La zappa sui MIEI piedi – E lo sapevo

Io lo sapevo, lo sapevo dal giorno in cui volente o nolente ho deciso (sapendolo) di trasferirmi (dinuovo) nel quartiere residenziale.
Per la casa più grande, per l’aria più pulita, per il parco vicino.
E è inutile che cercate di dirmi che si vive benissimo.
Che è tutto perfetto e a dimensione bambino.
Voi, lo dite, perché il culo da lì non l’avete mai mosso.

La Merda di cane lasciata sui marciapiedi è lo specchio esatto di quelli che ci vivono (ci saranno anche quelli virtuosi ma non li ho ancora visti).

Ero scappata anni fa dicendo che non ci sarei mai tornata, la vita, il caso, le necessità mi hanno sbugiardato.
“Non sputare mai in aria che poi ti ricasca in testa” diceva qualcuno.

La casa è bellissima, è grande, c’è posto per tutti.
E’ silenziosa (se non fai caso ai vicini), funzionale.

Poi:
Non c’è un negozio a pagarlo oro, inciampi su buche di ogni genere, oltre che merde.
Nell’ordine ho già litigato con:
Supermercato che accetta buoni pasto solo in parte.
2 parrucchieri che non tagliano capelli ai bambini.
Ovviamente la cretina di turno che ha parcheggiato in seconda fila bloccando motorini.
Il barista che dopo 10 giorni ancora non saluta.
La signora del terzo piano che sbrocca se tu prendi l’ascensore…non se lo lasci aperto…se lo prendi.
Il ferramenta che ti tratta come una cretina invece di esserti di aiuto per vendere la sua merce.
L’idraulico che siccome vivi lì ti spara prezzi doppi.
Non parliamo del fatto che se chiedi una cortesia tipo cambiare 50 euro…ti rispondono che esistono le banche.

Abitanti e negozianti hanno cancellato dal loro vocabolario “buongiorno, buonasera, posso aiutarla grazie, arrivederci”. Tutti ti trattano come se tu fossi in debito con loro.
Come se fosse un caso del tutto eccezionale il fatto che tu abbia la possibilità di comprare qualcosa da loro.

Ci fosse un inquilino che saluta, uno eh, mica tutti.
La cosa assurda è che sembra di stare in un altra città. Non che se ti sposti tutto funzioni, ma quanto meno la gente (i vicini, il barista, il fruttivendolo) sorridono, si lamentano di tutto CON te, chiedono notizie A te, TI parlano.
Insomma partecipano, un minimo.

Detto questo, di necessità virtù, quindi la casa è molto bella, e grande, e ieri mio figlio ha sconvolto lo spazzino che puliva il marciapiede (dopo 10 giorni  alla faccia del quartiere di lusso). Ha avuto l’ardire di salutarlo e di chiedergli cosa stesse facendo. Credo che il papà VIP del quinto piano abbia avuto un tracollo alla vista della conversazione.

Per metà mese conto di aver distribuito più Vaffa io di Grillo…stay tuned.

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