasqua alla fine perché no .. pure. Anche perché se non lo fai, se non ti presenti, ti bannano dalla chat di famiglia, ti bullizzano, ti fanno sentire uno schifo, manco gli avessi rubato un milione di euro. E chissene importa se hai una scusa plausibile, tipo, stai per partorire… quindi sì: Natale con i Tuoi e Pasqua pure.

Se Pasqua vuol dire famiglia, è confortante riprendere i propri “falsi ruoli” costruiti su di te quando avevi 5 anni. Il fatto che a quei 5 se ne siano aggiunti almeno una trentina con tutto un lungo bagaglio di esperienze di vita, di percorsi, che ti hanno formato, cambiato, definito, migliorato o peggiorato, è del tutto irrilevante. A casa tu resti lo stesso, che tu abbia 5 anni o 40. Il coglione resta tale, l’antipatico anche, il genio pure. E i rompicoglioni su quelli non c’è dubbio… i rompicoglioni non cambiano mai.

C’è un periodo di mezzo nella tua vita in cui ti divertono cose “diverse” ma superata quella fase, quello che vuoi fare è replicare le stesse stronzate che facevi da bambino. Solo che adesso alla caccia delle uova purtroppo non ti fanno partecipare. Ma puoi pur sempre mangiartene un pò mentre fai l’adulto e le nascondi per i tuoi figli e quelli degli altri…salvo poi dire che ne possono trovare “solo 2 a testa”.

Gli amici di un tempo, sono gli unici che capiscono le cagate che dici e che fai, agli altri che devono entrare nel meccanismo e nelle dinamiche della giornata a casa tua, devi spiegare cosa succede intorno… e ti fa fatica solo cominciare…

Si può fare la dieta anche a Pasqua.

E poi alla fine, c’è sempre il momento malinconia: quando tutti partono per tornare a casa, il giardino della casa al mare resta vuota, con le ultime cose da mattere a posto dopo una giornata di sole e delirio.
E io mi immagino sempre la stessa scena: rumore di portier che si chiudono STOCK; la parte lesa (ovvero chi è stato trascinato alla giornata dall’altra metà controvoglia) che si rivolge all’invitato vero e commenta la giornata appena trascorsa; e qualunque sia la frase, chi era lì, alla pasquetta perchè voleva esserci, me lo immagino al volante che risponde a monosillabi per educazione e pensa… quasto/a dopo 12 anni ancora non ha capito un c…o. E ghigna.

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Post da vacanza – tendenze 2016

Il tormentone delle state 2016 recita #vorreimanonposto e forse, quel motivetto allegro allegro che i due rapper hanno messo sotto ad un testo abbastazna dissacrante ha reso lo sfrorzo e devo dire anche la geniale intuizione praticamente vana, almeno guardando la mia bacheca social.

Quest’anno siamo di vacanze “tranquille” ovvero nessun viaggio lontano, nessuna meta esotica e così, come tutti quelli che “quest’anno vacanze in campagna” ho più tempo per dormire e per farmi – detta alla francese – i caxx degli amici sui social. Continua a leggere

Risiko da ufficio e persone speciali

Chi lavora nelle grandi Aziende lo sa.  Son tempi duri, quelli di questa crisi, tempi in cui arrivi la mattina e senza preavviso alcuno, il tuo compagno di stanza è stato improvvisamente sostituito da un appendiabiti nuovo, o nel peggiore dei casi, da un nuovo/vecchio compagno di stanza.

MA se c’è qualcosa che tutti noi NON più giovani, mezze calzette, ultime ruote del carro delle grandi aziende stiamo vivendo ogni giorno è la dura Lotta del Risiko Aziendale.

Le regole sono le stesse del gioco da tavola, nessun amico, tutti contro tutti, e invadere la Kamchatka è sempre molto richioso.

Questo ovviamente per chi è seduto al tavolo da gioco. Io no ovviamente. Io come la maggior parte delle teste sono il povero #carrarmatino sballottato da una parte all’altra del globo.

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Una domenica al parco avventura – #mammachepiùmamma

SABATO
IO:”pronto?”
EM: “Ciao siete a Roma?”
IO: “Sì”
EM: “senti nel pomeriggio porto i bambini al planetario bla bla bla… invece domani, non mi dire subito no come tuo solito perché pensi sia un inferno dantesco, volevo andare al parco avventura e fare un pic nic, un barbecue. Dice che il posto è super carino, vicino a Calcata. Andrei a fare la spesa oggi alle 6 e così portiamo i bambini un po’ fuori…bla bla bla”

Nella mia mente si apre il cassetto dei sensi di colpa. Io semplicemente ho un serio problema con queste cose “fatte per i bambini” tipo parco tematico (con fila inenarrabile e un sacco di nani – NON MIEI – che urlano). . Non ce l’ho, non ce la faccio, e puntualmente svicolo dalle organizzazioni varie, e puntualmente poi la domenica sera, mi sento in colpa.
Così questa volta, faccio i conti con il mostro nero della vergogna e valuto velocemente pro e contro:
Bambini che si arrampicano sugli alberi tutto il giorno = bambini distrutti alle ore 7.30 senza capricci per andare a dormire
Bambini che si fanno male = buone probabilità di finire con cerotti e lacrime
Bambini al parco avventura = un po’ di aria buona nel verde lontano dal caos dopo la settimana chiusi in classe

EM: “Che dici?”
IO: “ok dai, veniamo”

DOMENICA
Arriviamo in ritardo all’appuntamento per una serie infinita di contrattempi che non sto ad elencare. Nano 1 è assolutamente felice di passare la giornata con il suo cugino preferito e quindi non smette di parlare e di chiedere QUANTO MANCA, e DOVE SIAMO.

Che poi voi che gli rispondete a un bambino di 3 anni che vi chiede #DOVESIAMO? Io ormai ho la quasi certezza che Nano 1 farà il tassista perché colta impreparata la prima volta tempo fa ho iniziato a rispondere TECNICAMENTE dove eravamo: Siamo a Corso Francia; siamo al 33 esimo km dell’aurelia ne mancano 75 all’uscita esatta. Siamo a viale Mazzini arrivati alla piazza giriamo a destra e cerco parcheggio. Così adesso ogni volta che imbocchiamo una via conosciuta Nano 1 mi chiede con fierezza se per caso questa è… Via delle Milizie? Piazza Quadrata?

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ventisette agosto duemilaquattortici

Doveva essere un’estate noiosa. Doveva essere un’estate un po’ così, alla bene e meglio. Doveva.

Invece senza programmi alcuni, senza fatica alcuna, senza aspettativa alcuna… abbiamo mangiato come se non ci fosse un domani, dal primo all’ultimo giorno. Abbiamo bevuto come se non ci fosse un domani…con mal di testa da adolescenti cronici.

Ma soprattutto , abbiamo riso come se non ci fosse un domani, fino quasi a farcela sotto, con il sale addosso, e capelli ingestibili e gli stessi 3 stracci  per tutto il tempo. 

Abbiamo intrattenuto i nani, visto amici (pochi ma buoni). Combattuto con sabbia e secchiello, ci siamo feriti con arnesi vari, abbiamo pure fatto sport.

Abbiamo addirittura festeggiato il mio 22 esimo compleanno, con una torta da record, un nuovo paio di occhiali da sole e un nutrito gruppo di gente varia.

 

E per chiudere siamo saliti in macchina, abbiamo attraversato l’Italia (senza nani) e siamo andati a dire a un amico che gli vogliamo un gran bene. Così com’è. E l’abbiamo visto felice come non mai. Perfetto.

Appena rientro in me e mi passa questo effetto sbronza costante che ho da 4 giorni…vi narrerò di quanto il Sud Italia regali a noi donne taglia normale un effetto autostima a mille. Roba che dovrebbero prescriverlo come cura antidepressiva.

Life

Ci sono giorni che la vita ti travolge, che le persone ti deludono, che vorresti spaccare tutto, e prendere a pugni il passante.
Succede che ci sono le bollette da pagare, che una finta bionda ti ruba il parcheggio, che in ufficio va tutto storto, che il futuro non ha alcun senso.
Che la sveglia la mattina sia solo una rottura di palle, che vorresti tutto e il contrario di tutto.

