Roma di notte – tu non puoi capire

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Succede che è notte fonda, che sei sola in macchina e sei esattamente dalla parte opposta della città. Sei all’Eur, e hai passato la serata con alieni venuti dal nord, che ti vedono come un troglodita, che ti guardano come tu, forse, guarderesti le tribù indigene dell’amazzonia. E’ notte, fumi l’ennesima sigaretta andando verso la macchina, hai bevuto quel tanto che ti basta per non sentire il male ai piedi. Lanci la borsa in macchina, ti siedi, ti levi le scarpe. Accendi la macchina e parti. Devi arrivare dall’altra parte della città, e se non sei romano, non puoi capire perché un sorriso si sta stampando sulla mia faccia.

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La Grande Scommessa

LUI era ad un appuntamento di lavoro ieri e la sua interlocutrice a fine appuntamento, per far conversazione dice la seguente frase:

“Ma avete sentito di quel cantante, coso, che è morto?”

LUI impietrito non poteva credere alle sue orecchie e conoscendolo se non fosse stato per il vil denaro avrebbe volentieri risposto: “sì assurdo, anche quel politico capo di stato nero si è dispiaciuto”. Con aggiunta di scappellotto finale alla signora.

E così quando te ne vai in giro per lavoro, o anche no, non puoi credere che esista qualcuno che non sa il nome di David Bowie.

Cultura Generale.

1 ora di Cultura generale a settimana.

Obbligatoria per chiunque respiri.

E una di queste ore dovrebbe essere dedicata a vedere “La Grande Scommessa”, che magari ok Adam McKay non tutti sanno chi è, ma almeno uno del cast sì, scegliete voi quale.

 

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Il peggio di se stessi

Il peggio di sé bisognerebbe relegarlo a momenti privati, a ore notturne, a giorni anonimi, ma inevitabilmente la fine dell’anno mi ispira un senso di tale apatia e ansia che non riesco a farne a meno.

Così come ogni anno, ma forse quest’anno ancora di più, il natale mi ha colta completamente impreparata. Niente passaggio dall’estetista, niente parrucchiere per le feste, niente vestiti curati, niente filtri nelle conversazioni, niente sorrisi di circostanza, niente equilibrio e calma mentale.

4 stracci buttati in una sacca per sopravvivere in mezzo alla nebbia che più nebbia non si può. 12 giorni avvolti da un bianco latte praticamente tutto il giorno, sembrava di stare in Brianza più che sulle colline senesi. Continua a leggere “Il peggio di se stessi”

Vita 0.0, il cinema di parrocchia

IMG_20151201_100207Nessuno esce di Lunedì, non c’è niente da fare, FB non segnala nessun evento, il fine settimana è appena finito.

Solo che non avendo più niente e nessuno che ti segnala cosa fare e cosa c’è da fare e chi andrà e dove andrà e quando andrà e come è stato e le foto post evento , questo delirio di informazioni non mi investe più.

E così un lunedì a caso ce ne siamo andati al cinema della parrocchia. Era lunedì, c’erano gli anziani di quartiere e due coppie di adolescenti in ultima fila.

Eravamo in tre e il film non l’avevamo visto. Un film leggero, uscito parecchie settimane fa, e probabilmente rimasto in programmazione solo lì. Continua a leggere “Vita 0.0, il cinema di parrocchia”

La vita oggi, così com’è.

Ieri ho affrontato un classico lunedì di Roma Milano Roma. 6 ore di treno per pochi attimi di riunioni. Senza senso, ma che devi fare, così è la vita oggi.

Il clima sia atmosferico che mentale non era certo dei migliori, la cronaca internazionale del fine settimana (leggi Parigi) ha avuto su di me, come credo per molti altri, un effetto catalessi. Sono rimasta come immobile, inerme davanti a tutto questo. Continua a leggere “La vita oggi, così com’è.”

Inside Out e Il femminismo 3.0

Chiariamo subito, io sono una delle poche, credo a cui non è piaciuto. O forse semplicemente, non l’ho capito. Il film della Pixar che doveva rivoluzionare la vita di una nuova generazione di bambini, il nuovo Toy Story, nuovi personaggi epici…madecché. A proposito, complimenti al marketing perché hanno fatto un lavoro incredibile considerato il prodotto finale. Avevo delle aspettative enormi.

