Mamma che più mamma: lettera di compleanno – capitolo secondo

11058274_10206655031710779_7161434762055770784_oCaro Zeno,

eccoci qui, un anno dopo e un sacco di centimetri in più. E mentre tutto il mondo si focalizza su quanto sei cresciuto, su quanto sei grande, io faccio la lista mentale (e non solo) di quello che invece ti rende SOLO un nano di 4 anni. Cercando di rallentare il più possibile la folle corsa che il mondo impone ai bambini. Mi spiace per te, ma al contrario delle mamme là fuori, ho deciso di essere una mamma che rallenta, invece di accelerare, una mamma che si gode il bello di quello che NON sai fare, e di quello che NON sai.

Siamo a 4 anni, è stato un anno lungo e molto faticoso. Ma tu sei andato avanti con il sorriso anche quando avevi 40 di febbre. Mi hai abbracciato e baciato tutte le volte che ero assente chiedendomi perché ero arrabbiata. Mi hai svegliato di notte per i motivi più svariati e mi hai fatto arrabbiare, ma molto più spesso sorridere.

Abbiamo fatto un sacco di cose insieme, nonostante il lavoro, la fatica e le corse. Mi hai chiesto ogni mattina se per caso il mio lavoro fosse chiuso, e ho visto il tuo sorriso ogni sabato e domenica quando dicevo Sì. E tutte le sere mi hai chiesto se mi sedevo con te a vedere la tv. Hai detto sempre per favore. E quasi sempre grazie. Hai sopportato tuo fratello piccolo con una pazienza da certosino e tirato un sospiro di sollievo ogni volta che arrivavano i fratelli grandi.

E grazie a Dio ci sono un sacco di cose che NON hai imparato a fare.

Z R e X sono assolutamente assenti nel tuo vocabolario, come anche una serie di combinazioni di lettere. Come lo scorso anno d’altronde. Certe cose ti fanno ancora gomitare e aprito è ancora il participio passato di aprire. Nonostante i miei sforzi non c’è verso di insegnarti il tedesco. IERI sta ancora indistintamente per prima, ieri, un anno fa, preistoria e così DOMANI è sinonimo di 5 minuti, un’ ora, tra una settimana, tra 20 anni.

A me l’interpretazione del caso.

Il tuo mondo è ancora composto da poche pochissime persone. E spesso mi chiedi di raccontarti di loro. Di cosa fanno, di dove sono, di chi sono e spesso anche di come erano da piccoli. Così il TUO amico Tommaso che viaggia verso i 37  ha la tua macchina preferita (inutile dirti che si tratta di un catorcio di rara bruttezza) e nel tuo immaginario vive sempre in campagna in una casa senza luce e senza letti. Ma con delle galline enormi.

Stai iniziando a capire che non c’è verso di tornare piccoli, ma a volte mi chiedi ancora se quando Sarò piccola verrò sempre con te in giro. Ovviamente rispondo sì. Un giorno sarò piccola come te anche io.

Quest’anno ti è andata di lusso con una doppia festa di compleanno, una al mare con gli amici e una ieri (solo noi). Riempito di troppi regali, come sempre, da ieri te ne vai in giro con le cuffie sulle orecchie e una piccola selezione di canzoni che canti (terribilmente male) a squarciagola in piedi sul tavolo. E’ iniziata la tua, speriamo appassionata, educazione musicale. Così tra 2, 3 canzoni di cartoni, ci abbiamo infilato qualcosa di più serio. Tra un rap di tuo fratello e una serenata romantica di tua sorella, cercheremo di infilare un pò di Beatles, e per la gioia di tua padre qualche passaggio di AGONIA.

Hai spento le tue 4 candeline su una torta gelato alla fragola – esattamente come avevi chiesto – senza disegni, senza pan di zucchero, senza schifezze, ormai hai assorbito il concetto: sì al buono, chissenefrega del bello. No marketing a casa nostra… deformazione professionale… era inevitabile.

E mentre soffiavi con tutti e tre i fratelli e con tutte le energie del caso ho sperato che tutti i miei desideri per te si avverassero.

Ti auguro di crescere piano piano piano, per avere ricordi nitidi di giorni speciali.

Ti auguro di avere pochi, pochissimi amici, ma per la vita, e che non ti deludano mai.

Ti auguro di vedere il mondo piccolo piccolo per poi un giorno scoprire che è grandissimo, e poter partire per vederlo tutto (pagherò fino all’ultimo centesimo per i viaggi promesso).

Ti auguro di non avere dispiaceri troppo grandi, di non litigare mai con i fratelli. Ti auguro di non perderti mai.

Ricordati Zeno che la vita è quello che succede oggi, non quello che era ieri ne quello che sarà domani, ed è oggi che devi sorridere, sempre, proprio come adesso, che il senso del tempo non ce l’hai e tutto è ORA.

Ti auguro Zeno di prendere almeno un pò del carattere di tuo padre, che è il mirabile artefice della pace che c’è in casa.

Ti auguro Zeno un altro incredibile intensissimo anno di felicità, io e te un anno dopo, siamo ancora più amici.

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