Fenomenologia delle vacanze di merda

Finchè sei giovane e single o anche in due, le vacanze sono semplicemente vacanze. Possono andare più o meno bene, nel senso che possono essere più o meno divertenti, e in coppia puoi andare più o meno d’accordo. Ma sei pur sempre in vacanza , al massimo ti ammali un po’… spesso torni e ti lamenti di cosa è andato storto e parli di “vacanze di Merda”.

Il termine viene da te usato totalmente a sproposito, ma tu non ne sei consapevole, tu povero stupido 20enne spensierato… la vera verità invece è che solo dopo aver avuto figli, e solo dopo che loro ti avranno rovinato quasi tutte le vacanze con le malattie più rare o solo classiche influenze, e solo dopo molte e molte disdicevoli avventure nei pronto soccorso dei posti più assurdi del mondo (leggi cappadocia inoltrata tra rocce e baracche) solo dopo tutte queste esperienze, alla fine maturerai il vero significato della suddetta espressione.

Dicesi “vacanza di Merda” quella vacanza che suona più o meno così:

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Post da vacanza – tendenze 2016

Il tormentone delle state 2016 recita #vorreimanonposto e forse, quel motivetto allegro allegro che i due rapper hanno messo sotto ad un testo abbastazna dissacrante ha reso lo sfrorzo e devo dire anche la geniale intuizione praticamente vana, almeno guardando la mia bacheca social.

Quest’anno siamo di vacanze “tranquille” ovvero nessun viaggio lontano, nessuna meta esotica e così, come tutti quelli che “quest’anno vacanze in campagna” ho più tempo per dormire e per farmi – detta alla francese – i caxx degli amici sui social. Continua a leggere

Chi troppo in alto sale, cade repente…precipitevolissimevolmente

In ogni famiglia che rispetti ognuno recita il proprio ruolo. E così il figlio “delinquente” resta tale anche quando con 3 figli 45 anni e un matrimonio di 10 anni esce in giacca e cravatta la mattina per andare a lavorare in Banca.

Non importa chi tu sia diventato nella vita, non importa cosa tu abbia fatto. A casa tu sei e resti quello che eri a 4 anni. Così mi immagino i genitori di Zuckenberg che si incazzano dandogli del Coglione Nerd quando li va a trovare il giorno del ringraziamento. E solo perché, per sbaglio, ha rovesciato un bicchiere di coca sul tavolo della cucina. Probabilmente avrà dei cugini più grandi che l’hanno sempre preso in giro, schiaffeggiato, battuto a pallacanestro, umiliato per la sua pelle bianca e l’aspetto un po’ molliccio.

E adesso che lui è quello che è, per loro, lui resta il nerd pappamolla e floscio.

La famiglia ti obbliga a rimanere quello che eri, ti fa specchiare e vedere quello che a volte non vuoi. Ti mette davanti al fatto che per quanto tu possa sforzarti dì evolvere e crearti un percorso decoroso, rispettoso, dignitoso, la vera verità è che resti un uomo qualunque, in un mondo qualunque che nulla può, contro e/o per, le grandi cose della vita.

……….. e adesso la parte divertente.

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#siamoandatiavivereincampagna

Potrei raccontarvi delle ultime 4 settimane di merda, tra pannolini, febbre, corse in ospedale, cerette mancate, vita sociale azzerata, ricrescita dei capelli, scarso tempo anche solo per una doccia.

Potrei farvi un lunghissimo elenco del perché non si dovrebbero fare i secondi figli d’inverno, o del fatto che i metri quadri del proprio appartamento possono essere soggetti a interpretazioni di varia natura.
Ovvero, 120 mq possono in un solo giorno, diventare 30.

Potrei dirvi che continuo a non capire le “gioie della maternità” e la “dolcezza dei neonati, anche adesso, al secondo figlio.

Invece, invece vi racconterò solo il “temporaneo epilogo” delle ultime 4 settimane di merda.
All’ennesimo raffreddore, all’ennesimo colpo di tosse (anche mio) ho svuotato casa, ho imboccato l’autostrada direzione nord con la macchina carica che neanche le vecchie transumanze di una volta potevano competere con me, mi sono incollata due nani, e sono scappata.
In campagna.
Sotto una pioggia torrenziale, in un vecchio casale dove inutile dirlo, fa freddo, e se tira vento da est piove pure dentro dal camino.

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Resoconto : capitolo secondo

Per chi si fosse perso il primo capitolo cliccate qui.


Dunque che dire, oggi lunedì 2 settembre dichiaro ufficialmente morta e chiusa la stagione vacanze e, per quanto mi riguarda, è la fine anche della vita sociale (nella più estrema delle accezioni vale a dire alcol droga e ore piccole) per almeno i prossimi 5 mesi. AZZZZZ
Partirei col dire che se non avete ancora avuto il vostro incontro ravvicinato del terzo tipo con la bilancia…non fatelo. Digiunate per almeno 72 ore e poi se proprio dovete, date una rapida sbirciata a quelle maledette cifre.
Come potete dedurre, il mio di incontro, questa mattina, non è andato proprio benissimo.
A momenti svengo e se non fosse stato per una lista infinita di cose da fare entro le 9.30 credo mi sarei di nuovo buttata a letto (a pancia in su purtroppo ormai) singhiozzando disperatamente con il cuscino sulla faccia.
E’ evidente che la mia temporanea condizione di balenottera mi rende sensibile a taluni argomenti, ma che ci volete fare, è l’età.
Ecco, ecco cosa mancava nel resoconto capitolo primo.

Nano e io infatti abbiamo compiuto gli anni.
Nano a inizio agosto io a metà.
Nano ne ha fatti DUI come dice lui

Io invece come ogni anno da molti anni a questa parte 18.
La faccenda questa volta si è fatta parecchio più complicata purtroppo.
Solitamente infatti aiutata da una data nefasta (ringrazierò tutta la vita però per questo) la mia meravigliosa ricorenza passa inosservata ai più, e chi malauguratamente invece se ne ricorda, non ha grandi possibilità di interloquire con la sottoscritta che guarda caso si trova sempre in posti senza copertura rete.
Ecco, quest’anno invece il telefono prendeva, prendeva benissimo, e ogni bip era come una pugnalata alle spalle, a ricordarmi un altro anno passato.
Io, chi festeggia il compleanno, non lo capisco, o meglio, lo rispetto, ma mi sfugge il motivo del festeggiamento.
E’ perché siete sopravvissuti un altro anno?
E’ una scusa come un’altra per alcolizzarvi? (questa è validissima)
O è puro narcisismo?

Perché se ci riflettete bene, il compleanno altro non indica fuorché un altro anno che è passato, altro tempo in meno, una ruga in più, un’occasione mancata da aggiungere, altri giorni, ore che così sfumano.
Sì lo so è deprimente, ma cercate di capire, oggi come molti di voi sono seduta in ufficio, dopo giorni di sole e mare e assenza di nani.

Ed è stata quell’assenza a ricordarmi quant’è meravigliosamente bello non averli tra le scatole, pensare solo a se stessi. Mangiare salati e sporchi alle 10 di sera senza passare da casa. Dormire a qualsiasi ora della notte, ma soprattutto del giorno. Mangiare senza dover dividere niente, senza nessuno che dice: ” io io io io”.
Perché diciamocelo, i bambini, anche i propri, sono una gran rottura di palle, soprattutto in vacanza.
E va bene l’amore, va bene che li hai messi al mondo tu, e li amerai sempre. Ma senza, soprattutto in vacanza…si sta na meraviglia.

Per la cronaca ecco un pò di indirizzi da segnarvi per la Turchia:

ISTANBUL –
Ristorante MIKLA 
Foto ricordo – Giycek 

CAPPADOCIA
Ziggy cafè

Libro dell’estate letto: Middlesex di Jeffrey Eugenides

Resoconto AKA Turchia la resa dei conti

Intorno a me ora, solo silenzio.
In lontananza rumore di macchine, di barche e di mare. Davanti il blu.

Intorno a me ora, solo silenzio.
Sono viva, sopravvissuta, mio malgrado alla prova fatidica.
In viaggio con l’accollo.
In Turchia con da 0 a 12 per un totale di 3 minorenni, che per comodità chiameremo adesso 0 -12 ABC (in ordine di età crescente).
Non saprei da cosa iniziare, potrei dire che:
La Turchia é un posto meraviglioso, da girare molto più che 10 giorni.
La Turchia è un posto dove si mangia meravigliosamente bene.
La Turchia ha tutto quello che serve per la riuscita di un viaggio itinerante.
Ma mi limiterò in questo primo capitolo a dire che:
Io combatto strenuamente quelli che “lenostrevacanzesonosempreperfette” ed è per questo che vi dico che LUI il primo giorno a Istanbul dopo aver fatto il giro delle attrazioni turistiche e essersi caricato 12 kg di rottura di palle lagnosa sulle spalle per le ripide strade di galata sembrava avesse corso la maratona di NY o meglio ancora che qualcuno gli avesse tirato una secchiata d’acqua in faccia. È io pensavo morisse.
Potrei aggiungere la ricerca spasmodica del ristorante X poi trovarlo chiuso
La macchina fotografica lanciata giù per le montagne della cappadocia da 0 -12 A
I piedi strascicati le facce appese e le lagne di 0-12 B e C
Il milione di volte che ho sentito la frase ” papaaaaa ma cheeee facciamoooo adesso?…” Quel papá strascicato annoiato che ti verrebbe da appiccicarli al muro e lasciarli li tutti e tre a morire di fame.

Ma quanto sopra, ne sono certa, é stato lo scotto da pagare per:
Una cena spettacolare al MIKLA di ISTANBUL
Un bagno in acque turco/greche pensando di avere una chiappa in Europa e una in Asia
La soddisfazione di vedere 0-12 A fare, all’ennesimo Aereo preso, i controlli di sicurezza da solo.
Le mongolfiere a Goreme
Un’ altra cena spettacolare a KAS
La faccia di 0-12 ABC sul trattore in mezzo al nulla della cappadocia.

Mi sarei persa il gusto delle baked potatoes appena fatte in piazza, e la consistenza dei miei nuovi parei turchi.
Mi sarei persa tutti gli attacchi di nervi arrivati a fine giornata, e la voglia di ricominciare da capo la mattina successiva.
Avrei perso l’occasione di guidare una Fiat Dobló senza freni, di viaggiare come pezzenti 15 ore per poi arrivare alla meta senza luce senza lettino, senza più forze.

E la faccia felice del nano in mezzo alle onde alte 3 volte lui o con kebab in mano.
E la mia faccia esausta, e la mia panza fastidiosamente in mezzo.

La resa dei conti quindi vede una schiacciante vittoria del comparto 0 – 12 verso quello adulto.
Una solenne promessa di non ripete l’esperienza prima dei prossimi 15 anni, e senza ombra di dubbio una soddisfazione incredibile per essere riusciti a tornare tutti, vivi, stremati e contenti.
Intorno a me ora, solo silenzio. É iniziata la vera vacanza. LUI ed IO reduci ma soprattutto felici, perché nessun minorenne é qui.

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