Di pensieri felici e di pidocchi.

20150810_175346Sono le 7.30 di mattina, ho dormito con in testa un asciugamano ben sigillato; sto cercando di pettinarmi con un pettinino che neanche la barbetta delle capre indiane riuscirebbe a passarci. Ho i pidocchi, gentilissimo regalo di non so quale dei bambini. E mentre la puzza di quello shampoo insulso continua a entrami nelle narici, mentre passo al setaccio una massa enorme di capelli ricci intrisi di aceto, trattamento antipidocchi, estratto di lavanda e qualsiasi cosa abbia trovato sull’argomento on line, sono incredibilmente CALMA.

Alla porta del bagno bussano con insistenza 4 mani di nani che quasi fosse un mantra tibetano ripetono mamma. Non li sento più, vedo solo quegli orribili animali saltar fuori dai miei capelli.

Sono le 7.30 di mattina, uno dei due è sveglio dalle 6, devo andare in ufficio e chiudendo gli occhi riesco solo a vedere il blu.

E so che mentre le giornate avanzeranno verso un nuovo inverno fatto di raffreddori, febbri, areosol, lavoro, pioggia, devo ricordarmi di chiudere gli occhi e di vedere il blu.

Ognuno ha nel cuore un posto speciale nel mondo che annulla tutti i suoi dubbi, tutte le sue ansie, tutte le sue paure. Tornare lì dopo qualche anno di assenza non poteva che essere una buona idea.

Sono state settimane incredibilmente normali, in un posto meraviglioso, giornate di sole che ti brucia, di mare salatissimo, di luce che fa male agli occhi, di formaggio, di poche cose, di taverne sul mare, di costumi e magliette, sempre le stesse.

Giornate che mi hanno ricordato quanto mi basta poco per essere veramente felice, per pensare che sì il tempo passa, che sì tutto corre, che sì ci sono mille problemi, ma niente può distogliermi dalla visione che sono esattamente dove e soprattutto con chi volevo essere, senza dubbi.

Giornate che mi dicono che bastano 2 mojito fatti bene per dimenticare il mio ennesimo compleanno, e per ballare come se non ci fosse domani. Anche con chi quando Dio distribuiva il senso del ritmo, era andato in bagno a far pipì.

Giornate, ore, minuti, dove il tempo passa lento, il vento ti spinge indietro, il letto è sempre disfatto, e tutto ha di nuovo un senso.

Ho gli occhi chiusi, e penso che sì, tutta questa CALMA davanti ai pidocchi da levare e la massa informe di capelli da pettinare, sia una gran bella cosa. Che mi importa, io e i miei pidocchi abbiamo tutto quello che ci serve proprio nella stanza accanto.

Colonna sonora dell’estate:

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