E se: (capitolo secondo)

Con i se e con i ma la storia non si fà.
Ma se…se cambiassi direzione oggi, potrei cambiare il futuro.
Così di rientro nel tram tram, dopo 4 miseri giorni di black out penso:
sì avrei dovuto fare la maestra di sci e lui, l’avrei conosciuto in ogni caso, magari sulle piste, magari insegnando. Non c’è dubbio.
E sì, avrei dovuto studiare veterinaria, per fare una vita faticosa, e lontana anni luce da quella che faccio oggi, seduta dietro una stupida scrivania, davanti a uno stupido computer a inventare stupide azioni di marketing che “roba da bambini di 6 mesi, anche Zeno lo potrebbe capire”.
Un tempo il mio lavoro mi piaceva, non solo perché era tutto nuovo, ma perché imparavo cose nuove, da persone nuove.
Non imparavo solo cose di lavoro, imparavo cose dalla vita, imparavo a superare i miei limiti, le mie timidezze.
Imparavo a conoscere cose lontane da me, dalla mia vita, dalla mia visione delle cose.
Adesso passo il tempo a mantenere la calma per sopportare chi mi sta intorno l’incompetenza e la pressapochezza.
Ho smesso di imparare, di crescere. Ho smesso di vedere la parte divertente di questo lavoro.
Il lavoro è diventato LAVORO.
Una rottura.
E questa cosa non mi piace per niente.
E se decidessi di ricominciare?
Ma da dove?
In un’Italia devastata l’idea buona non basta più, in effetti forse non è mai bastata.
Così dalla settimana prossima ricomincio a studiare. Enologia.
C’è tutto un mondo di marketing anche dietro al vino, il vino che da compagno di tavola è diventato ormai da anni, un business, per molti, quasi tutti i produttori.
Un mercato in crisi, troppo gonfio, di vino per l’appunto.
Dove non sempre la qualità paga.
Io parto avvantaggiata, il vino c’è, non è buonissimo, non è eccellente ma c’è.
Cosa ho da vendere quindi in più degli altri?
Vendo una storia, vendo una tradizione, come molti penserete voi.
Ma io ho una cosa in più.  Ho 10 anni di marketing alle spalle.
Ho 10 anni di amici di marketing, amici di pubblicità, amici di case di produzione, amici di musiche, amici copy, amici art, amici web designer.
E loro sono la mia risorsa.
Non faranno il loro lavoro per me, non faranno campagne pubblicitarie, spot, pagine stampa annunci radio siti web.
Faranno una cosa molto più semplice. Forse lo faranno, se mi vogliono bene. In nome delle notti passate insieme a lavorare, in nome delle risate, dei progetti andati male, delle incazzature, delle risate.
Faranno da passaparola, banalmente.
Gli addetti ai lavori che muovono il sistema marketing italiano saranno i miei portavoce.
I testimonial della mia nuova impresa.
Ogni volta che andranno a cena fuori, ogni volta che faranno conversazioni di lavoro con i loro clienti.
Ogni volta che potranno.
A loro chiedo di fare un nome, e che quel nome circoli è l’unica vera risorsa di cui ho bisogno.
Niente strategie, niente voli pindarici, niente nomi complicati niente ATL BTL WEB desing, niente viral marketing, niente brochure, quadricromie, codici pantone, niente target core business, brief.
Solo puro e semplice Passaparola.
E voi lo fareste per me?

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