…E la vendetta del nano bagongo

…è che me lo dovevo aspettare.
So’ stata ingenua. Mea Culpa.
Dovevo capirlo da come mi stava trattando da un paio di giorni, che l’avrei pagata.
Che avrei scontato amaramente quest’anno di poca maternalità.
E alla fine senza colpo ferire, me l’ha fatto.
Il dispetto più grande, per ribadirmi: tiè ricordati che qui se voglio comando io e tu le vacanze te le scordi proprio.
C’è riuscito.
Così in data 26 dicembre ha iniziato guardandomi di sottecchi con un vaga febbretta della serie…inizia a farti venire il dubbio se partire e lasciarmi qui, me misero me tapino, al freddo al gelo della campagna senese.
E allora che fai?
Aspetti, lo imbottisci di tachipirina, e aspetti…
27, 28…dovresti partire adesso, hai la macchina carica, gli scarponi nel bagagliaio da 4 giorni, una nuova giacca da sci, ma per sicurezza: “senti…partiamo un giorno dopo”.
E lui è lì che t’ha sentito.
E allora pensa..mmmmm…faccio salire ancora un pò la febbre.
Poi credo che essendo la prima volta che si vendicava, la situazione gli sia sfuggita un tantino di mano.
Ecco, non credo che nel suo piano ci fosse anche la corsa verso il pronto soccorso e il ricovero per 3 giorni.
Ma la sua vendetta è stata attuata. E così, alla fine mi ha costretta a:
piangere disperatamente come la più pappamolla delle madri mentre gli mettevano le flebo
dormire con lui in braccio per tre giorni senza mai smettere di accarezzarlo e consolarlo
intrattenerlo h24 su un letto di ospedale sperando che ci facessero uscire – roba che se non c’era LUI io davo di matto dopo 10 ore

E la vacanza è volata così.
Avrei voluto raccontarvi di grandi sciate, di un capodanno scoppiettante e fuochi d’artificio.
Avrei voluto dirvi di grandi mangiate, e meravigliose saune.
Avrei voluto litigare con i crucchi in fila alle seggiovie, e con i romani d’assalto nei rifugi.
Avrei voluto sentire le dita dei piedi ghiacciate e ripromettermi ancora una volta che devo, devo arrendermi all’evidenza che i miei scarponi hanno fatto il loro corso.
Avrei voluto dormire alle 5 di pomeriggio e svegliarmi alle 7 di mattina per arrivare all’apertura degli impianti.
Avrei voluto far colazione due volte, la mattina presto e poi a metà mattinata, pensando che tanto la prima l’avevo già bruciata.
Avrei voluto sentirmi a casa e rimpiangere per la milionesima volta il giorno in cui ho scelto di non vivere in montagna.
Avrei voluto ridere fino alla morte vedendo qualcuno che scivola sul ghiaccio e lasciare che LUI in automatico mi portasse gli sci.

Avrei voluto ma ha vinto lui.
Il nano bagongo.
E ieri per ripicca, ho messo via la valigia con la roba da sci…senza disfarla.
E l’ho guardo pensando: vendetta…tremenda vendetta 😉

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