E poi qualcosa, o qualcuno, ti riporta con i piedi per terra.
Ti dà uno schiaffo in faccia, un calcio per dirla tutta,  e ti ricorda che forse forse è meglio sorridere.
Che tutto andrà bene, e che niente importa se non quelle tre cose che ami e che hai già.
Tutto a posto.
E chissenefrega di chi ti delude, chissenefrega del lavoro.
Le bollette le pago un’altra volta, e se non c’è parcheggio, parcheggio male.
Va bene così, va bene il traffico, va bene il lavoro che non va bene, va bene la luce in cucina che non funziona. Va bene i vestiti che non entrano più.

Nano balla con me in macchina, si sbraccia, e io con lui, e alzo il volume ancora.
Lui beato salta sul sedile posteriore (sì chissenefrega anche del cazzo di seggiolino oggi) e attaccato alle maniglie ride. Oggi niente scuola, caramelle alle 8 di mattina, palloncino sì, gelato sì, pizza sì.
Parcheggio sul marciapiede, sì.
E mi sono fumata anche una sigaretta dopo il caffè, mangiando cioccolata, alle 9.
Tié.

E oggi pomeriggio niente lavoro.
Nessun desiderio in più, nessuna lamentela. Felice così. Stasera si balla.
Buon weekend!

Dedicato a chi oggi ha diritto di piangere.

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
è un pò che non ti scrivo, ma ho pensato che quest’anno alla faccia della crisi e della spending review e in vista della fine del mondo di oggi…non si sa bene a che ora, tentar non nuoce.
Così caro Babbo Natale ecco la mia lista dei regali in ordine sparso, uno qualsiasi di questi mi renderebbe felice…

Così iniziava la mia lettera, e andava avanti con tutta una serie di richieste dalle più comuni come
vincere il Milionario del gratta e appunto vinci o avere un contratto di lavoro, fino ad arrivare alle piccole vendette come far chiudere Fastweb e Telecom e far nascere una compagnia telefonica NORMALE, magari che ci garantisca di navigare a una velocità umana (come nel resto d’Europa mica chissà che).

Ma poi ho pensato che è Natale anche per Babbo Natale, che povero avrà un sacco di desideri assurdi da esaudire e che quest’anno se l’è vista pure con Flavio che lo ha trattato male.
Ho pensato a lui, costretto a regalare mutande e calzini perché non è che è più come una volta che le persone gli domandano regali fichi…lui se ne andrà in giro a regale cose noiose ma purtroppo necessarie in questi tempi duri, e si sentirà svilito da questa magia del natale che non ha più niente di magico.
Così ho lasciato correre, niente richieste. Chissà se apprezzerà. Speriamo.
In aggiunta ho pensato di fare qualcosa di insolito e quasi umano oggi 21 dicembre: userò questo spazio bianco (che è mio) per un pò di Bontà.
Oggi niente critiche.
Così quello che vorrei fare è ringraziare un sacco di persone e scusarmi se per colpa di nanomalefico quest’anno è andata un pò così, e ci siamo visti poco, e vi ho cagato ancora meno.
E quindi, se dimentico qualcuno, offendetevi e scrivetemi, così la prossima volta (se ci sarà) mi ricorderò anche di voi.
Buon Natale alle amiche di sempre, a quelle che mi piombano a casa perché sanno che non posso uscire e a quelle che invece non lo fanno ma vorrei tanto lo facessero, a quelle che devono stare a letto e a quelle che lasciano l’Italia.
Ma anche a quelle che vanno a sciare senza di me.
Buon natale agli amici al di là del tevere, che anche se son “principessa” il tempo è uguale per tutti.
Buon Natale agli amici lontani, tutti, mi mancate tanto.
Auguri ai panettoni vari, e alle nanette adulte.
Auguri a chi quando lo vedrò sarà come se fosse passato un quarto d’ora e a chi invece vorrà sapere che fine ho fatto.

Babbo Natale, tanti auguri anche a te.
Anche se Flavio ti ha fatto fuori.

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