Notizie lampo dal terzo mondo

Da dove vengo tutto è ordinato, pulito, accogliente.
I turno di pulizia nei bagni pubblici è ogni 30 minuti.
La carta igenica per dire, non si può buttare nel cesso, c’è un apposito contenitore.
Per non inquinare mari e fiumi.
Tutti sono sorridenti, solari.
Da dove vengo io, all’aeroporto, le valige arrivano prima che tu abbia il tempo di arrivare al rullo, e nella zona di ritiro bagagli, ci sono negozi, punti informazioni, sedie.
C’è ovviamente una macchinetta per cambiare le banconote in spicci in modo da poter agevolmente reperire un carrello.

La macchinetta accetta qualsiasi tipo di valuta.
Da dove vengo io, tutti si danno un gran da fare, le strade sono perfettamente tenute, e quando c’è qualche buco, si vede subito la cartellonistica dei lavori in corso.
E ci sono cantieri edili molto ampi, ma non ho visto niente di particolarmente brutto o mal costruito.
Qualcosa è più bello, qualcosa meno. Ma tutto molto ben misurato.
Da dove vengo io, la situazione politica è molto complicata, ma in generale sembra che tutto, con alti e bassi, stia procedendo verso un futuro migliore per tutti.
Tutto sembra rigoglioso, verde, e lo è anche il paesaggio.
Le siepi lungo le autostrade, i fiori e i prati ben curati nei porti e nelle città.
Da dove vengo io c’è internet gratuito in ogni dove.
E caffè e ristoranti dove tutto è pulito e ordinato.
I taxi sono tutti ben tenuti e anche i più vecchi, sono comunque puliti e con aria condizionata.
I tassisti ti informano prima della tariffa del tragitto e accendono immediatamente il tassametro.
Lungo il tragitto se ne hai voglia, sono ben disposti a raccontarti qualcosa.

Dove sono arrivata le cose sono un pò differenti.
Le strutture fatiscenti, le strade bucate, i taxi vecchi e senza aria condizionata.
All’eroporto il soffitto è bassissimo, fatto a pannelli di cui la metà rotti, per cui si intravedono fili e tubi.
E’ tutto rovinato e fatiscente.
Il vecchio pavimento in marmo è coperto da una patina nera.
I rulli delle valige cigolano, non ci sono carrelli, le indicazioni per il recupero bagagli sono sbagliate quindi invece del nastro 5 le valige escono al 20.
Niente sedie, niente negozi mentre si aspetta un’eternità.
C’è una folla di gente rumorosa e scomposta.
Fuori la fila dei vecchi taxi è chilometrica, macchine fatiscenti senza aria condizionata, trattative selvagge per le corse, una folla di gente stipata in mezzo alle uscite che ti impedisce di entrare.
C’è il caos di macchine parcheggiate in terza fila.
Fa caldissimo, e stipati nel taxi siamo un pò in affanno, il tassista guida senza cintura, senza accendere il tassametro.
La strada è piena di buche, il guardrail tutto rotto e spesso sostituito con massi di marmo.
Siamo con i finestrini aperti, e il paesaggio è secco, beige, pieno di capannoni dismessi, discariche.
I cartelloni pubblicitari pendono un pò tutti, un’urbanizzazione selvaggia accosta ecomostri a villette a schiera nella periferia della città.
L’impatto è davvero brutto.

Io vengo dalla Turchia.
Il mio punto d’arrivo invece è Roma.
E ogni volta che arrivo, mi viene da piangere.
Letteralmente.

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