A spasso con Virgilio – conversazioni ultraterrene

Quando faccio qualcosa di stupido, quando lievito sulla giornata senza alcuna consistenza e mi faccio portare dai minuti e dalle ore senza esserci veramente, come in una nuvola di alcol, sento un misto di soddisfazione e amarezza.

Soddisfazione; nella capacità  di poter passare leggera sul tempo che scorre, di avere la sensazione di poterlo comandare questo tempo; in una giornata in cui non mi va di “vivere” riesco ad astrarmi e come un soldatino fare tutto a cervello spento, meccanicamente, con la mente che viaggia da un parte e le mani e il corpo che lavorano senza presenza. E questo mi piace. Mi piace perché così il tempo passa veloce, la sera arriva presto e ho come l’impressione che il tempo si sia piegato al mio desiderio di far tramontare presto il sole. Così. In una giornata che nasce male.

Amarezza, perché un’altra giornata è passata senza che sia stata Presente, senza che il tutto abbia avuto un senso, senza aver fatto davvero qualcosa, o pensato davvero qualcosa; un’altra giornata è passata senza che un segno nella mia mente spenta e fluttuante abbia registrato un cambiamento, un movimento, un passo, avanti o indietro che sia.

L’amarezza arriva sempre nello stesso momento, quando uscita dall’ufficio giro a destra verso la mia vespa e sto per aprire la sella del motorino per prendere il casco. E lui sta lì seduto sul motorino accanto che mi guarda con aria di rimprovero e scuote la testa. Con il cappello a falda larga a coprirgli gli occhi e il sigaro messo per traverso; con quei baffi così fuori moda adesso. Quegli occhi troppo svelti per essere raccontati.

Mi dà del lei, perché siamo figli di tempi così lontani e diversi che niente, neanche darci del tu, potrebbe avvicinarci. Ma lo fa sempre con un accenno di dissenso, e disappunto, quasi disgusto. E’ ovvio che non possa capire questo tempo, eppure un po’ me lo invidia lo so. Sicuramente mi invidia la vespa rossa, se no non troverebbe ogni scusa per salirci sopra.

Nelle giornate in cui con soddisfazione il tempo ha fatto quello che io volevo, si presenta lui che so vedere solo in quello smoking bianco e mi rovina tutto. Lui con quell’aria insopportabilmente intellettuale, con quella spocchia di chi tutto sa e tutto dice, lui che un computer non sa neanche dove si accende; che ne può sapere lui, di come si muove il nostro tempo. Un vecchio, gigante ed eterno intellettuale del secolo scorso. Di quelli di cui non si parla più, di quelli che solo i pochi intellettuali rimasti sanno. Come un segreto.

<<Non le pare che tutto questa inerzia mentale non le sia affatto d’aiuto?>>

“No Virgilio, non mi pare, qui è tutto sempre di corsa, di fretta, cosa crede. Il cervello ha bisogno di una pausa da tutto questo girare.”

Non so esattamente cosa dire a quest’uomo che non conosco, ma che dovrebbe essermi familiare. Ai morti si perdona quasi sempre tutto, ed è una delle cose che odio di più nei discorsi funebri. Il fatto stesso che qualcuno sia morto fa sì che tutte le sue colpe, grandi o piccole che siano, vengano cancellate in un’istante.

E i presenti parlano solo del buono, e del bello. E perché mai dico io? Per quale motivo tutta questa santità in vita non è mai uscita fuori? Così questo signore che a detta di molti simpatico non era affatto, morto prematuramente, è diventato uno spirito mistico a cui (in casa) dovremmo tutti aspirare.

Mi sto allacciando il casco e Virgilio, sempre fumando, non sembra voler mollare l’osso. A volte mi rifila solo poche parole di rimprovero e se ne torna da dove è venuto, a volte come invece in questi giorni, ha una gran voglia di far conversazione. E a me ovviamente non va. Ma come si fa a cacciare un morto? Non si può. E così mentre scendo dal cavalletto mi si piazza seduto dietro senza permesso si tira la sciarpa dietro al collo e inizia il suo lungo ed estenuante monologo.

<< Sta perdendo tempo, e non vuole ammetterlo, sta impiegando le giornate a leggere e preoccuparsi del nulla, dell’effimero, non è abbastanza curiosa, e istruita e attenta. Lei si sta perdendo un sacco di cose belle. Possibile che sua madre non le dica niente. Eppure mi pareva di averla educata proprio in quella direzione. Lei e sua sorella dovete aver preso tutto da quel capitalista di vostro padre. Senza anima, senza spessore, senza profondità.>>

Vorrei rispondere che non ho ben capito per quale motivo se ne stai qui a farmi il predicozzo su cose che non lo riguardano, su argomenti che non conosce. Lui che nella vita ha fatto “solo” quello che gli pareva a dispetto dell’amore di tutto e tutti. Lui che si è nascosto dietro alle parole e con esse è fuggito in giro per il mondo, fino ad ammalarsi e lasciare tutti con il cerino in mano. Ma poi mi mordo la lingua, sapendo bene che il mio giudizio non avrebbe alcun effetto su di lui, e accelero per arrivare prima sotto casa.

<< Nessuno la obbliga a fare quello che sta facendo, nessuno la costringe e seguire una via così dritta e scontata, nessuno la costringere a essere così terribilmente banale, una borghesuccia dai mezzi limitati che scrive un diario elettronico di pensieri banali e egoriferiti ecco che cos’è lei. Possibile che non abbia mai un’opinione su quanto sta accadendo nel mondo?>>

Sto parcheggiando e mi fermo bruscamente con il realistico intento di farlo cadere e scrollarmelo di dosso, ma lui mi si pianta in piedi accanto aspettando una reazione, e alla fine mi costringe a uscire dalla mia giornata di torpore.

” Senta Virgilio, non solo io non ho voglia di starla a sentire, ma neanche di darle spiegazioni sulle mie opinioni e su ciò che accade nel mondo. Perché qui di tutto c’è bisogno tranne che di qualcun altro, nello specifico la sottoscritta, che aggiunga l’ennesima opinione sulla questione del momento. Il mondo è pieno di gente che dice come andrebbero fatte e dette e viste le cose, il mondo è pieno di gente che si esprime, che ha la libertà di espressione, la possibilità di dire tutto quello che vuole, in qualsiasi momento, in qualsiasi modo. Badilate di opinioni, di parole di commenti. E nessuno che poi fa qualcosa. E me lo faccia dire, per il 99% dei casi, sono opinioni inutili e di questo 99% almeno l’80% sono date da perfetti cretini che non sanno neanche quello di cui stanno parlando. Ma questo al giorno d’oggi non si può dire. Non si può dire che l’opinione della signora Maria non solo non conta un cazzo, ma è anche una stronzata. Non è politically correct. Lo sa cosa vuol dire no? ”

Sbatto la sella forte per chiudere il tutto e attraverso la strada; Lui non salirà su con me, non gli è permesso disturbare la mia pace in casa, e poi non sarebbe carino per i miei figli vedere la madre che litiga con l’aria. Così, grazie a Dio (letteralmente) se ne torna da dove è venuto.

MI giro, sparito. Cervello modalità off.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: