Cittadino modello

Chi è senza peccato…
Ecco, non è che io possa dire di esserlo, però i fondamentali ce l’ho.
Quelle piccole cose che volente o nolente sono entrate a far parte dei gesti quotidiani.
Se prelevo a un bancomat, non stampo la ricevuta (che tanto chi la stampa che ci fa…) e non la butto per terra.
In linea di massima attraverso sulle strisce e solo quando è verde.
I mozziconi di sigaretta non li butto per terra quasi mai.
Ovviamente non imbratto muri, non parcheggio mai in doppia in fila, ne, e questo è il minimo, al posto riservato agli invalidi.
Io chiedo sempre per favore, e mi scuso se in macchina faccio manovre azzardate.
Se c’è una persona anziana le lascio il posto in autobus.
Non spintono nella folla.
Raccolgo la m… del mio cane.
Insomma le basi.

E poi, ieri sera, alle 9 di sera in pieno centro a Roma questo:

Ecco, mio caro teppistello, io non sono un esempio di virtù, ma tu…
Tu cercavi di rubarmi un casco, lo so, e so anche che ci vuole 1 secondo ad aprire la sella di una vespa, senza romperla.
L’hai aperta, e purtroppo per te, il casco non c’era, hai frugato nella busta nera che hai visto, ma putroppo, solo cacciavite e pinze.
Così hai richiuso, e visto il rosicamento, hai pensato bene di tagliarmi la sella del motorino.

Caro teppistello, magari oltre a fregarti caschi, che sono sicura non ti servano, te ne vai in giro a vendere qualche canna, roba innocua, per gli amici.
O magari scrivi sui muri dei palazzi appena restaurati con i soldi (i nostri) di chi paga le tasse, o forse te ne stai solo lì a dare i calci a una bottiglia di vetro finché non si rompe.

Caro teppistello, tu ti meriti la prof (sempre che tu abbia la decenza di andare a scuola ogni tanto) che ti prende per i fondelli perché sono sicura che i congiuntivi non siano nel tuo vocabolari.
Tu ti meriti tutto quello che di schifoso c’è in questo paese.
E che pensi che io non sappia che non ti importa niente di quello che intorno accade?
Certo che lo so, ma non ti importa ora, vedrai domani.
Dopo che pluribocciato non riuscirai a proseguire gli studi, con qualche piccolo neo sulla fedina penale, non troverai un gran lavoro e lo Stato, che tu impersonifichi alla perfezione, non ti aiuterà mai.

Non ti darà scelta, non ti darà sbocchi.
Sarai solo, senza una prospettiva.
Magari ti sarai fatto qualche giorno di riformatorio, magari no.

Magari invece avrai avuto fortuna, sarai riuscito a cavare il ragno dal buco.
E allora con tutto il cuore ti auguro che la tua macchina, o la tua moto vengano vandalizzati il giorno del derby Roma Lazio, così per goliardia, o per rodimento di culo dai tifosi della squadra sconfitta.

Ti auguro che tu debba ancora pagare le rate del mezzo di locomozione e che per avere un qualche risarcimento dal comune passino anni e anni e anni.

Imparerai allora che la proprietà privata è una cosa sacra, che la tua libertà inizia dove la mia finisce.
Non credo sarai mai in grado di rispettare la Res Publica (guarda su wiki cos’è).

E per oggi e per tutto il fine settimana mio caro teppistello:
che la tua ragazza ti lasci
che tu possa passare 48 sul cesso
che ti venga 39 febbre proprio quando dovevi uscire con gli amici

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