Ricordi di viaggio – Marocco capitolo uno due tre quattro cinque

Ricordi di viaggio – Marocco capitolo uno due tre quattro cinque

Troppi capitoli dovrei scrivere sul Marocco. Ci sono stata talmente tante volte, con persone diverse, e viaggi diversi. Con 2 lire e poi con un sacco di soldi, con mamma, con papà, con gli amici, che ormai non riesco più a distinguere con chi ero e dove e in quale posto. Quello che so di certo è che continuerò a tornare, sempre e comunque.

Partirò dalle cose facili.

MARRAKECH

Il primo impatto è stato nel 1999, era già una meta turistica, ma era ancora una “città del Marocco”. Mia madre decise di portarci lì per pasqua. E siccome ci sono ritornata tante volte e di recente 4 mesi fa, posso dirvi senza ombra di dubbio che la città è tutto un altro posto da quello che ho visto tanti anni fa. La buona notizia è che, anche adesso, che non è più quella di prima, ha acquistato una nuova e bellissima atmosfera. 1999 – niente riad ristrutturati, niente movida notturna, niente cibo internazionale, niente asfalto. Jamaa el Fna, la piazza centrale, la prima volta che l’ho vista…è stato amore a prima vista. Era il tramonto, e c’era un misto di polvere, fumo dei braceri accesi e spezie che ti stordiva.

Di quel tramonto mi ricordo, nessun turista, mia sorella aggredita dalle scimmie ammaestrate che urla come un ossesso, mia madre stressata da non so cosa (rapimenti delle donne bianche credo). Non posso dimenticare il fatto che da lì non sarei mai più voluta partire. Che il suq era pieno di cose a due lire, molte cianfrusaglie (come adesso) ma anche belle cose. Ho ancora in casa cose comprate nel ’99. Fu una visita breve, ma intensa. Andammo a vedere la Palmerie e il tragitto tra buche e capre fu eterno. La stavano tirando su piano piano, non c’era niente di niente per i turisti e nel suq ti ci accompagnavano quasi sempre. Atterrando si vedeva solo la medina. E una distesa piccolissima di periferia povera. Al controllo passaporti ti tenevano un’eternità a a menoché non gli passassi qualche lira sottobanco (fatto). C’era un bellissimo negozio di stoffe da cui credo di aver tirato fuori almeno 4 vestiti da sera niente male. Si mangiava di merda. E anche se non mi stressava più di tanto, gli uomini ti fischiavano in continuazione. Era un posto speciale.

Sono tornata a Marrakech con una certa regolarità e l’ho vista cambiare piano piano. L’ho vista crescere, ho visto la piazza e le vie laterali perdere la polvere e acquistare i mattoncini e l’asfalto, le mura di cinta ristrutturate i giardini rifiorire, il traffico aumentare a dismisura. Ho visto il suq riempirsi di indicazioni e cartelli perché i turisti non si perdessero. Si è salvata solo questa insegna qua, che è sempre lì e che mi fa sorridere ogni volta che ci passo sotto. E un amico speziale che è lì da quando ricordo.

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La libreria che dura negli anni

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Lo speziale ed io

Ho fatto shopping da H&M come fossi a Londra. Sono andata al Nikki Beach come fossi a Saint Tropez. Ho dormito a casa di amici che avevano comprato casa, in riad grandi medi e piccoli. Ho conosciuto tanti italiani che vivono lì. Sono andata a un matrimonio lì.

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Marrakech non è più quella del ’99. Ma adesso è bella lo stesso. La piazza al tramonto è uno spettacolo incredibile anche ora. Nel Suq, non c’è più niente da comprare. E i quadri che ho in casa ora costano il triplo di quando li ho presi. I prezzi sono europei. Ma chi ci vive e chi lavora, è ancora felice. E il dedalo delle vie, se ci si lascia trasportare dal flusso di turisti incessante, è ancora un posto speciale. Tra l’altro se avete un pò di tempo, andate al ghetto ebraico. Niente negozi, niente souvenir, facce strane che vi guardano, ma vale la pena. C’è ancora un pezzetto del mio 99 la giù.

Ora nonostante abbia detto che non avrei dato indirizzi per questa volta faccio un eccezione. Solo perché li ricordo a memoria: se avete il budget dormite al Riad Kheirredine è di 2 soci italiani, non ha la spa, non ha la piscina (perché i riad non dovrebbero avere nessuna delle due cose) ma vale il prezzo per tutto quello che avrete in cambio. Se non avete il budget, non c’è motivo per non dormire nella medina ce n’è per tutti i gusti e portafogli. Ormai è sicura e lo è anche se vi perdete in piena notte. Mangiate in piazza, per il gusto di stare lì con tutti gli altri turisti. Le zuppe e il pollo piccante sono buoni davvero.

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Ormai la città pullula di ristoranti e tripadvisor vi darà mille spunti. Vi scrivo i miei ultimi tentativi. Cena Le Foundouk  buonissimo, uno spuntino a la terrasse des epices – divertente il negozio di ceste di vimini – e se state morendo di caldo e vorreste tanto una gelateria come si deve PANNA è gelato Italiano con materie prime eccellenti. La città ormai è occidente e quindi vale la pena sfruttarla fate una nuotata o al NIKKI BEACH o al Beldi. Avrei mille altre cose da dire, ma per quelle ci sono pagine e pagine di guide.

Una sola cosa va aggiunta. Fate i turisti, andate in vacanza e prendetevela con calma. Là giù di fretta non si fa niente. E questo è uguale dal 99.

ESSAOUIRA

Essaouira è oggi ancora un pò speciale. I suoi tetti hanno ancora qualche bordo sbeccato. Non tutto è stato trasformato in riad per turisti. Non tutti i bar sono “perfetti”. La prima volta sono arrivata facendo la costa da nord, la seconda con LUI guidando da Marrakech (in giornata). Ho dovuto corrompere un paio di volte la polizia per arrivare a destinazione, ho mangiato pesce sulla piazza centrale. Ho passeggiato lungo le mura con turisti grassi e bianchicci e comprato frutta buona al mercato. Essaouira è un buchetto lungo la costa che ti porta a sud. Ha ancora un non so che di esotico.

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IL DESERTO LA VALLE DELLE ROSE E NON RICORDO COS’ALTRO

Altre volte sono tornata in Marocco, in macchina poco più che vent’enne sono andata a Sud nel deserto, nella valle delle rose, e nelle gole del Dades, sono passata per Imsouane, mi sono persa guidando di notte. Sono salita sull’atlante e finita a Michlifen quando ancora non era di moda.  Scattavo ancora in pellicola, dormivo da chi gentilmente mi ospitava,  avevo un paio di pantaloni 2 magliette e un golf. E nessun cellulare.

Have fun.

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Nel nulla cosmico

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All’alba non ricordo più dove

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Gorges du Dades

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Gorges du Dades

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Gorges du Dades

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La prima duna non si scorda mai

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Spezie chissà dove

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Dormire a casa di sconosciuti e svegliarsi così

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