Mamma che più mamma non si può: la forza di gravità

“Mamma su” insieme a “mamma oooo nooo” sono state la mia litania per tutte le vacanze di pasqua.
Perché diciamocelo, mentre il nano scopre piano piano cosa c’è nel mondo, che può anche indurre un minimo di tenerezza materna, dietro a queste scoperte sono nascoste in realtà tutta una serie di rotture di palle che nessuno ti dice prima.
La mia rottura al momento si chiama LA FORZA DI GRAVITA’.
Che te la insegnano a scuola esattamente cos’è ma che in realtà incuriosisce nano da qualche tempo a questa parte in maniera ossessiva.
Così sono giorni che si avvicina a me con quell’aria da cane bastonato e porgendomi una delle milioni palle che ci sono a casa mi dice: “mamma su”.
E io 1,2,3,4 un milione volte al secondo prendo la palla e la lancio in alto, poi quella torna indietro e lui contento non capisce come sia possibile, e me la riporta, ancora una volta per vedere se questa volta la palla resta SU.

Questo, perché c’è uno strano fenomeno che lui non riesce a spiegarsi e si collega in maniera direttamente proporzionale a “mamma oooo nooo”, ovvero, il lancio della palla oltre qualcosa.
Oltre il muretto al mare.
Oltre la finestra.
Oltre una staccionata.
Oltre una terrazza,
Semplicemente Oltre.
E la palla “oooo nooo” non torna.

Quindi ricapitolando faccio ginnastica, con la palla, lanciando la palla in SU, mi adopero 1,2,3,4, un milione di volte per andare a raccattare la palla oltre. Roba che gli allenamenti di ILARY a me mi fanno in baffo…

Da qui il motivo per cui ne abbiamo una quantità non definita a portata di mano.

E nano, …ci sua, non capisce come mai in un caso la palla torna e in altro caso no.
Ma a me, poco importa di questa scoperta del fenomeno fisico. Mi importa solo che smetta, a un certo punto smetterà credo. E io potrò smettere di ripetere meccanicamente questi gesti mentre cerco di avere una conversazione con un adulto, o mentre faccio pipì, o la doccia, o gioco a Ruzzle.

Inutili sono state le cattive maniere (io parto sempre da quelle) e anche le buone maniere per farlo smettere almeno di fare la versione numero 2 “ooo nooo” ed evitare di andare a raccattare la palla nei fori romani.
Lui mi guarda come per dire, embè? che ho fatto di male…ho lanciato la palla, è lei che non torna.
E sono questi i momenti in cui guardo in cagnesco le mamme GOLD che mi guardano e si stupiscono dicendo  “che carino dice sempre grazie”… e dentro di me penso, “perché era contemplata una rottura di palle – è il caso di dirlo – del genere senza manco un ringraziamento?”

E poi mi fermo e penso che in fondo in fondo siamo ossessionati tutti e due dallo stesso fenomeno:
lui cerca di capirlo, io invece di combattere i suoi effetti su di me. Non fa una piega.

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