Il personaggio di Gioia altro non è che un bel mix di tutto quello che sia uomini che donne sani di mente odiano nella categoria donne. Una specie di velina urlante e squillante che manco negli anni 80 a Drive In. Trova tutto bello, tutto fantastico, tutto iuhuuu, oleee, uauuu, insomma la materializzazione in cartone di tutti i vostri incubi, la compagna di classe che sicuramente tutti voi avete avuto, quella vestita di tutto punto anche in gita alla fattoria, con il cerchietto che non le cade mai avanti, la treccia che non si disfa e quel sorriso bianchissimo che l’avresti appiccicata al muro. Continua a leggere “Inside Out e Il femminismo 3.0”

Non voleva essere una recensione – Elena Ferrante, L’amica Geniale

Ci ho messo più o meno una settimana a uscire dalla ferma convinzione di essermi trasferita a Napoli. Ho letto i 4 libri in 22 giorni, e ogni libro in 48 ore. Prendendo delle pause necessarie a respirare.

A scuola, a casa, all’università, mille volte la mia generazione ha affrontato i temi del fascismo, del fermento culturale degli anni 60/70 e poi le brigate rosse, e il sangue, le guerre, lo strano clima di rinnovamento, e cambiamento che attraversava il paese. Ma anche di stallo totale. Mille volte abbiamo imparato date, studiato fatti, visto film, ascoltato musica. Un milione di volte siamo passati per quegli anni di tumulto. Eppure nella mente, solo i fatti, niente di più. Continua a leggere “Non voleva essere una recensione – Elena Ferrante, L’amica Geniale”

Di pensieri felici e di pidocchi.

20150810_175346Sono le 7.30 di mattina, ho dormito con in testa un asciugamano ben sigillato; sto cercando di pettinarmi con un pettinino che neanche la barbetta delle capre indiane riuscirebbe a passarci. Ho i pidocchi, gentilissimo regalo di non so quale dei bambini. E mentre la puzza di quello shampoo insulso continua a entrami nelle narici, mentre passo al setaccio una massa enorme di capelli ricci intrisi di aceto, trattamento antipidocchi, estratto di lavanda e qualsiasi cosa abbia trovato sull’argomento on line, sono incredibilmente CALMA.

Alla porta del bagno bussano con insistenza 4 mani di nani che quasi fosse un mantra tibetano ripetono mamma. Non li sento più, vedo solo quegli orribili animali saltar fuori dai miei capelli.

Sono le 7.30 di mattina, uno dei due è sveglio dalle 6, devo andare in ufficio e chiudendo gli occhi riesco solo a vedere il blu.

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excel da vacanza – storie di ordinaria follia

No, questo titolo non è uno scherzo, e no, non avete capito male.

La frase è esattamente quella che pensate voi. Ci sono persone, tante persone, tantissime persone che fanno l’excel delle vacanze.

E’ saltata fuori questa pazza mania ieri tornando da Milano, quando, parlando dell’organizzazione di un viaggio itinerante vedevo il mio interlocutore battere forsennatamente sulla tastiera. E quello che stava facendo, (copia e incolla) era un excel delle sue vacanze, anzi della sua ipotesi di vacanza, con link a siti, alberghi e tanto di colonna di voto presa da tripadvisor.

Ho pensato tra me e me che la malcapitata avesse una deformazione professionale, e che fosse un caso più unico che raro, invece facendo un pò di domande in giro, mi sono resa conto che no, tutti fanno l’excel da vacanza;

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Nessuno tocchi la Signora Maestra

Nano 1 va alla scuola pubblica sotto casa, come il 99% dei bambini italiani.

C’è da dire che Nano 1 causa ricorrenti malanni è andato a scuola per un totale di 3 mesi su 9. Oggi sono andata a vedere la sua recita. Tema della recita l’Italia.

Oggi che i giornali erano pieni zeppi di, migranti sì migranti no, violenza a Milano, violenza a casa, disoccupazione, gente che “la fa in strada”, degrado, orrore, violenza, ennesimi scandali e Ladri, ladri ovunque, Ladri che sembra non finire più. Ladri che chiunque ormai vorrebbe imbracciare un mitra.

E oggi erano lì con le magliette Verdi Bianche e Rosse (c’è andata la maestra a comprarle) e i tamburelli. Bambini di 3, 4 anni che parlavano di mari e montagne, di bellezze culturali e di vulcani, del Colosseo, bambini che inscenavano un siparietto tra un turista inglese e un romano doc. Bambini che hanno recitato e spiegato i fondamentali della costituzione, che hanno cantato l’importanza dell’appartenenza alla bandiera. L’importanza e il valore della libertà , dell’ordine, dell’onestà. Continua a leggere “Nessuno tocchi la Signora Maestra”