Mamma che più mamma non si può: lacrime di coccodrillo

Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa.
Mi vergogno miseramente e per questo sarò punita lo so.
Confesso che quelle di ieri sera, e di stamattina erano “orribilmente” lacrime di madre italiana (orrore!!!!) versate al pensiero, e poi alla vista, di Nano malefico che varcava la soglia dell’asilo.
Cazzo!!!
E niente, potrei anche attaccarmi alla scusa degli ormoni impazziti.
Ma la vera verità, è che avrei versato lo stesso identico numero di lacrime anche se non fossi stata incinta.
Di fatto, l’asilo, mi ha derubato dei minuti mattutini con il Nano, quei pochi in cui non vorrei ucciderlo. Quando facciamo colazione insieme, o meglio, quando lui che l’ha già fatta all’alba, la rifà con me, e mangia i miei orribili bastoncini di crusca.
Nano malefico mi ha fregato.
Ho passato un anno di merda (il primo) a sopportarlo nelle prime ore della giornata.
E il secondo anno ad abituarmi all’idea di svegliarmi e portarmelo nel letto, o in bagno mentre mi vesto e mi lavo (nell’ordine opposto, credo). E poi adesso che in qualche modo si esprime, e miracolo dei miracoli, lo capisco. Se ne va via così. Eh no dai!

Potrei aggiungere tutta una serie di altre cose che vanno da: porca eva sono passati due anni ecco perché ho quella faccia orrenda! Pensavo fosse solo un momento e invece, credo, sia in fase di peggioramento.
E vogliamo parlare del fatto che mi devo svegliare all’alba?
Sì sì le 8 per me è l’alba, se non avessi avuto questo piccolo problema del sonno avrei scelto un lavoro più divertente e meglio retribuito.
Il mio, di lavoro, oltre al cinema gratis ha come pro l’orario di ingresso ORE 10 🙂

Ok e con queste poche righe siamo a circa metà delle lacrime versate.

Quelle relative invece al fatto che il nano era in lacrime non le ho contate.
No no, non è come pensate, le sue non erano lacrime da distacco, erano quelle versate quando la maestra ha detto che per oggi la scuola era finita e poteva andare a casa.
Tragedia delle tragedie.
Della serie, vi prego tenetemi qui, a casa non ci voglio tornare.
A Nano, ma come ti permetti!
Ma chi ti credi di essere? Ma te lo ricordi sì che io ti ho fatto e io ti disfo sì?

Me misera me tapina. Io che per consolarmi mi sono fiondata da Panella a mangiare un cornetto con un milione di kalorie (cosa assolutamente vietata dal momento e dalle circostanze).

Così, ora, in ufficio, di umore nero, non mi resta che guardare in cagnesco tutti e ascoltare questo.

NoName non è entusiasta della scelta musicale.

Nota di servizio per sole madri. Di siti, blog, storie, film, sulle madri imperfette ne siamo piene.
Ma la web series che adesso mandano anche in onda su RAI due tutte le sere alle 9, non è male.
Guardate qui:  http://www.unamammaimperfetta.it/

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