Agronomia base.

Cambio di sala,
questa volta siamo al piano di sotto…sempre arazzi e affreschi ma il tutto sembra meno compìto.
E poi all’improvviso, senza grandi annunci compare lui.
E’ amore a prima vista.
Genovese, che più genovese di così non si può. Jeans ascellare scoloritissimo, grembiule nero, polo.
Anni almeno 65. Vitalità di un 40enne mente di un 30enne.
Si capisce subito che va veloce, che la metà di quelli in sala non riesce a stargli dietro.
Parte a macchinetta senza esitare e ripete i concetti, le formule e gli aneddoti almeno 3 volte.
Cammina su e giù, nevrilmente, non nevrotico, nevrile, speranzoso di riuscire a dire e far capire in meno di 2 ore un sacco di cose. Perché le persone in sala abbiano più rispetto della natura.
La natura, dove niente nasce e muore, ma tutto si trasforma. Nulla svanisce.
Resto ammaliata, e in silenzio smetto anche di prendere appunti, seguo il suo filo logico, non senza difficoltà ma lo seguo, gli vado dietro.
E in meno di due ore galleggio, tra la comprensione chimica della fotosintesi clorofiliana, sfatando il mito che le Polo (sì le caramelle) hanno meno prodotto perché c’è il buco, venendo a sapere che che le radici delle nostre viti sono tutte americane.
E mentre i presenti mugugnano per la sfilza di parolacce, per i riferimenti decisamente espliciti a sesso, escrementi e chi più ne ha più ne metta…mi rendo conto che le 2 ore sono finite, che ora ci saranno i soliti paroloni sull’assaggio del vino e che la mia breve lezione di Agronomia è finita.

Qui di seguito le pillole della seconda lezione:

La comunità europea ha stabilito che da due anni a questa parte su ogni bottiglia (vino acqua o altro) è necessario indicare sia la quantità di liquido contenuta, sia la misura in millimetri di vuoto (niente liquido) dal tappo all’inizio del liquido che garantisca la presenza della quantità di liquido sopra elencata

La pressione di una bottiglia di spumante è di 6 atmosfere – quella delle ruote della macchina  2
Lo spumante chiuso è liquido (non liquido e gassoso) perchè in assenza di aria è presente il diossido di carbonio (che è liquido) a contatto con l’aria il diossido di carbonio si trasforma in anidride carbonica e produce le famose bollicine.

La vite è una liana formata da cirri e viticci il suo frutto è l’acino (non il grappolo) l’insieme degli acini sono detti anche infruttescenza.
La parte terminale della vena che entra nell’acino è detto raspo. Nei paesi caldi le vene sono esterne per alleggerire la pressione, in quelli freddi sono interni.

La fotosintesi clorofiliana come da libro la sapete già, la cosa che vi scrivo è: non è vero che le piante producono ossigeno. Le piante, anzi le foglie producono anidride carbonica, sempre. Solo che di giorno nell’esatto momento in cui sta per espellere CO2 i comparti della foglia si allagano. L’acqua diluisce parte della CO2 e quello che esce  è ossigeno puro.

I saccaromi sono i funghi dello zucchero
Il lievito è quella patina bianca che si forma sugli acini, si tratta di un parassita che aspetta che il chicco cada a terra si spacchi per mangiarne lo zucchero e come prodotto refluo (escrementi) dà alcool e anidride carbonica.
In greco lievito (il fenomeno della lievitazione) di dice maghia

I vitigni si distinguono in autoctoni ovvero del luogo e che non possono essere trapiantati da nessuna altra parte e alloctoni.

La fillossera è il motivo per cui i nostri vitigni sono formati dal piede americano e base europea.

Vino assaggiato:
Frascati superiore 2010 Poggio Verde Principe Pallavicini

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