One week

Quante cose si imparano in una settimana?
Potrei tranquillamente dire che questi sette giorni sono passati come l’acqua sotto i ponti (di Roma nello specifico), senza nessun accenno a qual si voglia mutamento.
Invece se mi fermo un attimo mi rendo conto che, non è vero.
E’ successa una cosa assolutamente degna di nota (sempre in termini relativistici).
La mia lista, la mia lista del lunedì, la mia sempre eterna e sempre lunga lista del lunedì… è stata spuntata tutta.
Per chi non riuscisse a comprende l’importanza e la “drammaticità” di questo evento.
Vi prego leggete qui.
Insomma, è venerdì, e io sono seduta alla mia scrivania, senza poter trascrivere la lista delle cose NON fatte sulla pagina del lunedì. Pazzesco. E drammatico. Devo essermi completamente rincoglionita.
Sono diventata una desperate housewive in tutto e per tutto.

La teoria della casalinga disperata è indissolubilmente confermata da fatti ancora più gravi:

  • Sono andata in palestra con regolarità
  • Ho fatto la ceretta.
  • Ho finito tutto il lavoro della settimana anche in ufficio. Cazzo.

In poche parole, sono completamente alla frutta.
Se non fosse per il fatto che anche oggi indosso mutande della nonna prese alla cieca, calzino da uomo (il SUO) che mi fa da parigina e che ha lo “spazio” del tallone a metà caviglia e occhiaia di ordinanza, mi sarei già buttata dalla finestra consapevole di aver raggiunto il massimo della tristezza nella sua essenza più “romana”:
bionda, mamma, con figlio, lavoratrice, prefettamente vestita e truccata, super informata, super perfettamente rompicoglioni.

Invece grazie a dio la mutanda de pora nonna mi salva da questo destino misero e nefasto.
Ma per quanto ancora? Boh.

Nel frattempo mi sono accorta anche che:

  • Mi piace un sacco andare al Sorpasso ma più per l’aperitivo/magmanoselanacosetta cit, che per cena.
  • Il libro “A volte ritorno” di John Niven è la mia nuova lettura a caso preferita*.
  • C’è una nuova app per servizio di autista (autistalpostodeltaxi) che non solo è fica perché ti localizza e ti dice qual’è l’autista più vicino, ma costa poco poco più di un normale taxi e si chiama Uber per info cliccate qui.
E poi a chiudere… un fenomeno che ogni anno si ripete immancabile con l’arrivo della bella stagione.
Le giornate si allungano, i golf più spessi e pesanti vengono accatastati nell’angolo più remoto dell’armadio di tutti noi, insieme a cappelli e sciarpe di lana, e inesorabilmente senza speranza che tutto ciò cambi…arrivano anche le partecipazioni di nozze.
Ma perché? Perché la gente ci tiene così tanto a sposarsi proprio quando tu vorresti andare al mare?
Ma il matrimonio a ottobre vi fa schifo? o a Marzo, insomma in un mese morto.
A ottobre non succede mai niente, ci starebbe bene una bella festa no? Anche un we fuori se vi sposate a Canicattì…saremmo tutti contenti, di riempire uno di questi periodi…e non mi venite a dire che il matrimonio d’estate è più bello…
No d’estate si suda, fa caldo, è faticoso.
In primavera invece siamo bianchi pallidi ma costretti a scoprirci, magari anche flaccidi, 
E a settembre, a settembre è inutile che ci provate, anche se fate finta che è ancora estate…al 90% piove…e passerete la giornata con l’ansia che inizi a piovere.
No eh…va beh, c’ho provato.

* Dicesi “lettura a caso” quella pratica che prevede la lettura casuale di spezzoni di un libro già letto (preferibilmente 2 volte). La pratica è più popolare per libri di non ampissima foliazione e che abbiano una trama semplice ma molte chiavi di lettura.

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