Napoli Milano Roma – dietrologia di trasloco ordinario

I luoghi comuni mi piacciono, mi sono sempre piaciuti. Perché dietro ad ognuno di essi c’è sempre una storia molto grande e molto complicata da capire e afferrare. Il nord e il sud della nostra penisola si prestano graficamente storicamente e spesso realmente a facili interpretazioni. Perché incasellare il tutto ci rende sereni, statici. Incasellare concetti, persone, luoghi, attività, mantiene lo status quo. E questo è il paese dell’immobilità della staticità. Il paese dove nulla cambia e tutto resta immutato.

Da qualche giorno ho una nuova compagna di stanza in ufficio. E’ venuta a Roma , volontariamente, da Milano. Adesso ogni milanese starà pensando che questa povera ragazza abbia subito un trauma o un lutto tremendo per compiere il gesto estremo di andare al sud. A Roma. Ma voglio tranquillizzarvi, amici Milanesi. Dopo parecchi giorni è ancora viva.

E questo ovviamente non perché Roma non sia una città del Sud. Ma solo perché lei – grazie a Dio – è Napolenata.

Adesso penserete voi, ah ecco vedi, una napoletana che è scappata da Milano e finalmente torna alle origini, o quasi.

Ritmi lenti, poco lavoro, tutto sole e relax.

Non proprio, perché la ragazza in questione, non solo si è parecchio milanesizzata, ma ha anche portato con se quell’aria frenetica tipica del nord. Quella frenesia sterile e inutile che non produce niente, se non altra frenesia.

Un vecchio saggio diceva: “Noi al sud cerchiamo di fare più o meno tutto, e alla fine in qualche modo ci riusciamo, su al nord programmano precisamente di fare qualcosa e poi alla fine spostano il programma.” Così proseguendo per luoghi comuni ce ne sono una paio da sfatare. E il primo assoluto principio è che al Nord lavorino di più.

Io in anni di lavoro telefonico con Milano, non ho mai trovato nessuno in ufficio prima delle 9 e soprattutto mai nessuno dopo le 7. In fondo, #l’apericena del caxxxxx non lo abbiamo mica inventato qui giù.

E sempre per luoghi comuni, qui giù c’è il sole, il mare, il cazzeggio… sono quindi in attesa che la mia nuova compagna di stanza si adatti quanto prima al “clima”, per ora con il suo arrivo si è solo triplicato il lavoro. Ma da una napoletana che non sa guidare il motorino…che ti aspetti? 🙂

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